AFRAGOLA – L’Ambito 19 rischia di scoppiare per gli appalti che riguardano gli anni che vanno dal 2010 fino alle ultime gare. La Guardia di Finanza di buon mattino si è recata al Comune di Afragola, città capofila, per acquisire su delega dell’Anticorruzione tutti gli atti di gara di molti appalti “sospetti” anche perché in alcuni casi le cooperative escluse hanno poi vinto il ricorso al Tar per aggiudicarsi il servizio ai danni di quella prescelta dalla commissione di gara che non aveva nemmeno i requisiti.

Un “mosaico” da ricomporre e gli investigatori lavorano a tutto campo. Anche perché dalle indiscrezioni emerge che l’attenzione delle indagini siano innanzitutto orientate anche su consulenze, incarichi e assunzioni di parenti dei responsabili di settore dei Comuni che fanno parte dell’Ambito 19 (Afragola, Caivano, Cardito e Crispano) nelle cooperative che vincevano gli appalti o che gli venivano assegnati senza addirittura bando di gara. Un tema del quale la nostra testata ha già ampiamente trattato, quando cercava di mettere in allerta il sindaco Monopoli prima che firmasse i nuovi decreti e che sul quale proprio l’Anac nei mesi scorsi ha già acceso i riflettori chiedendo spiegazioni ai Comuni con dovute e necessarie integrazioni rispetto alla prima documentazione inviata.

Sott’osservazione, in particolare, proprio quelle cooperative che si aggiudicavano gli appalti e, ironia della sorte, riconoscevano incarichi e posti di lavoro ai familiari dei componenti della commissione di gara. L’inchiesta è partita anche grazie ad articoli di stampa ed a denunce dettagliate arrivate direttamente agli uffici dell’Anac da parte di politici di diversi paesi. C’è la sensazione che da un momento all’altro possa arrivare il salto di qualità in quanto le assunzioni riguardavano, da quanto trapela, non solo parenti dei dirigenti ma pure di alcuni funzionari dei settori nei rispettivi Comuni dell’Ambito sociale di zona.

Ad avvalorare la tesi che, forse, nell’Ambito 19 c’è qualcosa che scotta, sta anche nel fatto che Afragola ha deciso di lasciare l’ambito e curarsi delle politiche sociali in maniera indipendente e che Frattamaggiore cerca sbocchi in quel di Frattamaggiore, di come realmente stanno le cose, per adesso, non è dato sapere, aspettiamo impazienti l’esito delle indagini.

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