“La notizia, in un Paese normale, è che il Movimento 5 Stelle ha restituito 23,1 milioni di euro di stipendi e questo è certificato da tutti quanti”. Così il candidato premier del Movimento 5 Stelle Luigi Di Maio, risponde a una domanda sul caso scontrini, a margine dell’incontro elettorale al teatro Sannazaro di Napoli. “Ci sono settemila imprese in Italia che lo testimoniano”, afferma l’uomo di punta del Movimento Cinque Stelle, “perché quei soldi hanno fatto partire 7mila imprese e 14mila lavoratori. Non sarà qualche mela marcia a inficiare questa iniziativa che facciamo solo noi e, come sanno gli italiani, da noi le mele marce si puniscono sempre”. “Questo è un Paese strano”, conclude Di Maio, “in cui restituisci 23,1 milioni e la notizia è che manca lo 0,1”.

 “Per quanto ci riguarda è una persona che non ci aveva detto di far parte di una loggia massonica, e per questa ragione non può stare nel Movimento 5 Stelle”. Così il vice presidente della Camera dei deputati e candidato alla guida del Paese del Movimento Cinque Stelle, Luigi Di Maio, a margine dell’incontro elettorale al teatro Sannazaro di Napoli, in marito all’iscrizione nelle liste del movimento di un appartenente a una loggia massonica. “Gli abbiamo inibito l’utilizzo del simbolo e quindi per noi è game over”, afferma Di Maio, “i cittadini sanno che nel movimento non si fanno sconti a nessuno e sarà sempre una garanzia per gli italiani quando ci voteranno”. “Vale per tutti”, conclude, “ma soprattutto per chi non ci dice tutta la verità”.

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