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Caivano: Quando l’alto profilo diventa una barzelletta

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Mi chiedo, a questo punto, cosa significhi giunta di alto profilo. Me lo chiedo io e se lo chiedono i cittadini sempre più ammutoliti da questa amministrazione che si arrabatta tra mensa scolastica (non dovuta, per carità) e viaggi a Torre del Greco con una determina di tremila (caspita, ho scritto tremila) euro per poi pagarne solo 1200, giusto così visto che i partecipanti alla gita erano solo 6 e, poverini, hanno dovuto arrangiarsi alla meglio mangiando pane e mortadella e bevendo dalla fontanella dei bagni dell’autogrill.

Vorrei provare a formulare qualche domanda allora, al Sindaco e ai consiglieri di maggioranza.

Ai secondi vorrei chiedere se ignorano o sono complici, e poi:

Alto profilo significa avere almeno una indagine in corso?

Alto profilo significa che decide solo il sindaco insieme agli assessori da lui stesso scelti dimenticando che esiste una maggioranza politica?

Alto profilo significa che il consiglio comunale non si convoca, fino a che non si è convinti che la propria maggioranza risicata acquisti elementi da un’opposizione muta e paralizzata dalla sua stessa reticenza?

Alto profilo significa che Caivano deve sguazzare nella spazzatura e riuscire ad avere una percentuale di indifferenziata pari allo 0 virgola per cento?

I consiglieri democraticamente eletti che ruolo hanno e sono di alto o basso profilo?

Infine, Monopoli si sente il Sindaco di tutti oppure lo è solo per il suo elettorato visto che, dopo un anno e mezzo di governo, niente o quasi si è visto e si è fatto per i cittadini tutti?

Domande buttate così, sul tavolo di un dibattito inesistente come quella opposizione che non attende altro che la morte di questa finta democrazia che sta provando a tirarsi fuori da un impiccio senza precedenti.

Attendo risposte e so per certo che non ci saranno, non per la pigrizia del primo cittadino, ma perché non ce ne sono.

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Afragola

Afragola tra il “metodo” e il “fango”: Il teatro dell’assurdo in campagna elettorale

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AFRAGOLA, maggio 2026. Se la politica fosse un genere letterario, quella a cui stiamo assistendo in questi giorni sarebbe una pessima commedia dell’arte, dove le maschere faticano a nascondere la vacuità dei contenuti. Da cronista libero e indipendente, sento il dovere di scattare una fotografia nitida — per quanto desolante — dei due schieramenti che si contendono la guida della città. Da un lato la moderazione tecnica di Alessandra Iroso, dall’altro il “one man show” muscolare di Gennaro Giustino.

La filiera contro l’isolamento

L’evento di Alessandra Iroso ha mostrato plasticamente cosa significhi avere una “filiera”. Sul palco, insieme alla candidata del centrodestra, c’era il peso specifico delle istituzioni: dalla Sottosegretaria Pina Castiello ai vertici regionali e nazionali di Fratelli d’Italia e Noi Moderati, fino al Senatore Franco Silvetri di Forza Italia. Iroso, con il suo stile pacato e mite, ha parlato di welfare e sicurezza preventiva, dimostrando di conoscere i gangli vitali della macchina comunale che ha diretto per anni. La sua agenda dei primi 120 giorni non è un libro dei sogni, ma il cronoprogramma di chi sa esattamente cosa giace dimenticato nei cassetti dei settori.

Dall’altra parte, il comizio di Gennaro Giustino è stato l’apoteosi del solipsismo politico. Un uomo solo al comando, senza strutture sovracomunali, che ha trasformato i suoi 40 minuti di intervento in un festival del fango. Giustino gioca a fare il “bullo di periferia”, lanciando accuse di “sciatteria” e complotti a destra e a manca, puntando il dito contro un “Sistema” (Castiello-Nespoli) che, ad oggi, esiste solo nella sua narrazione elettorale e nelle farneticazioni dei suoi sostenitori.

