CARDITO – In piena estate non me lo aspettavo. Che la mia opinione potesse rappresentare una esigenza per la politica locale. Addirittura su singole licenze che il Comune sta rilasciando nel centro storico di Cardito. L’ha chiesta l’ex sindaco e amico Giuseppe Barra. Il quale, nella foga e nel delicato momento che la politica locale attraversa, gli sarà sfuggito la differenza tra un “giornalista” ed un “comunicatore”. E non sto qui a spiegarla perché sarebbe ridicolo. Ecco perché, visto che non si tratta di un pezzo di cronaca, ma semplicemente della mia opinione, per di più richiesta, non ho problemi a metterla su carta.

L’argomento messo sul tavolo è quello dell’urbanistica. Tralasciamo le espressioni usate da Peppe Barra sulle licenze che il Comune sta rilasciando, in quanto  non so cosa potrei dire visto che non sono né il capo dell’Utc e nemmeno un magistrato. Non è compito mio e tra l’altro nemmeno nei 25 anni passati, quando sono stato impegnato sul territorio come giornalista d’inchiesta e di politica, ho parlato di singole concessioni. Mai. Ho sempre e solo raccontato fatti ed assunto posizioni, esprimendo anche le mie opinioni com’è giusto che sia per una penna che “pesa”, sulle manovre urbanistiche: la “B1”  e le lottizzazioni di via Roma, tanto per fare degli esempi. E lo stesso farò adesso. Sulla “B1” ho avuto ragione. La manovra approvata durante il “decennio” è stata definitivamente bollata come illegittima dal Tribunale. 130milametri di volume scaricati illegittimamente sulla città. Proprio quello che dicevo negli anni della cementificazione. Lo ha stabilito la giustizia. Non io. Magra consolazione perché il tribunale è arrivato tardi e Cardito non può purtroppo evitare gli effetti di cemento in eccesso scaricato sulla città perché purtroppo esiste e non può essere rimosso.

Ritengo che la richiesta dell’ex sindaco riguardasse le lottizzazioni di via Roma. Che, badate bene, non sono una licenza perché 74 appartamenti rappresentano anche una scelta politica dell’amministrazione. Come dimostra la delibera di approvazione dei Pua in giunta quando Peppe Barra faceva il sindaco e la seguente delibera che cancellava la scelta di Barra approvata dalla prima giunta Cirillo; che ha impedito la realizzazione di quella speculazione. Su quei 74 appartamenti  di via Roma, atti alla mano, è emersa la discontinuità sulla politica urbanistica di Cirillo rispetto al “decennio”.

Parlo di contenuti senza cadere nelle offese e senza alimentare una “macchina del fango” inutile soprattutto se l’ex sindaco mi stima al punto da voler sapere oggi, nella veste di comunicatore, cosa penso di scelte che ho contestato in passato. Non ho problemi a ribadirle anche perché pure in questo caso c’è stata una sentenza della giustizia amministrativa. Dopo la bocciatura dei Pua attuata dalla giunta Cirillo, gli imprenditori si sono rivolti  al Tar per ottenere giustizia. I magistrati si sono espressi ed hanno legittimato la scelta dell’attuale sindaco. Il quale ha tutelato Cardito, così come certificato, da un’altra colata di cemento. E la sua scelta assume un valore ancora maggiore proprio perché ha fatto l’imprenditore edile, ha uno degli studi tecnici più avviati del territorio ed attualmente è un ingegnere. Dimostrando, coi fatti, che di conflitti di interesse non ce ne sono perché chi ha interesse e vuole guadagnare sul business del cemento fregandosene del paese, quale opportunità migliore poteva sfruttare visto che il via libera ai 74 appartamenti era stato dato da un altro sindaco e lui doveva solo portare a compimento decisioni altrui? Invece no. L’imprenditore e il tecnico, fatto sindaco, al secolo Giuseppe Cirillo, ha detto no. E con quella bocciatura il sindaco ha certificato che nel settore urbanistico non si fanno forature.

