Continuano senza tregua le reazioni, per lo più di disappunto, per il muovo percorso intrapreso dal movimento in seguito all’ennesimo statuto iniettato agli iscritti al blog più famoso d’Italia.

Il disagio si avverte soprattutto tra i grillini della prima ora, quelli definiti talebani dell’idea originaria, molti dei quali hanno partecipato alle prime elezioni, quando il partito di Grillo cominciava a muovere i suoi primi passi con le liste civiche sui territori e mai avrebbe pensato di arrivare a un percento tale da riuscire ad entrare in parlamento.

L’ultima trovata del comico Genovese sembra aver dato un colpo ben assestato ai “fondamentalisti” per favorire la massa inneggiante gli idoli creati ad hoc per accelerare l’ascesa di un movimento che sembrava avere tutte le carte in regola per combattere i poteri forti della politica, della finanza e per favorire un’uguaglianza sociale cui tutti gli aderenti della prima ora hanno creduto potesse essere possibile.

La svolta repentina del Movimento è arrivata con l’elezione del suo capo politico, un certo Di Maio, giovane disoccupato della provincia napoletana, che già aveva suscitato non poche proteste per le modalità con cui era stato scelto.

Oggi, con il nuovo regolamento, di fatto i poteri sono tutti nelle mani del capo politico e di un non ben precisato “consiglio comunicativo”, chi ne faccia parte non è dato a nessuno di sapere, mentre l’uno vale uno è diventato uno slogan sessantottino di vaga memoria Marxista (non ce ne voglia il buon Marx).

L’ultima arriva dal consigliere alla città metropolitana Danilo Cascone, già consigliere in quel di San Giorgio a Cremano e balzato agli onori della cronaca per aver ricevuto una busta con un proiettile allegato.

Il Cascone annuncia, in tutta la libertà che gli è concessa in quanto cittadino italiano e rappresentante di una forza politica, un evento: il “Graticola Day”, durante il quale avrebbero dovuto confrontarsi i candidabili della regione Campana e fare da filtro per eventuali candidature penta stellate da proporre ai votanti, evento già in precedenza organizzato e realizzato in occasione delle elezioni regionali.26167739_10215336389986434_560676618092991745_n

Ebbene, il consigliere stellato organizza il fattaccio, con tanto di promozione sul social Facebook, e scrive -testuali parole- “Sia chiaro. Il #GraticolaDay nasce da una esigenza elementare: quella di conoscere di persona, in maniera trasparente, coloro che hanno fornito la propria disponibilità a candidarsi alla Camera e al Senato.

Agli incontri al bar coi candidabili preferiamo quelli trasparenti in diretta streaming.

Nessun regolamento del #m5s vieta esplicitamente l’organizzazione delle graticole.

Non solo. Questi incontri tra cittadini (iscritti e non) e candidabili si terranno in un periodo in cui ancora non saranno stati indetti i comizi elettorali e pertanto in una fase che non richiede alcun “coordinamento”.

Questo a coloro che credono di voler sfuggire a momenti di confronto trincerandosi dietro presunte carte bollate o, ancora peggio, segnalando a chicchessia una iniziativa spontanea fatta col solo scopo di favorire la #consapevolezza e il confronto democratico.

Vi aspettiamo Domenica 07 Gennaio dalle ore 10 presso il Centro polifunzionale giovanile di San Giorgio a Cremano ubicato in Via Mazzini”.

Orbene, come lui stesso scrive, nessun regolamento del Movimento Cinque Stelle vieta “esplicitamente” l’organizzazione delle graticole, e giustamente ha ragione, perché tale affermazione è  reale e lui, da buon grillino, crede a tutto ciò che gli viene propinato dal guru del movimento. Il problema nasce quando il regolamento contiene parti “implicide” e Cascone è costretto, dietro suggerimento di un non ben qualificato staff di comunicazione, ad annullare l’evento smentendo lui stesso.

Un occasione del genere sarebbe divenuta un campo di battaglia per la richiesta di dimissioni di qualsiasi altro esponente politico che non sia del movimento, una tale figuraccia sarebbe stata salutata dai tifosi grillini con insulti ed epiteti senza risparmio, come da loro migliore tradizione.

Il Cascone, però, al grido di onestà rimane attaccato alla sua poltrona, senza provare nemmeno a chiedere scusa per la sua creduloneria e la sua ingenuità e che, in onore alla trasparenza tanto decantata dal suo neopartito, non spieghi cosa sia realmente successo pubblicando le eventuali comunicazioni, mail, sms, WhatsApp, o qualsiasi altro straccio di contatto avuto con chi gli ha “segato” l’evento.

Danilo Cascone faccia ammenda, chieda scusa e liberi una poltrona per chi è più trasparente di lui e, magari, meno incline a sottostare a direttive che nulla hanno di democratico e trasparente.

 

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