CAIVANO – La Ditta Buttol srl aveva fatto ricorso al Consiglio di Stato sulla sentenza del TAR che bocciava il ricorso della TEKRA srl, la ditta arrivata seconda all’assegnazione della gara sui rifiuti, appalto da circa 26 milioni di euro in cinque anni, per un cavillo burocratico perché la stessa TEKRA avvisava la ditta vincitrice del ricorso al TAR in tempi non previsti dalla legge. Il TAR però in quell’occasione entrava comunque nel merito e suggeriva al Comune di Caivano di annullare la gara d’appalto in autotutela poiché a suo avviso, la ditta BUTTOL srl non aveva i requisiti, essendo che la stessa ditta non ha mai espletato tale servizio per città superiori a 39 mila abitanti come richiesto dal capitolato d’appalto.

Dopo questa sentenza del TAR il Comune di Caivano ha pensato bene non far firmare i contratti per il nuovo appalto alla Buttol, ma prorogargli per un altro mese l’appalto alle vecchie condizioni contrattuali.

La Ditta Buttol dal canto suo fa ricorso al Consiglio di Stato per i meriti esplicati dal TAR, ma il Consiglio di Stato rigetta il ricorso perchè tale ricorso non avviene in virtù della sentenza – che ricordiamolo, comunque era a favore della Buttol srl – ma bensì su un parere del TAR che è stato dichiarato fuori luogo. In poche parole, il ricorso della Buttol viene dichiarato inammissibile perchè la Buttol non ha mai perso nei confronti della TEKRA e comunque rimane vincitrice di una gara che per il TAR è illegittima e su cui il Consiglio di Stato non si può esprimere perché mancano i presupposti. Misteri della legge italiana.

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