CAIVANO – Lo conferma proprio l’ex sindaco Simone Monopoli attraverso un post pubblicato sulla sua fanpage ufficiale di Facebook. Questa mattina l’ex fascia gialloverde è stato raggiunto da un avviso di garanzia emanato dalla Procura della Repubblica. Le indagini prevedono i rifiuti tossici e speciali che erano stati abbandonati nell’area ex campo rom sulla S.S. Sannitica.

Quell’area in realtà è stata sottoposta all’attenzione della Procura della Repubblica perché l’ex sindaco di Caivano Simone Monopoli dispose un’ordinanza che autorizzasse la ditta Buttol srl a usufruire di quell’area per effettuare il travaso dei rifiuti. Insieme al sindaco anche l’ex dirigente all’ambiente Vito Coppola è stato raggiunto da un avviso di garanzia.

Il motivo però per il quale indaga la Procura non sarebbe quello legato all’autorizzazione fatta dal sindaco e ratificata dal dirigente all’ambiente ma bensì legato a una questione ambientale, visto che in quella stessa area le forze dell’ordine hanno rinvenuto ingenti quantità di rifiuti speciali e tossici e la cosa, anche seppur illegale, non dovrebbe destare stupore visto che si sta parlando di un area che una volta era adibita a Campo rom ed è quasi fisiologico anche se inspiegabile, come oggi avviene oggi in località Cinquevie, trovare rifiuti tossici e speciali nelle prossimità di un campo rom.

L’autorizzazione firmata dal sindaco è un atto legale e trasparente, come egli stesso afferma all’interno del suo post, e questo è bene metterlo subito in chiaro prima che gli “sciacalli” come li chiama l’ex sindaco, tentano ancora una volta di spalare fango sulla sua persona con il solo obiettivo di farlo desistere da una sua futura candidatura. L’obiettivo degli sciacalli è quello, infatti, di non far proseguire Monopoli in quel percorso da lui avviato e che tutt’ora continua a raccogliere i propri frutti. E l’avviso di garanzia che arriva ad un sindaco che è comunque il primo responsabile di tutto quello che succede in un paese è la dimostrazione che qualcosa a Caivano sta cambiando, la Magistratura comincia a muoversi e con essa si dipana anche la sfiducia dei cittadini, così man mano l’ordine viene ristabilito.

L’avviso di garanzia a questo punto diventa un atto dovuto e la posizione del sindaco quasi sicuramente verrà stralciata dalle indagini, anche perché all’interno di quell’ordinanza l’allora sindaco Monopoli, al punto quattro, ci tenne a porre un indirizzo che lascia poche interpretazioni al caso. Il primo cittadino demandò al IV settore Tutela Ambientale l’attuazione dei servizi necessari a garantire la salubrità del sito. E in effetti qualcosa fu fatto, ma poi non si è capito perché i lavori di “bonifica” non furono ultimati del tutto. Ma questo non è assolutamente una colpa da imputare al primo cittadino visto che lui l’indirizzo l’aveva diramato.

Ancora una volta Minformo arriva in tempo utile sul pezzo, con la speranza che altri non riescano ancora una volta a confondere la cittadinanza con assurde e strumentali dichiarazioni. Caivano, come sempre detto attraverso le nostre pagine, deve cominciare a volare un po’ più in alto e la gente deve abbandonare l’idea di ascoltare persone dal basso livello politico, culturale e professionale.

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