CAIVANO – Stamattina duro rientro a scuola per alcuni bambini caivanesi, precisamente quelli della “L. Milani”, quelli della “De Gasperi” in Via Rosselli e della “Papa Giovanni XXIII” al C.so Umberto, dalle notizie che ci giungono in redazione, i riscaldamenti dei sopra citati plessi sono spenti per mancanza di combustibile che si traduce come sempre, in mancanza di fondi per l’acquisto dello stesso, e a quanto pare parecchi genitori stanno provvedendo a prelevare i propri figli per salvaguardarli da eventuali influenze.

E’ disarmante come quest’amministrazione gestisce tali servizi, possiamo comprendere il dissesto, la mancanza dei fondi e tutto quello che si voglia propinare, ma considerare anche il riscaldamento alle scuole materne ed elementari come servizio secondario, specialmente in giornate dove si toccano gli zeri gradi centigradi, è da vergogna assoluta.

Non ci stancheremo mai di affermare che la questione diventa soprattutto morale, quando neanche a distanza di dieci giorni, i politici caivanesi, hanno approvato in consiglio, un rimpinguamento delle casse comunali che permetteva loro di incassare incolumità di carica.

Abbiamo assistito alle parole del sindaco Monopoli che affermava che tutto ciò che stavano approvando glielo consentiva la legge, fermo restando che qui nessun caivanese si sognerebbe mai di invitare il sindaco e gli assessori di andare contro la legge, ma se la legge consente di intascare soldi pubblici, la stessa legge tutela la salute dei bambini a scuola, obbligando l’ente comunale a tenere accesi i riscaldamenti e considerando il sindaco, primo responsabile della salute dei suoi concittadini.

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