Si è messo in campo ed ha scelto una politica urbanistica totalmente diversa rispetto al “decennio”. Quindi, al posto di preoccuparsi della mia “statura” su battaglie di sostanza, presumo richiesta dettata dalla stima che Barra nutre nei miei confronti, sperando magari che la posizione del “comunicatore”, potesse cambiare, bisognerebbe che la politica si preoccupasse della statura del sindaco in carica, da sempre sottovalutata. Non lo dico io ma gli atti. Anzi, Cirillo probabilmente è stato scelto proprio per questo: è un sindaco, è un amministratore che mette al primo punto dell’agenda politica l’interesse collettivo. E, al di là del fatto che non ho cambiato idea, e sulle manovre urbanistiche non cambio idea nemmeno se il sindaco riesce a farmi nominare comunicatore di Matteo Renzi, la vera notizia per Cardito è un’altra. Cirillo ha avviato con la bocciatura dei Pua di via Roma una nuova stagione nel campo delle manovre urbanistiche. Non si segue più l’interesse del momento, come avveniva in passato, ma si mette il Puc al centro del tavolo. Si ragiona sullo sviluppo della città, si ragione sull’idea di città e su come programmare un paese sicuramente diverso da quello realizzato dalle amministrazioni negli ultimi anni. Un ghetto dormitorio. Si punta col Puc a programmare una città vivibile, dotata di strutture e servizi, e non asservita ai voleri degli imprenditori edili.   E se lo fa un sindaco, va applaudito. Se lo fa un sindaco, tecnico ed imprenditore del settore, l’applaudo resta doppio. Dimostrando una statura politica e amministrativa di grande livello.

Questo non significa che Peppe Barra è scarso. Non me lo sognerei mai di scriverlo perché non lo penso. E l’ex sindaco sa bene cosa penso di lui e del periodo che ha amministrato. Ho riconosciuto a Barra tanti meriti ma sulla politica urbanistica abbiamo sempre avuto idee diverse e non voglio nemmeno scrivere che sulle grandi manovre, purtroppo, ho avuto ragione io e con me quei pochi coraggiosi, come Giovanni Aprovidolo e Giuseppe Caputo, che ci hanno messo la faccia per tutelare Cardito in quegli anni dove la polemica era veramente dura. E non vale nemmeno la tesi che tutti sono “mediocri” perché hanno fatto parte del “decennio”. Non è così. Questo errore lo commette quel politico che vuole prendere in giro le persone parlando alla pancia e non al cervello. Il problema non sono le persone ma i valori, gli obiettivi, il contesto storico, il livello della classe dirigente, l’attenzione dell’opposizione, l’attenzione dell’opinione pubblica, la qualità della stampa locale. Ci sono tanti fattori che scrivono la storia di una consiliatura. Ed è stato dimostrato proprio durante questa esperienza. Prendiamo ad esempio l’assessore Antonio Giangrande. Scelgo lui come esempio perché è un mio amico e di sicuro non si offenderà. Giangrande, durante il “decennio”, nel 2003, da consigliere comunale ha votato la “B1”. Ma perché gli avevano fatto intravedere che con quella delibera si sarebbe scritta la parola fine ad una ingiustizia che durava ormai da vent’anni. Il problema non sono i singoli che votarono quella delibera, ma la cabina di regia che partorì quella manovra, giustificata pubblicamente, e come il mio umile parere, da autorevoli professori universitari definiti da Rocco Di Nardo in aula “professori di chitarra e mandolino”. Quindi, i consiglieri del “decennio”, avallarono scelte politiche sbagliate pensando di ragionare nell’interesse collettivo. Non erano loro che dovevano preoccuparsi di guardare lontano. Di questo se ne doveva preoccupare quella che all’epoca era la cabina di regia che ruotava attorno ad un leader politico indiscusso: Giuseppe Barra. Tant’è che lo stesso consigliere Giangrande, da assessore di Cirillo, ha bocciato le lottizzazioni di via Roma. Con l’unica differenza rispetto alla “b1”: che stavolta i tribunali gli hanno dato ragione. Dimostrando che l’attuale cabina di regia sull’urbanistica si muove nell’interesse collettivo e nella piena indiscussa legittimità.

