La sorte del Movimento 5 stelle è la sua scomparsa, e non lo scrivo perché l’idea che c’è alla base è fallimentare, il Movimento è destinato a dissolversi a causa della sua stessa natura, per la rivoluzione culturale che auspica e per motivo che la sua lotta sarà inutile quando tutto sarà compiuto.

Grillo che, certamente non per blasfemia, fa mangiare agli spettatori del suo spettacolo dei grilli, ha lasciato intendere che l’idea che lui garantisce deve divenire intrinseca ai valori di ogni italiano e non imposta da regolamenti, direttòri e altre menate simili.

Un po’ come farsi inchiodare in croce a lasciare l’idea del Padre attraverso lo Spirito Santo, quel vento che soffia quando il destino umano prende la direzione del perverso.

Perché il movimento è una fede, è la certezza che se attecchisce l’idea della partecipazione, del cittadino attivo, del governo di un paese per il bene collettivo, se l’onestà non sarà una moda ma una presa di coscienza, il modo naturale con cui rapportarsi con il prossimo, allora – volendo continuare con le citazioni evangeliche – ci saranno cieli nuovi e terre nuove.

Il tutto nel rispetto che si deve avere per le posizioni opposte, sempre per mantenere fede al principio base di un progetto che diverse volte è stato definito francescano, per assicurare alle prossime generazioni un mondo su cui porre le basi per un futuro di adorazione verso la creatura più sublime che abita il pianeta, l’uomo, quell’essere troppo spesso seviziato da se stesso.

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