Un’aspettativa di vita di un secolo per i bambini che nasceranno nel prossimo futuro? “E’ possibile, malgrado quello che si dice sull’inquinamento e su altri fattori ambientali, l’aspettativa di vita tende ad aumentare, ovviamente ci sarà un limite ma noi vogliamo vivere non solo a lungo ma anche bene, senza grandi patologie”.

Lo afferma Claudio Franceschi, professore emerito dell’Università di Bologna, che ha tenuto oggi una lectio magistralis a Napoli sul tema della longevità nell’ambito dei convegni di Alfa Omega, la tre giorni che ha aperto la Settimana della Prevenzione. “Lo studio delle basi biologiche dell’invecchiamento con malattia – spiega Franceschi – ma sopratutto senza malattia stanno andando molto avanti con grande interesse scientifico per le procedure che possono ritardare l’invecchiamento e diminuire l’incidenza delle patologie. Procedure basate sull’alimentazione e l’attività fisica ma anche su alcune sostanze che si son studiate su modelli animali e tra poco entreranno negli studi clinici sull’uomo”.

Proprio per questo Franceschi, sta progettando insieme alla professoressa Annamaria Colao, responsabile scientifica della Settimana della Salute e professore ordinaria di Endocrinologia all’Universiità Federico II di Napoli. “Noi stiamo pensando – spiega Franceschi – con la professoressa Colao che, vista la maturità di questo argomento scientifico, a realizzare un istituto sulla longevità, che non c’è in Italia. Visto che i nostri stili di vita e la dieta mediterranea sono molto efficaci e sono un modello da esportare, l’istituto renderebbe lo studio sulla longevità più robusto per ricercatori e medici e operare una diffusione di queste pratiche per vivere meglio e più a lungo”.

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