Allora un avvocato disse: che cosa pensi, maestro, delle nostre leggi?

Ed egli rispose

A voi piace imporre leggi, ma più ancora vi piace trasgredirle.

Come bambini che giocano presso l’oceano, che costruiscono torri di sabbia per poi distruggerle ridendo.

Kahlil Gibran – Il profeta

 

Questo diario di viaggio atipico lo voglio iniziare con questa frase che ho letto ieri, un po’ per caso. Ebbene, è una verità immane, ci creiamo leggi per poi trasgredirle, costruiamo le torri di sabbia per poi metterci il piede sopra e ridere, mandando a fanculo, il lavoro e la fatica fatta per costruirle. Ma in quelle torri alle volte sono riposte le speranze di molti, in quelle torri viene custodito il futuro dei giovani, nel nostro territorio tutto sembra costruito con la sabbia, troppo facile da distruggere. Non si perde mai occasione a sfondare tutto con una facilità immane, disarmante. Qui si distruggono le speranze dei bambini che non sanno dove “vivere” durante tutto l’anno, a parte qualche eventuccio creato nelle feste comandate, vedi Natale, Carnevale o altre festicciole, creando appunto quella torre di sabbia che si chiama divertimento, ma appena cala la notte su quell’evento ecco che arriva un enorme piede fetido che distrugge tutto, e si ricomincia con la ruotine solita della tristezza, del “stu paes fa schif”, “ io me n’aggia j da ca”, e mentre qualcuno spaccia ed altri vendono sigarette di contrabbando, alcuni parcheggiano dove cazzo gli pare ed altri se ne fottono altamente, dove nei consigli comunali si vedono scene camorristiche si costruisce un’altra torre, questa volta di cemento, una torre che non si butta giù facilmente, che è la rassegnazione. Ogni volta che sento “qua così funziona” e una nuova sputazzata che fortifica sta torre bastarda, talmente alta che oscura anche il sole.

Che dirò di costoro se non che vivono anch’essi alla luce del sole, ma con la schiena voltata verso il sole?

Essi non vedono che le proprie ombre, e quelle ombre sono le loro leggi!

QUESTA VOLTA NON MI FIRMERO’ COME GULLIVER…. MA COME DANIELE

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