La parte sana del Movimento si ribella!

Avrebbe potuto essere questo a dare il senso a un “partito” che ha ormai preso pieno possesso della scena politica italiana.

Ci si sarebbe aspettato un plebiscito da un movimento nato da un vaffa al “sistema”, quello che per decenni ha corrotto il quieto vivere degli umani, quello costruito sul sopruso finanziario ed economico, la dottrina del tutti contro tutti, il pensiero secondo cui “gli altri siamo noi” è una menzogna propinata da buonisti invasati e menti impantanate nell’idea di un globalismo a misura di uomo.

Invece il mondo pentastellato scopre il nervo all’Italia dei “cattivisti” buoni, quelli del “non sono, ma” che, di fatto, hanno due pesi e due misure, coloro che considerano la gravità di un delitto in base al colore della pelle o della provenienza geografica.

Così che “l’aiutiamoli a casa loro”, partorito da quel partito nato dalla mancanza di rispetto per un sud Italia depredato e martoriato da anni di ingiustizie nordiste -a sentire quelli della “bassa” Italia- diviene cavallo di battaglia di un movimento che, fino a pochi giorni prima che un certo Di Maio abbattesse la barriera tra le ONG e il “mondo civile”, contestava gli stessi attori del “l’Italia agli italiani”.

Una convergenza che forse ci si doveva attendere da quel dì della costituzione del gruppo europeo insieme a Farage, nazionalista e esponente di una certa destra euroscettica.

Come se potesse ancora avere un senso in un mondo che viaggia alla velocità della luce il confine geografico, disegnato per altro da pochi anni, dimenticando le guerre che hanno portato alla definizione degli stessi.

Così si sta aizzando una lotta intestina, prima tra gli italiani e poi tra i buonisti e i leghisti del movimento cinque stelle.

Per carità, l’accoglienza indiscriminata può costituire un problema serio alla tenuta dello stato civile, ma è pur vero che, per netta contrapposizione, ciò che non è generalizzato è, per sua stessa sostanza, discriminante.

Bisognerebbe allora cercare modi e metodi per risolvere una questione spinosa che sbatte contro il muro della questione pratica e che, certamente, non sarebbe quella di rinchiudere nei lager libici degli esseri umani che, a torto o a ragione fuggono da un’esistenza che non gli piace.

Comprendere, però, quale possa essere la parte sana è un azzardo per chiunque.

Nel Movimento, come ha detto il suo imposto candidato premier Luigi Di Maio, coesistono diverse anime, tra cui, ahimè, anche i buonisti.

Così si devono sopportare personaggi come Roberto Fico che ha prima contestato i metodi degli sgombri di Roma scrivendo, questo stato non mi rappresenta, e poi, con un post sulla sua pagina ufficiale di Facebook, fa scudo al fondatore di Emergency Gino strada che in un video commenta l’accordo con la Libia e il decreto del Ministro Minniti che definisce un atto di guerra nei confronti dei migranti.

Condivido le parole di ieri del fondatore di Emergency Gino Strada. Ascoltate questo video. Vi riporto qui di seguito alcuni passaggi che si ricollegano anche alla riflessione che ho fatto questa estate. Non possiamo fare finta di niente perché quando ci siamo girati dall’altro lato, sono stati commessi crimini disumani.
Ecco le parole di Gino Strada: “Questi accordi con la Libia e il decreto del ministro Minniti sono niente più e niente di meno che un atto di guerra contro i migranti. Noi già oggi siamo responsabili di diversi morti, diverse persone torturate, centinaia o migliaia di casi di violazione dei diritti umani, e per soddisfare il nostro egoismo e la necessità di una politica di livello infimo, non esitiamo a ributtare questa gente in quell’inferno, nelle mani di torturatori assassini”.

I commenti nel suo post non lasciano spazio a dubbi, l’anima buona cattivista del Movimento si ribella al “traditore”.


Questo è un’altro fuori di testa, ma esiste un vaccino contro la stupidità? mi rivolgo a tutti i buonisti, quanti profughi avete a casa vostra? Scrive Pietro.



Su questa cosa non riesco più ad essere d’accordo con te, conosco benissimo la realtà dei cosiddetti richiedenti asilo, almeno l’80% ci marcia e sfrutta l’imbecillità dei governanti europei (non dei popoli) fidati, te lo dice uno che per 6 anni ha lavorato con loro e che ha vissuto anche un pochino in Africa. Recita Roberto.



Caro Roberto Fico mi va bene che all’interno del m5s possano esistere più idee diverse tra loro e ognuno è libero di esprimerle ma sia io che tantissimi altri del movimento non sono d’accordo con le tue vedute, questo lo devi tener presente. La linea del m5s sull’immigrazione non è condivisibile con la tua. Così Fausto.


Insomma, centinaia di commenti il cui tenore non è certamente a favore del Presidente della commissione di vigilanza della televisione di stato.

Un’altra voce fuori dal coro sembra essere quella di Paola Nugnes che da diversi giorni lancia messaggi attraverso il noto social network a “favore” dell’accoglienza.

Accogliamo” già é un’espressione assurda, ma cosa significa? Io credo che NON dipenda da noi e dalla nostra volontà ma dalla esigenza di distribuzione sul pianeta Terra degli esseri umani. Quando i cambiamenti climatici renderanno inabitabili i sud del mondo…a causa di questo scellerato modello di sviluppo …starete a chiedervi chi VI VORRÀ accogliere? Oppure pretenderete un posto dove andare…vivere…lavorare?
Lo pretenderete, e non vorrete sentire ragioni.

E poi:

Siamo tutti stranieri…e siamo tutti “cittadini del mondo”.
Da qualche parte ho letto che la critica internazionale sull’Europa si è fermata a Leopardi e al suo libretto sui cittadini europei.
Leopardi si definiva appunto “cittadino del mondo”. Credo che nessuno di noi abbia davvero alternative a questo, il resto sono solo convenzioni.
Non dico neanche che ci debba piacere o non piacere, semplicemente e volerlo impedire é impossibile é a-storico. Tutto quello che possiamo e dobbiamo capire é come gestirlo.

Intanto Di Maio ha dovuto pubblicamente ringraziare il Ministro Minniti per il suo decreto, così come ha dovuto farlo la Lega.

«Stanno finalmente facendo quello che noi dicevamo da mesi, prendendo insulti da tutti», afferma Di Maio per intestarsi la paternità del calo degli sbarchi.

«Ora al Viminale c’è Minniti, non possiamo attaccarlo, sarebbe come contraddire noi stessi», sarebbero le parole attribuite alla Sindaca di Roma Raggi secondo il giornale La Stampa.

Quale delle due sia la posizione giusta lo lascio decidere al lettore, io da buonista mi tengo da parte  il periodo giusto di cui il partito di Grillo ha bisogno per decidere se il “nessuno deve rimanere indietro” sia una questione che riguardi tutta l’umanità o solo una parte di essa.

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