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Faccio i soldi con le tette

Scritto da Super User. Postato in Notizie principali

Con il porno si fanno i soldi. Molti soldi. A dirlo è un'inchiesta dell'Huffington Post secondo cui una pornostar guadagna circa 800 dollari per una scena girl/girl, 1.000 per un lavoro boy/girl, 4.000 per una scena a 3. E in Italia? Le cifre che girano in rete sono altrettanto interessanti. Un'attrice “made in Italy” nei film amatoriali incassa dai 500 ai 1.500 euro. Per una singola scena, se particolarmente hot, si possono guadagnare anche 250 euro. Per le “professioniste” una scena vale 700-1.000 euro. Uno dei più ricchi e famosi pornoattori nostrani è l'abruzzese Rocco Siffredi, classe 1964 (1.500 film hard e 3.000 donne all'attivo), quello della pubblicità delle patatine, per capirci, reclutato perfino in un cine-matrimonio del duo Risi-Boldi. Nel 2011 ha vinto a Las Vegas l'Oscar del porno. A 47 anni. Regista, produttore e, soprattutto, talentscout, di recente ha “pescato” addirittura a Pompei. La città mariana da qualche tempo ha la sua pornostar. Si chiama Valentina Nappi, è nata a Scafati il 6 novembre 1990, ma risiede a Pompei. Capelli neri lunghi, occhi scuri, 163 cm di altezza, in appena due anni è diventata la nuova Moana Pozzi, paragone che non piace alla pompeiana che

non vuole essere nemmeno accostata a Sara Tommasi, perché "bisogna saperlo fare il proprio mestiere". Un mestiere come tanti, quindi, utile a far soldi.
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A Pompei brilla una stella “a luci rosse”. Une enfant prodige che ha deciso di dare una svolta alla propria vita. Valentina Nappi ha all'attivo un film e molte scene piccanti, girate in Europa. Stanca di chat erotiche ed esibizioni in webcam, è passata alle telecamere e al sesso estremo. È bastata una e-mail A proporsi a Siffredi – “ciao Rocco ho voglia di fare il tuo lavoro, ho voglia di farlo bene” – per passare alle vie di fatto: incontro in albergo a Roma dove si è fatta “battezzare” dall'attore, come lei stessa ha ammesso in un'intervista. 

Cultrice del sesso libero, diplomata al liceo artistico, Valentina studia design all'università, ma ha deciso di diventare pornostar perché - ha dichiarato a Rai Tre, durante il programma “Robinson” condotto dalla giornalista Luisella Costamagna - “in questo momento storico è interessante fare porno, e può essere interessante più di fare design”. Si ritiene una ragazza come tante, e racconta: “a 11 anni già mi toccavo, poi, ho conosciuto internet e il porno; a 13 anni ho avuto le prime esperienze….”. Per lei il porno è una vocazione. “È un po' come scegliere di farsi suora, diventare chef, musicista o ballerina”, dice. Si definisce una performer che combatte la sua battaglia contro l'ipocrisia. 

“Mi piacerebbe sfatare il mito della napoletana tradizionalista, pudica e monogama – ha aggiunto in un'intervista -. Mi piace pensare che il sangue partenopeo sia quello degli antichi. E Pompei all'epoca voleva dire raffinatezza, edonismo, lussuria”. Eppure la città famosa nel mondo per gli scavi e il Santuario della Madonna del Rosario sembra essere (quasi) indifferente a questa sua cittadina. I familiari non l'hanno presa bene, al punto di arrivare a dirle: “preferivamo saperti drogata”. La scoperta è avvenuta per caso, ricorda. “Ho cercato di far capire ai miei che faccio la pornografia perché ci credo – afferma -. Sono stata molto dura. A mia madre ho detto: accetti o ti freghi, non è un mio problema.

Io sono più avanti, perché devo frenarmi se qualcuno non capisce”.
Sul suo blog (inpuntadicapezzolo.it), è proprio il caso di dire, si mette a nudo, e sogna un porno che occupi un posto di primissimo piano nel mondo della cultura, che abbia pari dignità della grande architettura o del grande design. Appassionata di musica, cucina, viaggi, arte è sostenitrice della separazione fra sesso e amore.
Su fanpage.it si schiera dalla parte delle ragazze bisex, “le più scomode e disturbanti, per un certo modo conservatore di pensare, esortandole a farsi valere”. Attribuisce i mali del mondo, “alle donne che non la danno”. Ragazze – si augura – datela di più… il che vuol dire darla con la massima facilità possibile a chiunque non ci dispiaccia e ci ispiri anche solo un po'. “Ragazza facile” deve diventare un complimento. Però anche i ragazzi devono fare la loro parte”. 


È stato lui a portarla nel dicembre 2009 ad una cena, dallo chef spagnolo Ferran Adrià (al ristorante El Bulli di Barcellona), in seguito alla quale Valentina pare abbia avuto l'ispirazione a intraprendere la strada dall'hard. “E' vero sono stato io. Mi piace regalare libri, cd e tutto quanto è cultura. Specie se eversiva. E Adrià è cultura eversiva”, ha risposto il giovane sul web. “A letto però è un po' scarso”, sentenzia la pornostar. “Dall'alto delle mie competenze di performer hard – assicura – posso sentenziare che - senza dubbio alcuno - il maschio sessualmente più incapace del globo terracqueo si chiama Giovanni Lagnese. È il mio fidanzato. Esistono maschietti davvero negati. Noi femminucce lo sappiamo bene. Anche se molte di noi fanno finta di niente. E non è vero che tutti possono imparare. È un bugia, perché in realtà le attitudini, se uno non le ha, non se le può costruire… Il mio fidanzato non ha molta forza, non è capace di sostenere certi ritmi e non ha quella coordinazione che hanno invece i migliori performer pornografici”, conclude la pompeiana che è già diventata una diva, o meglio una pornodiva, al punto da finire, in pose “poco hot”, addirittura su Playboy.Poi, arriva una proposta shock: “usiamo la palpata di tette come saluto… Un gesto di simpatia fra amici o conoscenti, al pari di un abbraccio con baci sulla guancia. Un saluto informale, sbarazzino e sensuale. Ne potrebbe nascere una bella moda”.
Ma cosa ne pensa il fidanzato di tanta esuberanza? “Non è geloso. La gelosia è per i deboli, non è una cosa razionale, né naturale. Siamo una coppia aperta”, assicura Valentina. Si chiama Giovanni Lagnese, è un noto gourmet web 2.0 (almeno così “racconta” internet). Stanno insieme da tre anni.

Basilio Puoti

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