AFRAGOLA – Quello che è emerso dall’ultimo Consiglio Comunale di ieri è che consiglieri e sindaco non vedono l’ora che arrivino i giorni di vacanze, tanto meritate, perché si sa, il lavoro del legislativo è logorante e allora meglio rinfrescarsi le idee bagnando la testa in quel poco mare che i nostri bravi politici ci hanno rimasto.

Il Consiglio Comunale di ieri verteva su una richiesta di indizione fatta da consiglieri di maggioranza e opposizione inerente la situazione poco chiara dei collaudi e autorizzazioni riguardanti la stazione alta velocità e come di consueto, il Presidente del Consiglio Nicola Perrino dà il permesso ad esporre a colui che è stato il promotore di tale richiesta il consigliere Concas che, attraverso la sua disamina, chiede al sindaco di illuminare l’Assise e il pubblico sui problemi, se ci sono, che attanagliano la stazione e domanda allo stesso come mai Afragola, agli occhi del mondo, passa come un territorio stuprato da tale opera e non come il centro del progresso dell’ Italia meridionale. Logicamente questi quesiti alla fine della serata, senza manco stare qui a sviscerare il perché, rimangono inevasi. Nel frattempo si assiste al vuoto assoluto sugli interventi e all’arrampicamento sugli specchi da parte di maggioranza e opposizione. Addirittura il consigliere Manna, forse in merito anche a dei colloqui avvenuti fuori sede col consigliere Pannone, la prende alla lontana facendo dei paragoni col mondo del calcio per poi arrivare al punto di dire che la politica afragolese, davanti alla “maestosità” di tale opera deve fare quadrato e fuori deve uscire il messaggio che tutto è a posto e che ad Afragola non c’è solo camorra ma anche “Grandi Opere”. Una barzelletta, gli interventi dell’opposizione che si limitano solo a rimarcare ciò che era scritta nella lettera di richiesta firmata da quasi tutti i consiglieri ed è parso strano anche il tono del consigliere Antonio Caiazzo che forse non ha più nulla da chiedere a quest’amministrazione, visto il suo mite intervento giudicato troppo molle persino da alcuni consiglieri di maggioranza. A momenti si assisteva ad un Consiglio a parti invertite, tanta era la voglia di spazzare la polvere sotto il tappeto. Unico piccolo ma innocuo sobbalzo, forse dettato anche da un po’ da orgoglio di parte, l’ha avuto il consigliere Antonio Pannone quando dai banchi dell’opposizione afferma che la colpa del fallimento della stazione Alta Velocità è dovuta dai quattro anni di immobilismo sul tema e dalla mancanza di interazione con organi sovracomunali da parte dell’amministrazione Tuccillo, una conseguenza già preannunciata da un monito fatto dall’ex governatore Caldoro in visita ad Afragola durante la campagna elettorale del 2013. Imbarazzante anche l’intervento del consigliere Gennaro Giustino, ma lo stesso non poteva fare altrimenti, visto che il ruolo che si è cucito addosso in questi quattro anni di consiliatura è stato quello del “rattoppatore del sindaco” ed è proprio in virtù di questa veste che il consigliere ieri in aula ha invitato i presenti a pensarla differentemente, facendo leva addirittura sull’orgoglio campanilistico, etichettando Afragola come “l’ombelico della Campania” e additando la stampa e l’informazione come opportunisti, anche la stessa stampa che lui stesso si fregia esserne editore, pur di salvare, ancora una volta il deretano a quest’amministrazione. Il caro Gennaro Giustino, a momenti, lasciava intendere che la stampa pur di riempire le pagine inventasse le notizie, manco se lo stesso consigliere, durante il suo intervento, stesse lì a sventolare quei collaudi completi o quelle autorizzazioni chieste a gran voce dalla nostra testata prima e dalla magistratura poi, invece nelle mani dello stesso consigliere, tutto questo non c’era e allora di cosa stiamo parlando? Ma l’apice dell’assurdità si è toccata quando lo stesso consigliere di “A viso aperto” prima e il Presidente Perrino poi hanno giustificato l’assenza del sindaco De Magistris all’inaugurazione con la paura del primo cittadino metropolitano che riserva nei confronti di Afragola poiché la stazione Alta Velocità può essere attrazione dei duecento milioni di euro messi a disposizione dall’Europa a discapito della Mostra d’Oltremare tanto sponsorizzata dal sindaco di Dema. Prima di avventurarsi in teorie prive di confutabilità sarebbe bene che un’assise pubblica come quella di Afragola si domandasse prima dove sono i progetti, se ci sono, da presentare all’Europa sull’intorno TAV, visto che dai primi approcci emerge anche la “genuinità” dei cambi di destinazione d’uso e della compravendita dei terreni, anche se ad onor di cronaca, nel suo intervento, il consigliere Giustino ha chiesto la pubblicazione delle particelle catastali e i nomi dei proprietari dei terreni adiacenti la stazione, forse unica nota di merito del monologo del consigliere.

Il tentativo, seppur goffo di Gennaro Giustino prima e dell’intera Assise poi di restare uniti sulla comunicazione esterna della stazione TAV ha fatto registrare un dato politico allarmante e cioè che dal Consiglio Comunale di ieri, nulla è stato deciso e la cosa più grave è che nessuna chiarezza è stata fatta circa le indiscrezioni tirate fuori dalla stampa e le indagini che sta compiendo la magistratura sui presunti interramenti o sulle chiusure delle attività commerciali. Al contrario, ieri in aula, è stata fatta solo menzione sul come considerare nulle le notizie dei giornali e come trasformare le verità sul fallimento in medaglie da apporsi al petto. Questa è la politica afragolese allo stato attuale, questi sono i dati di fatto.

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