AFRAGOLA – E’ risaputo, ormai, su tutto il territorio afragolese, specialmente dagli addetti ai lavori che i moderati, specialmente quelli di maggioranza, stanno facendo il gioco delle tre carte, mantenendo all’impiedi una maggioranza che nei fatti non esiste, si perché in più occasioni i moderati, fuori dal Consiglio ammettono e recriminano alcune scelte solitarie fatte dal primo cittadino ma, contestualmente, non disdegnano di votare a favore dell’amministrazione tutti gli atti in Assise pubblica, mantenendo così la leadership del sindaco a proprio uso e consumo, in disprezzo degli ideali e del bene pubblico, al solo scopo di guadagnare tempo in vista di una collocazione per la prossima campagna elettorale. La dimostrazione di quanto detto è la cena fatta insieme agli esponenti moderati che siedono nei banchi dell’opposizione. Se da quella cena fosse uscito un forte accordo, con un indirizzo già ben preciso anche su un ipotetico candidato sindaco, state ben certi che sia Nicola Perrino che Gennaro Giustino non avrebbero esitato a far cadere il sindaco e trovare una comunicazione funzionale per giustificare le loro azioni davanti all’opinione pubblica. E invece così non è stato, quella cena è stato solo il primo approccio, nulla di così definitivo da poter mettere tutti nel rischio di cominciare ad intraprendere una seria campagna elettorale attraverso la sana competizione tra gli aspiranti allo scranno più alto. Purtroppo anche ad Afragola il peso lo stabiliscono i consensi, i consensi li fanno il popolo e il popolo vota chi si candida, allora meglio giocare d’astuzia e fare quel “sano” tatticismo che tanto ha fatto guadagnare popolarità e opinione agli uomini di Giustino e cercare di “eliminare” in alcuni consiglieri quella voglia di tentarci.

Nel frattempo però c’è qualche cittadino che si disinnamora della politica, c’è qualche afragolese che comincia a perdere fiducia anche in quei politici che tanto avevano le sembianze dei salvatori della Patria, ma che poi alla fine col tatticismo poltronistico si rivelano non tanto diversi da chi li ha preceduti. Più o meno questo è anche il senso delle parole del consigliere e capogruppo dell’opposizione Antonio Pannone che ai nostri microfoni dichiara:“Tuccillo ha dimostrato di non avere a cuore gli interessi della nostra comunità, di non essere adeguato ai compiti di governo e di non avere un’idea di sviluppo per il nostro territorio.

Credo che lo abbiano capito – continua Pannone – anche i consiglieri di maggioranza, i  quali non hanno avuto gli attributi per porre fine ad un inutile calvario che sta solo danneggiando Afragola. In Consiglio comunale la maggioranza rivela il suo stato di prostrazione e di impotenza.

I cosiddetti gruppi dei moderati hanno avuto l’opportunità per smarcarsi e segnare una discontinuità che partisse dalla fine di questa consiliatura. Non l’hanno sfruttata e credo che oggi per loro sia molto complicato prendere le distanze da Tuccillo. In tante sedi affermano che quello di Tuccillo è un brutto capitolo ormai chiuso, poi vengono in aula e sono costretti a votare a favore dell’Amministrazione. In questo modo,  appaiono poco credibili agli occhi degli elettori. Penso che ne siano anche consapevoli – conclude il consigliere – ma per loro è particolarmente difficile dover rinunciare alle poltrone e alle indennità e scegliere di prendere il largo”.

Non si fa attendere la critica ai moderati neanche da parte del neo consigliere Giuseppe Cerbone che sostituisce il dimissionario Tuberosa dopo la scalata di posizione consentita anche dalle dimissioni di Stefania Salomone, che attraverso un post pubblicato a mezzo Facebook lascia intendere il suo pieno appoggio al sindaco Tuccillo, anche se molto spesso le sue posizioni e idee sono state in netta contrapposizione con quelle del primo cittadino e non lesina una stoccata a Gennaro Giustino e Nicola Perrino attribuendo il fallimento di Tuccillo alle “pressioni delle destre dentro e fuori la maggioranza” (come si può leggere dal post).

Post pubblicato dal consigliere Giuseppe Cerbone
Post pubblicato dal consigliere Giuseppe Cerbone

Ci è andato giù pesante invece lo storico leader della sinistra Vittorio Mazzone che attacca in generale tutta la politica afragolese, augurandosi, all’interno del primo commento fatto al post di Cerbone, che lo stesso consigliere possa lavorare così bene, in maniera democratica, da poter liberare il territorio afragolese “da ogni forma di condizionamento da parte di potentati economici o di gruppi mafiosi”. Chissà, in quest’ultima frase, a chi si riferisce.

Mazzone
Commento di Vittorio Mazzone

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