CAIVANO – Come se nulla fosse mai accaduto, come se le parole e la lotta intrapresa dall’ex primo cittadino caivanese Simone Monopoli fossero state dette e fatte per uno sfizio o scopo personale. Oggi tutti cercano di colmare il vuoto temporaneo lasciato dalle sue riserve sulla candidatura. Ognuno, perfino chi si dichiarava suo sostenitore, adesso cerca di organizzarsi in maniera differente, come si è sempre fatto, raccogliendo consensi e stringendo la mano a tutti. Ma allora chi degli ex consiglieri rimasti fino alla fine al suo fianco ha realmente capito di cosa aveva bisogno Caivano, secondo gli ideali e i principi del cardiologo caivanese? A mio avviso nessuno! Chi per uno scopo e chi per interessi, tutti quelli che gli sono rimasti a fianco fino alla fine, lo hanno fatto per mero scopo opportunistico. Tanto la faccia se la stavano già sporcando i quattro dissidenti. A cosa serviva accodarsi ai consiglieri azzurri e passare per i traditori di Caivano!? Meglio fare come si è sempre fatto nell’ultimo paese a nord di Napoli. È sempre meglio che le mani di fango se le sporcano gli altri, i vecchi politicanti sono sempre stati abili ad approfittare del vuoto che ne consegue e così è stato.

Stasera a meno di colpi di scena, quelli che erano gli alleati di Monopoli in Consiglio comunale prenderanno parte ad una riunione che si terrà nella saletta presa in affitto proprio dall’ex sindaco ma senza che l’ex primo cittadino sia stato invitato ufficialmente. Motivo della riunione: Avallare la candidatura a sindaco di Carmine Peluso. Che l’esponente di Idea Nuova si era messo a disposizione per la sua candidatura a sindaco non è notizia nuova, infatti Peluso circa due mesi fa ha comunicato al gruppo le sue reali intenzioni, almeno stando a quanto afferma lui. La cosa strana che però salta subito agli occhi è il perché non si è aspettato che colui che fino a ieri era visto come un leader sciogliesse le riserve e comunicasse la sua volontà a non candidarsi? Perché questa fretta?

Quello che si evidenzia da questo comportamento è il fatto che qualcuno dall’interno del gruppo di Monopoli non vuole che lo stesso si ricandidi, non vuole quella rivoluzione cominciata e bruscamente interrotta ed è per questo che una parte di ex alleati fa la corsa al rimpiazzo. Allora cosa non si è capito di tutto quello che ha fatto Monopoli per Caivano? A chi realmente dà fastidio la rivoluzione cominciata dall’ex sindaco, ai dissidenti di Forza Italia oppure anche a qualche ex fedele? Quindi ci sono altri di politici che hanno le mani nella marmellata dei settori? Anche perché a nessuno oltre Monopoli è venuta l’idea di inserire nei propri programmi una giunta tecnica e l’assunzione di dirigenti con art. 110 con relativa road map.

Ma fortunatamente per Monopoli le cose stanno cambiando, gli elettori hanno dato dimostrazione alle ultime politiche di voler cambiare il sistema politico e hanno dato fiducia a chi meglio ha saputo comunicare il proprio dissenso verso questo sistema corrotto e così sarà anche per le amministrative. La gente darà fiducia a chi veramente si dimostrerà onesto e a chi realmente non ha nulla da spartire con prebende e settori comunali, ma a differenza delle politiche, alle amministrative gli elettori conoscono bene i candidati, sanno di loro vita, morte, miracoli, misfatti e collegamenti. Ecco perché invitiamo tutta la cittadinanza caivanese a leggere il libro di Simone Monopoli dal titolo “27 mesi”. In quel libro sono riportate fatti e misfatti finora inediti, tutto quello che il primo cittadino ha dovuto subire dal “Sistema Caivano” messo su in 40 anni di mala gestio all’interno dei settori comunali.

A differenza dei suoi colleghi però Simone Monopoli crede che una rivoluzione culturale a Caivano sia possibile ed è per questo che ha voluto fortemente informare la cittadinanza –  attraverso questo libro che verrà presentato il 23 Marzo alle ore 19 presso l’Hotel Il Roseto – affinché la gente sia informata e sappia riconoscere uno per uno tutti quelli che domani gli chiederanno un voto. Tutti quelli che hanno avuto la possibilità, grazie all’ex sindaco, di cambiare Caivano e non l’hanno voluto fare, per non cambiare il loro status sociale. Il tutto racchiuso in un libro.

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