CARDITO – C’è un momento, nella vita politica di una città, in cui il tempo delle ambiguità finisce e quello delle scelte comincia. A Cardito quel momento ha un volto e un nome precisi: Giuseppe Cirillo. A pochi mesi dalla scadenza del suo doppio mandato da sindaco, e con le elezioni amministrative ormai all’orizzonte, Cirillo esce allo scoperto e lo fa nel modo che gli è più congeniale: con un documento politico che non è una semplice dichiarazione d’intenti, ma una vera e propria rotta tracciata per il futuro della città
Il testo diffuso in queste ore ha il tono di chi sa di aver già navigato in mare aperto e di conoscere bene correnti e secche. Non è un bilancio autocelebrativo, ma la rivendicazione politica di un decennio di governo che, dal 2012 in poi, ha cambiato profondamente il volto di Cardito: dalla svolta urbanistica del PUC alle opere pubbliche diffuse, fino ai simboli di una città che si pensa finalmente metropolitana, come il nuovo teatro comunale dedicato al Maestro Vessicchio. Risultati che non vengono elencati per nostalgia, ma richiamati come capitale politico da non disperdere
Ed è proprio qui che emerge la figura di Cirillo come timoniere del “campo largo”. Nel documento c’è una consapevolezza chiara: l’esperienza maturata non basta se resta chiusa in un recinto autoreferenziale. Serve allargare l’orizzonte, coinvolgere tutte le forze politiche e sociali del centrosinistra disponibili a costruire un’alternativa credibile alle destre, anche quando queste si presentano sotto mentite spoglie. Non un appello generico, ma un richiamo politico preciso, rivolto anche a chi oggi manca all’appello dei simboli firmatari: dal Movimento 5 Stelle ad Alleanza Verdi Sinistra, fino alle nuove presenze istituzionali sul territorio
La scelta del modello non è casuale. Il riferimento esplicito al “Campo Largo”, già sperimentato con successo a Napoli e in Regione Campania, racconta una visione che va oltre il perimetro comunale. Cirillo ragiona in termini di filiera istituzionale: Comune, Città Metropolitana e Regione come livelli interconnessi, capaci di garantire stabilità amministrativa, programmazione strategica e accesso alle risorse. Una visione che spiega anche la sua determinazione a restare in campo, ricandidandosi al consiglio comunale e mantenendo il ruolo di vicesindaco metropolitano: non per conservazione personale, ma per continuità politica e istituzionale.
La convocazione di un tavolo politico allargato, indicata come primo passo concreto, è l’atto con cui Cirillo assume apertamente il ruolo di regista di questa fase. Non impone, ma guida; non chiude, ma chiama a raccolta. È il gesto di chi sa che una coalizione solida non nasce dalla sommatoria dei simboli, ma dalla condivisione di una rotta.
In un panorama spesso segnato da leadership intermittenti e strategie di corto respiro, Giuseppe Cirillo si propone come il comandante che tiene il timone saldo mentre la nave cambia equipaggio. Il mare delle amministrative è già mosso, ma il messaggio è chiaro: il campo largo, a Cardito, non è uno slogan da campagna elettorale. È una scelta politica, e qualcuno ha già deciso di guidarla.
Per dovere di cronaca informiamo i nostri lettori che alle ore 17:42 la nostra redazione è stata raggiunta da una telefonata del Coordinatore Regionale di Italia Viva
Armando Cesaro che informava il sottoscritto con le seguenti dichiarazioni:
“A Cardito non è stato avviato nessun discorso o trattativa politica né tanto meno è stato autorizzato l’uso di alcun simbolo”.