CAIVANO – Non si arrestano i colpi di scena nell’ambito del processo per la morte della piccola Fortuna avvenuta al Parco Verde di Caivano. Il supertestimone, M.B., che scagionò Raimondo Caputo, imputato di omicidio e abusi sessuali, avrebbe fornito agli inquirenti nell’udienza della scorsa settimana una falsa deposizione. La persona informata sui fatti avrebbe detto di aver visto Caputo in compagnia della figlia già in cortile al momento della caduta della piccola Fortuna che ha perso la vita precipitando dal settimo piano delle palazzine Iacp.

A far rivedere gli atti all’accusa rappresentata dal pm Claudia Maone e dal procuratore aggiunto Domenico Airoma è stata la versione dei fatti fornita da M.F. che, chiamato in causa dallo stesso testimone ed ascoltato dai carabinieri, avrebbe escluso la presenza di Caputo nel cortile al momento della tragedia.

A questo punto il papà di Fortuna, Pietro Loffredo, sarebbe ritornato sui propri passi riavvalendosi del diritto di costituirsi come parte civile a cui inizialmente aveva rinunciato, conferendo il mandato al suo legale Sergio Pisani.

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