FRATTAMINORE – Il 9 Aprile scorso nell’aula consiliare “Sandro Pertini” del Comune di Frattaminore si sono svolti i lavori di Assise pubblica per l’approvazione del Bilancio previsionale e del Programma triennale dei lavori pubblici 2018-2020. Senza dubbio alcuno, com’era previsto, è stato approvato un bilancio previsionale che aveva già recepito il parere favorevole del Revisore dei conti con qualche raccomandazione. Il resoconto del prossimo esercizio ha collezionato i voti all’unanimità della maggioranza e voti contrari da parte dell’opposizione visto che da quanto affermano le minoranze, questo è un bilancio che non fa fare alcun passo avanti alla comunità. Un bilancio privo di indirizzi politici, fatto col copia e incolla e quelle poche programmazioni elaborate, sono state fatte anche eliminando la pubblicizzazione e favorendo le gestioni private. Ma veniamo ai fatti.

Scrutando il bilancio previsionale presentato in aula Lunedì scorso, a primo acchito salta subito agli occhi che è stato inserito un elenco di opere pubbliche già finanziate e non realizzate, tra cui anche la Caserma dei Carabinieri. Ebbene che i cittadini sappiano che i fondi della Caserma dei Carabinieri non appartengono a fondi comunali bensì a quelli del Ministero della Difesa. Ma non è solo questa l’anomalia. Da quest’elenco, come opera già finanziata e mai realizzata, manca la metanizzazione dell’intera città. E qui il dubbio di chi legge è oggettivo, per progettare un’opera del genere dal punto di vista pubblico ci vogliono competenze e vero interesse per la cosa pubblica, visto che alla fine avere delle infrastrutture di proprietà comunale si traduce sempre in entrate pubbliche. Mentre togliere dall’elenco un servizio così essenziale, significa due cose o non si hanno le competenze per gestire un’opera così delicata oppure si tenta di farlo realizzare da qualche privato, attraverso bandi ad evidenza pubblica, per chissà quali interessi. Al di là del fatto che ai frattaminoresi, allo stato attuale, non è dato sapere quando il proprio paese si doterà del servizio di metanizzazione.

Da questo bilancio, ancora una volta e da quando è in carica il sindaco Bencivenga, la refezione scolastica non è compresa tra le uscite dell’ente pubblico e così i genitori anche l’anno prossimo saranno costretti a pagare da sé i ticket mensa che consentono ai propri figli di mangiare a scuola. Premesso che le fasce sociali sono state introdotte dalla scorsa amministrazione e nello specifico dall’ex assessore Vincenzo Fausto, attuale consigliere di minoranza, far pagare la mensa scolastica dei propri figli ai cittadini è una grossa sconfitta per un’amministrazione dal punto di vista sociale. Un Comune che si rispetti, specie se non in dissesto, ha il dovere di non creare distanze sociali. Se una famiglia precaria non può permettersi di comprare il carnet dei ticket mensa, impedisce alla propria prole di condividere un momento aggregante della giornata scolastica, creando un disagio psicologico all’infante, al punto tale da farlo sentire inferiore rispetto al suo compagno di banco che, a differenza sua, può gustare in tutta tranquillità un pasto caldo.

Un altro punto all’ordine del giorno presente nella scaletta del Consiglio del 9 Aprile scorso era quello dell’organizzazione del servizio del Centro Sociale di Via F. Turati, già rinviato nel Consiglio del 26 Marzo su proposta del consigliere Fausto. Qui l’assessora alle Politiche Sociali, in linea con quelle che sono le idee dell’amministrazione, propone di darlo in gestione a terzi, magari anche a ditte o cooperative esterne – visto che con un bando pubblico tutti possono partecipare – che non vivendo il territorio non conoscono le dinamiche che caratterizzano Frattaminore. Ma non è questo il vero problema. L’approssimazione di quest’amministrazione sta nel fatto che in Consiglio comunale presentano delle problematiche scavalcandone altre che le precedono. Attualmente la struttura del Centro sociale non è stata ancora acquisita, dal punto di vista della proprietà, dal Comune di Frattaminore, poiché ce l’ha ancora in gestione la ditta edile che sta effettuando i lavori di riqualificazione. Quindi il Comune di quell’immobile non ha ne il collaudo, ne l’acquisizione e ne la proprietà ed è per questo che secondo l’opposizione non si può ancora parlare ne di Regolamento e ne di organizzazione. Allora perché tutta questa fretta di farlo gestire da qualche ditta privata? Ma non è finita qui.

