CAIVANO – L’Associazione “Diritti Sociali” da sempre impegnata nella lotta per l’abbattimento degli alloggi provvisori del Parco Verde e la ricostruzione di nuove case da assegnare agli aventi diritto, ha collezionato una grossa pila di prove e documentazioni da sottoporre all’attenzione del sindaco Monopoli e ad altri organi sovracomunali, tra cui Regione e Ministero degli interni.

L’idea espressa da Antonio Annavale, il presidente dell’associazione, è quella di emulare la soluzione trovata dal Comune di Napoli in occasione degli abbattimenti delle “Vele” di Scampia e altri rioni popolari di Salerno. A tal proposito il Presidente di “Diritti Sociali” ha fornito tutto il materiale raccolto dalle loro indagini e lo ha affidato al primo cittadino caivanese che in più di un occasione si è detto disponibile a prendere in considerazione tali istanze, perché il problema degli alloggi temporanei del Parco Verde è un problema annoso che riguarda tutta la cittadinanza caivanese.

L’istanza verte principalmente sul prevenire un disastro annunciato, visto che gli abitanti di quegli alloggi sono costretti a vivere in case colabrodo dove nelle giornate di pioggia sono costretti a camminare con gli ombrelli in casa e d’estate sono costretti a tenere accesi i condizionatori dalla mattina, poiché non si può misurare la classe energetica di una scatola di cemento.

Visto che si è superato abbondantemente gli anni 2000, gli anni considerati il Futuro quando quegli alloggi sono stati costruiti, l’associazione “Diritti Sociali” crede che sia giunto anche il momento dove i parcoverdiani hanno tutto il diritto di essere considerati esseri umani.

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