FRATTAMINORE – Si è conclusa stamattina la conferenza dei capigruppo che precede il prossimo Consiglio comunale dove si è decisa la data della convocazione dello stesso e i suoi punti all’ordine del giorno.

Dopo la crisi di maggioranza, a Frattaminore si ritorna al governo dell’ordinario, infatti la seduta della prossima Assise pubblica viene convocata proprio in via ordinaria perché c’è da approvare il bilancio consolidato, variazione di bilancio e debiti fuori bilancio. Praticamente punti all’ordine del giorno obbligati per l’amministrazione Bencivenga. La conferenza di stamattina si è svolta nella piena armonia e consuetudine, almeno fino a quando i capigruppo Mazzoccolo e Fausto non hanno chiesto al Presidente di inserire la loro istanza affinché il sindaco all’interno dello stesso consiglio – fissato per il 22 Dicembre alle ore 19:30 in prima convocazione – venga chiamato a dare spiegazioni circa la crisi amministrativa avutasi alcune settimane fa e conclusasi col ritiro delle dimissioni del primo cittadino. Infatti stando ad indiscrezioni raccolte in esclusiva da Minformo, pare che il sindaco voglia sottrarsi al confronto in aula sul tema, o per non affrontare in prima persona l’argomento o per non mettere in imbarazzo quei consiglieri che prima hanno protestato contro le scelte del primo cittadino e poi nel totale silenzio hanno assecondato il diktat di Bencivenga.

Il prossimo cConsiglio comunale sarà un ottimo campo di confronto, sia per il sindaco Bencivenga, sia per gli stessi consiglieri ex dissidenti che davanti ai cittadini frattaminoresi dovranno dar conto delle loro scelte che, intanto, hanno mantenuto la città in un periodo di stallo servito solo per recuperare quell’equilibrio politico poi verificatosi sorretto poltronificio. Bene hanno fatto i consiglieri Mazzoccolo e Fausto, raggiunti anche dall’associazione della stessa idea di Giovanni Gaudino a chiedere l’intervento del sindaco in aula al prossimo Consiglio comunale. Perché è giusto che la gente sappi, ma soprattutto è giusto che i cittadini si fanno un’idea ben chiara dei politici che li governano.

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