FRATTAMINORE – Il Pd tra riflessioni post primarie, valutazioni politiche e congresso cittadino. Un periodo intenso tra voglia di rilancio, indiscutibile e sana partecipazione nonché alcuni errori da dilettanti che il sindaco e la coalizione di governo hanno commesso.

Procediamo con ordine.

Primarie Pd

Il risultato delle primarie è stato in controtendenza col dato nazionale. Votanti 975. Schede valide 963. Risultato ottimo. Partecipazione in piena trasparenza. Senza trucchi e senza inganni. L’esito deve lasciar pensare. La lista Renzi, quella che ha stravinto in Italia ed in tutte le sezioni democratiche, si ferma a Frattaminore a 381 voti. Emiliano 21. Stravince La mozione Orlando. Con ben 561 preferenze. Ed anche fino a qui non ci sarebbe nulla di sorprendente per chi conosce la dinamica locale perché tutti sanno che nella lista di Orlando era candidato l’unico esponente in campo di Frattaminore a queste primarie. E nemmeno uno qualsiasi. Salvatore Barbato, volto storico della politica locale e del centrosinistra; un uomo conosciuto e radicato, un costante ed affidabile punto di riferimento. Quindi il dato di Orlando a Frattaminore è tutto suo. Primo addirittura in assoluto tra le sezioni di Napoli e provincia. Nessuno nella lista di Orlando ha fatto meglio di lui. Frattaminore ha risposto all’appello dell’esponente locale. Il risultato va giustificato così. E visto che si tratta di uno dei volti più rappresentativi, il dato non deve nemmeno sorprendere. Quello che, invece, non è passato inosservato sotto due punti di vista resta il comportamento del sindaco Giuseppe Bencivenga, dell’amministrazione e del reso della maggioranza. Salvatore Barbato ha fatto questa campagna elettorale da solo, con l’aiuto dei suoi amici di sempre più i due consiglieri comunali che è riuscito ad eleggere: Biagio Franzese e Raffaela Capasso. Sapete tutti gli altri, sindaco, assessori e consiglieri a chi hanno sostenuto? Alla lista Renzi. E non parliamo solo i quelli del Pd. A sostegno del leader del partito, in contrapposizione a Barbato, è sceso in campo pure il Partito socialista di Crescenzo Saviano, attivissimo nel suo importante, sostanziale e determinante contributo alla causa dei “renziani”. Non hanno fatto sconti, non hanno rispettato nemmeno i rapporti di “alleanza” con Barbato e nemmeno il fatto che lui e i suoi due consiglieri abbiano sostenuto fino ad oggi una maggioranza senza rivendicare nulla. Eppure, la responsabilità del governo locale i due “democratici” ce l’hanno di fronte alla città al pari dei 4 socialisti e degli altri singoli consiglieri che puntualmente hanno battuto cassa insieme ai non eletti premiati con incarichi e poltrone. Non è valso a nulla. Barbato si è candidato con Orlando? Tutti con Renzi. E laddove non si potevano esporre istituzioni importanti locali, ci hanno pensato i loro familiari a mobilitare le truppe cammellate. Lo hanno visto tutti. Volevano contare: sindaco, maggioranza compatta, assessori e pure, immancabili, i dipendenti comunali. Volevamo dimostrare i numeri rispetto a quelli dell’isolato Barbato. Ma ancora una volta dall’urna è emersa una sorpresa. Barbato ha vinto contro tutti, doppiando quasi i suoi stessi alleati che si erano ancora una volta compattati senza sconti contro una candidatura di Frattaminore. E questi comportamenti, sul piano politico ma anche semplicemente umano, lasciano il segno e sono destinati a non passare inosservati. Soprattutto perché hanno dimostrato che i passi indietro della componente popolare del Pd fatti fino ad oggi per garantire spazio agli altri, che senza poltrone avrebbero impedito al sindaco una partenza naturale e senza polemiche, non sono serviti a nulla. E questo alla lunga diventa un segnale pericoloso. Pure perché il più deluso dal risultato non è il sindaco Bencivenga che aveva messo in conto la sconfitta al punto da chiedere aiuto ai socialisti. Ma con l’amaro in bocca è rimasto proprio Crescenzo Saviano, leader dei socialisti, che già si starebbe guardando attorno. Ed i “bene informati” parlano di una richiesta di incontro tra il vicesindaco Saviano e l’ex sindaco Enzo Caso. Con i soliti mediatori d’eccezione. Lo stesso caso lo avrebbe confidato ai suoi fedelissimi anche indispettito di fronte al comportamento di Saviano proprio alle primarie del Pd. Ma si tratta di indiscrezioni che solo il tempo dirà cosa avranno prodotto.

Congresso di sezione

La prossima tappa del Pd è segnata: congresso cittadino per eleggere il nuovo coordinatore e i quadri dirigenti. L’uscente Raffaele Padricelli ha lavorato bene perché, almeno questo dirà la storia, è stato il segretario che ha riportato il Pd al governo della città dopo tantissime batoste elettorali e scelte nefaste durante l’epoca di Enzo Caso. Quindi il merito di Padricelli è indiscutibile. Ed è lo stesso segretario che ha aperto le porte del Pd e il fatto che sia una sezione viva lo dimostra il risultato proprio delle primarie. Sul congresso però pesano i nuovi equilibri politici e la “guerra” dell’ultima resa dei conti interna. L’esito del congresso sarà definito, ovviamente, dalle tessere. I famosi “pacchetti”. E quello più consistente fa riferimento al consigliere del Pd Maurizio Barbato. Che preferisce non esporsi e non assumere una posizione ufficiale in attesa di capire quale sarà il clima ed i temi del ragionamento. Ma sicuramente, conoscendo il suo comportamento, cercherà sempre la mediazione evitando uno scontro che in questi casi non farà bene a nessuno. Perché creare frizioni tra le diverse componenti significa mettere a repentaglio la stabilità della maggioranza e del progetto politico. E questo non lo vuole nessuno. Nonostante il sindaco continui a dimostrare un’arroganza che in molti tratti appare vuota e pure inutile.

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