PORTICO di CASERTA – E’ partita con un’inchiesta targata Minformo la nostra battaglia contro il forno crematorio per animali domestici, così come vuole la cittadinanza portichese che a più riprese ha cercato di far capire a quest’amministrazione che non è auspicabile e non ha nulla che vada incontro ad un interesse pubblico l’insediamento di un’azienda che ha come oggetto sociale la cremazione di animali da compagnia. Così dopo aver informato i cittadini quali erano le posizioni delle due compagini politiche – maggioranza e opposizione – la nostra testata ha cercato sempre e solo con i propri mezzi di raccontare la cronistoria dei vari eventi che si sono succeduti, fino all’ultimo, quello che vedeva il Prefetto Ruberto diffidare il Presidente del Consiglio Luigi Piccirillo a convocare il consiglio comunale così come richiesto da un quinto dei Consiglieri comunali.

E’ di ieri la notizia, data sempre dalla nostra testata, che il Presidente Piccirillo abbia convocato il Consiglio comunale per domani, ma la cosa che poco ci è piaciuta è che al secondo punto all’ordine del giorno, Luigi Piccirillo non specifica bene quale sia l’oggetto di discussione ma si limita a riportare testuali parole: “Richiesta convocazione Consiglio Comunale in seduta straordinaria ed urgente ad iniziativa di un quinto dei consiglieri”. Come se volesse comunicare: “Un quinto dei consiglieri ha chiesto un Consiglio straordinario, vediamo questi che vogliono”. Ma in realtà la richiesta fatta dai consiglieri di minoranza aveva ad oggetto un punto all’ordine del giorno ben specifico e riportava la seguente dicitura: “Modifica dell’art. 2 e 3 del Regolamento di attuazione delle zone omogenee “D1-D2-G” del vigente Piano Regolatore Generale precisamente di inserire in entrambi gli art. la dicitura: “In tale zona è assolutamente vietato l’insediamento di attività di impianti di cremazione e o inceneritore”. Di questo deve essere discusso domani al secondo punto all’ordine del giorno. Nel dubbio e nel timore che nella serata di domani si dovesse dire o mettere a votazione la pertinenza del punto all’ordine del giorno suggerito dai consiglieri di minoranza. Noi di Minformo abbiamo creduto opportuno, in nome della trasparenza, richiedere di poter videoriprendere i lavori del Consiglio Comunale, in modo che tutta, ma proprio tutta la cittadinanza sappia come siano andate realmente i lavori in quest’Assise pubblica così delicata dal punto di vista del bene pubblico.

Premesso che il regolamento comunale non prevede nessuna normativa a riguardo. Nel senso che il Comune di Portico non autorizza, né tanto meno vieta che i consigli comunali siano videoripresi, noi abbiamo preferito fare appello al buon senso del Presidente del Consiglio al quale sono delegati tutti i poteri per il corretto svolgimento del Consiglio Comunale e quindi ha tutte le facoltà, perché la legge glielo consente di poter accettare o rifiutare la nostra richiesta. Logicamente, siccome è un argomento che tratta anche il tema della trasparenza abbiamo preferito scrivere in copia oltre che al sindaco e al Presidente, anche ai capigruppo di partito e al Segretario comunale che è decretato proprio a far rispettare la trasparenza all’interno della casa comunale. Pertanto siamo fiduciosi – visto che quest’amministrazione si è sempre dichiarata dalla parte dei cittadini e con i cittadini – che il Presidente del Consiglio non abbia alcunché da nascondere ai cittadini portichesi e quindi non abbia nessun tipo di problema a rilasciarci l’autorizzazione di videoriprendere il Consiglio Comunale. Laddove domani sera non vedrete le telecamere di Minformo accese, allora vuol dire che ci eravamo sbagliati.

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