CAIVANO – In ambito di un’udienza tecnica che si è svolta per il caso di Fortuna Loffredo, la bambina che venne scaraventata giù dall’ottavo piano del Rione IACP di Caivano nel 24 Giugno del 2014, Raimondo Totaro detto Titò, che resta l’unico indagato, avrebbe rilasciato dichiarazioni scioccanti circa lo stile di vita che si condurrebbe nella palazzina da dove è stata ammazzata sia Fortuna che Antonio Giglio nell’Aprile del 2013.

La risoluzione del caso stenta ad arrivare poiché l’omertà dei residenti del parco non aiuta le indagini ma se si verificassero vere le dichiarazioni di Raimondo si aprirebbero altri scenari da aggiungere ad un caso ormai rivelatosi di interesse nazionale.

Queste le dichiarazioni di Raimondo Totaro: «In quell’isolato, al primo piano, c’era la stanza dei bambini. Lo sapevano tutti e tutti sapevano quello che succedeva. Tanto che uno degli inquilini è stato condannato a dieci anni per aver abusato della figlia dodicenne» – rivela Titò agli inquirenti – «In quel maledetto posto, abitato da napoletani, mi hanno messo in mezzo, perché io non sono del loro ambiente. Io sono di Afragola»

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