CAIVANO – L’incontro con Armando Cesaro ha riservato importanti colpi di scena che Gaetano Ponticelli e Giuseppe Mellone tentano di nascondere all’opinione pubblica. La verità è un’altra e non è assolutamente quella descritta, a comando degli stessi interessati, su blog locali, anche perché nessun blog o giornalista ha completato il proprio pezzo riportando la posizione o il pensiero del sindaco.

I consiglieri assenti sicuramente hanno sbagliato assentandosi e facendo registrare un numero che non permettesse lo svolgimento del Consiglio Comunale, mettendo così a repentaglio la stabilità dell’intera consiliatura di Monopoli.

Giuseppe Mellone non può comunicare all’opinione pubblica che non ci sono frizioni tra i consiglieri ed il sindaco, se no, non si giustificherebbe la presenza di Cesaro stesso nelle mediazioni ed è qui che Forza Italia deve scegliere, ma soprattutto, come logica vuole, ribadire che in città il partito fa riferimento al sindaco Monopoli ed è questa la verità che a nessun componente della controparte convenga far sapere all’opinione pubblica.

Le riflessioni che i cittadini devono fare è che di fronte ad un Consiglio andato “deserto” e di fronte al fatto che la conseguenza è quella di far cadere il sindaco, due sono le cose, o che le mancanze del sindaco sono talmente gravi da determinare questo scenario, ed in questo caso perché i dissidenti non lo fanno sapere ai cittadini? O che evidentemente i consiglieri in questione abbiano alzato il tiro chiedendo cose che l’opinione pubblica non deve sapere, ed in entrambi i casi chi realmente dovrebbe sapere tutto, cioè i cittadini, pagano solo le conseguenze e restano all’oscuro di tutto.

Da precisare che all’incontro non era presente Teresa Fusco, rimasta sempre fedele al sindaco e presente anche all’ultimo Consiglio Comunale, proprio a testimonianza che lei non aveva nulla da chiarire con Cesaro, visto che per quanto riguarda lei personalmente, non si è aperto nessun caso.

Per quanto riguarda l’assenza del sindaco non è affatto cosa grave, visto che dal canto suo Simone Monopoli aveva già comunicato ad Armando Cesaro che non si sarebbe presentato e che non aveva voglia di incontrare i dissidenti poiché non ha nessuna intenzione di farsi tirare per la giacca, come giusto che sia, perché se davvero a Monopoli sta a cuore il bene comune e se è vera la sua guerra iniziata a suon di denunce, deve andare avanti dritto per la sua strada senza subire distrazioni.

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