La sprovvedutezza dell’amministrazione Bencivenga nasce proprio dal settore bilancio, tanto è vero che chi ha portato il documento finanziario in aula non si è reso conto che avevano ancora 30.000 euro disponibili in bilancio poiché mai stati spesi dalle amministrazioni precedenti. Logicamente, in aula lo hanno saputo poiché sempre l’attento consigliere Fausto glielo faceva notare. Saremo curiosi di sapere come saranno investite queste cifre.

Un altro danno alla comunità, in questo caso agli esercenti commerciali, viene perpetrato da quest’amministrazione per quanto riguarda la questione TARI. Il PEF (Piano Economico Finanziario) che stabilisce quanto l’ente comunale deve versare nelle casse della ditta che si occupa della raccolta dei rifiuti, quest’anno è aumentato di 40.000 euro – fin qui tutto normale, avviene in quasi tutti i comuni d’Italia – e pertanto questa cifra va suddivisa sulle rate della TARI da far pagare ai cittadini. Nel caso di Frattaminore, la giunta Bencivenga ha pensato bene di distrubuire la somma tra abitazioni residenziali ed esercizi commerciali in percentuali non propriamente uguali. Infatti di questi 40.000 euro circa il 95% lo dovranno pagare i proprietari delle attività commerciali che si vedranno aumentare le rate della TARI in maniera considerevole, mentre i cittadini pagheranno il restante 5%. Questo lascia intendere quanto Bencivenga ci tenga a non inimicarsi i frattaminoresi con scelte impopolari, a discapito, magari di gente che su Frattaminore hanno solo deciso di investire ma che magari non vi fanno residenza. Contribuendo ancor di più a stringere nella morsa delle tasse i poveri commercianti, costringendoli ad emigrare altrove.

Tornando alle Politiche sociali poi, siamo arrivati al paradosso. Grazie o per colpa del Regolamento istituito dall’assessora Teresa Varavallo, l’assistenza domiciliare diventa così restrittiva che avere i requisiti per ottenerla equivale a ricevere un miracolo. Sarà pur vero che prima dell’assessora Varavallo il Comune di Frattaminore non era dotato di alcun Regolamento e si assegnava l’assistenza domiciliare ad anziani e disabili in maniera oggettiva. Che ben vengano le regole, ma purché siano fatte in maniera eccellente e volte alla salvaguardia dei principali diritti umani. Allo stato attuale, questo Regolamento, in alcuni casi, annulla se stesso e pertanto una persona anziana o un disabile si può trovare a non avere tutti i requisiti per ottenere il sostegno che gli spetta.

Insomma è vero che il Bilancio è stato approvato, per carità, e che detiene anche il parere favorevole del Revisore dei conti, ma è anche vero che le osservazioni fatte sopra sono del tutte oggettive, come è anche oggettivo il fatto che tutte le aliquote non sono state modificate e copiate pari pari dai bilanci fatti dalla scorsa amministrazione. Così come all’interno di questo bilancio, che ricordiamolo ai lettori, è soprattutto un documento politico, non esiste nessun progetto, programmazione o indirizzo politico. È impensabile che nel piano triennale, costituito da 22 milioni di euro di opere pubbliche siano inserite per lo più – quasi diciannove milioni di euro – opere finanziate dai fondi POR 2014-2020 e un’opera da 4 milioni di euro finanziata dal Ministero della Difesa. Che fine hanno fatto i soldi della vendita dell’appezzamento di terreno al Ministero, dove dovrebbe sorgere la nuova caserma dei Carabinieri?

Ai cittadini non dovrebbe interessare se il Bilancio del proprio paese sia stato approvato o meno, quello interessa di più ai politici che gli consente di andare avanti stando ancora seduti sulle poltrone. Ai frattaminoresi dovrebbe interessare cosa i politici hanno intenzione di fare con i loro 40 milioni di euro. A quanto pare, da quello che si legge da questo bilancio, nulla. Frattaminore è destinata a restare nel pantano anche per tutto il 2018.

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