NAPOLI – «Il mercato di via Bologna nasce come mercato etnico e si è trasformato in pochi anni in un mercato del falso dove è possibile reperire ogni tipo di merce in spregio a tutte le leggi vigenti. La vendita di oggetti contraffatti e di oggetti di provenienza industriale fa venire meno il requisito che aveva portato alla nascita di un mercato di manufatti africani, rendendo del tutto inutili le proteste di chi vorrebbe che a via Bologna restasse quello che ha solo la parvenza di un mercato etnico.

Per il mercato di via Bologna a suo tempo abbiamo un documento della Municipalità che lo dichiarava abusivo e il Comune di Napoli, per regolamento, non può non ottemperare a quanto già deliberato dall’ente di prossimità».
Così Armando Coppola, presidente dell’associazione Napoli in Sinergia ed ex presidente della IV Municipalità in merito alla manifestazione che si è tenuta stamattina sotto la sede del consiglio comunale ad opera dei mercatali di via Bologna che si oppongono allo sgombero.

«Non si può – prosegue Coppola – non sottolineare che oggi quel mercato per i quali gli extracomunitari si stanno battendo è diventato un luogo di aggregazione per immigrati irregolari, quegli stessi soggetti che in questi ultimi mesi stanno terrorizzando i cittadini del Vasto e di piazza Garibaldi. Manifestare per tenerlo aperto è un inutile esercizio di demagogia orchestrato da chi vuole cavalcare lo scontento degli immigrati per rifarsi una verginità politica, ignorando o forse omettendo che nel progetto di riqualificazione di piazza Garibaldi è prevista proprio a via Bologna una bretella di collegamento con il parcheggio che servirà la stazione centrale e che i progetti di arretramento dell’attuale mercato sono irrealizzabili per ragioni di viabilità».

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