Giuseppe Cirillo, quindi, che non è un politico di primo pelo, da sindaco in carica, è riuscito ad alzare l’argine tutelando il territorio dalle speculazioni edilizie. Proprio lui. L’ingegnere, il tecnico, l’imprenditore, chi più ne ha più ne metta. Ha fermato la costruzione di 74 appartamenti nei fatti quasi già autorizzati stravolgendo le scelte e la politica urbanistica del passato. Frutto dei nuovi assessori che ha nominato, frutto dei nuovi consiglieri che hanno arricchito le proposta di classe dirigente, merito della stampa che ha sollevato eventuali conflitti di interesse, non lo so. Restano i fatti, delle scelte fatte ed un statura politica e amministrativa del sindaco in carica che ha rappresentato una bella novità. Magari Peppe Barra con i vari Aprovidolo, Andreina Raucci, Chiacchio, Pisano in Consiglio avrebbe fatto ancora di più. Del “decennio” e di Cirillo. Nessuno lo mette in discussione. Sono ipotesi. Ed ognuno può pensarla come crede. Poi ci sono i fatti che sulle scelte urbanistiche parlano chiaro: Cirillo ha impedito, assumendosene la responsabilità col voto in giunta, la realizzazione di 74 appartamenti. Consapevole che l’imprenditore interessato avrebbe fatto ricorso alla giustizia e, in caso di ragione, avrebbe richiesto pure i danni agli amministratori. Ma sapeva di muoversi nel giusto ed è andato avanti senza timore. Dimostrando di meritare la fiducia di chi lo ha scelto proprio perché ha visto lontano puntando sulla sua statura. Che, ben oltre la mia opinione, non svenderà mai. Perché non vuole andare in pensione. Perché tra tre anni sarà ricandidato a sindaco di Cardito e vuole farsi giudicare sui fatti. E sulle scelte, nette, che ha attuato.

Questo resta il pensiero del giornalista, del comunicatore ma soprattutto di un cittadino che ama questa terra ed ha già dimostrato che di fronte agli interessi collettivi non c’è valorizzazione professionale che tenga. Cardito prima di tutto. Sarà pure sbagliato. Sarà anche un prezzo che si paga e si continuerà a pagare. Ma a 43 anni difficile cambiare. 74 appartamenti ritengo che erano sbagliati quando c’era Barra e saranno sbagliati se, per assurdo, li autorizzasse Cirillo. Tutto qui. Non è una questione di persone. Ma di scelte.

Buone vacanze e spero di aver esaudito il desiderio di, pochi o molti che siano, ci tenevano a leggere la mia opinione sul dibattito urbanistico in corso tra scuole di pensiero, quella del sindaco Cirillo e dell’ex sindaco Barra, nettamente diverse. Non lo dico io ma le delibere di giunta agli atti al Municipio.

Ultima riflessione. Inutile cercare di colpire i consiglieri di “Cambiamo verso”, come Andreina Raucci, Nunziante Raucci e Giovanna Marzano. Sono tre consiglieri espressione del gruppo di Peppe Barra ma né ieri, né oggi hanno avuto ed hanno interessi nell’urbanistica e non sono interessati ai 74 appartamenti. Quei Pua restano una scelta politica. E Cirillo già l’ha fatta, avendo dalla sua parte una maggioranza solida ed anche una sentenza della magistratura amministrativa. Quindi, il problema non esiste. Né politico. Né amministrativo.

Buone vacanze.

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