Il cortocircuito della memoria e i falsi miti

Il “metodo Giustino” sbanda paurosamente non appena si scende nel dettaglio dei fatti. Due, in particolare, i grossolani errori che ne minano la credibilità: L’offesa al commercio locale: Sostenere che ad Afragola manchino locali per i giovani è una bugia smentita dalla realtà di eccellenze come Gourmet ex Fimiani, MisVago,Nero Fumo, AD Bar e Bar MOB solo per citarne alcuni. Un insulto gratuito a quegli operatori che, paradossalmente, sono in parte anche suoi elettori.

L’autogol sul Cimitero: Attaccare la passata amministrazione per i crolli e il presunto mercato nero dei loculi è un esercizio di masochismo politico, visto che tra le fila dei suoi candidati siede proprio l’ex Assessore al Cimitero, Aniello Silvestro. Un corto circuito dettato dalla brama di potere che offusca la logica.

La verità degli atti: smontare il teorema “Igiene Urbana”

Il punto più basso della retorica di Giustino è l’attacco frontale alla professionalità di Alessandra Iroso sulla gara per il servizio di igiene urbana. Qui, il fango di Giustino si scontra con la dura realtà dei documenti e del diritto amministrativo.

Perché la mia lettura è diversa da quella del “Campo Largo”? Perché si basa sugli atti, non sulle allusioni: Il sindacato di legittimità: La Commissione presieduta dalla Iroso aveva valutato i mezzi offerti come equivalenti a quelli richiesti. Anche se il Consiglio di Stato ha poi ritenuto tale valutazione troppo elastica, si tratta di una questione di interpretazione tecnica (limiti interni alla giurisdizione), non di un abuso di potere o di un’invasione della sfera amministrativa.

L’obbligo di firma: Dopo l’annullamento del TAR, il Consiglio di Stato ha sospeso l’esecutività della sentenza. In quel momento, l’aggiudicazione è tornata pienamente efficace. Firmare il contratto e riconoscere l’anticipazione (prevista dal Codice dei Contratti) non è stato un favore, ma un atto dovuto da parte di una dirigente che applica la legge.

Il caso polizze: Le fideiussioni risultavano regolarmente verificate tramite codice a barre. Se poi sono risultate false, l’ente (e chi lo rappresenta) è la vittima del raggiro, non il complice. L’impresa ha infatti dovuto prestare nuove garanzie.

Conclusioni: tra diritto e arena

Giustino attacca il “Sistema” perché non ha nulla da dire sulla persona e sulla competenza della Iroso. Ma un amministratore deve essere giudicato per la sua capacità di far funzionare l’ente, non per i sospetti alimentati da chi è abituato a fare opposizione e fatica a immaginarsi al governo.

Come confermato anche dai recenti orientamenti della Procura Generale presso la Suprema Corte, il controllo sul giudice amministrativo non può sconfinare nel merito delle scelte discrezionali. Se Giustino cerca il “colpevole” in un percorso amministrativo complesso e ancora sub iudice in Cassazione, non fa altro che confermare la sua natura di gladiatore da arena, amante del sangue ma privo di visione. Afragola merita i fatti, non i sospetti. Merita soluzioni, non fango.

L’elettore ha davanti due strade: quella di chi propone una città basata sui contenuti e sulla conoscenza della macchina (Iroso), e quella di chi cerca di conquistare il Palazzo abbattendone le mura a testate, rischiando però di travolgere anche i propri alleati. I fatti restano, le grida passano. E i fatti, oggi, dicono che la “scossa” di Giustino rischia di essere solo un corto circuito di livore e disinformazione.

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90 Comuni al voto in Campania, 26 in provincia di Napoli: alta attenzione sul rischio infiltrazioni. Boom di liste civiche

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Domenica 24 e lunedì 25 maggio si vota per la tornata elettorale amministrativa del 2026. In Campania sono complessivamente 90 i Comuni chiamati al voto. Tra i centri principali spiccano i capoluoghi di Avellino e Salerno. In provincia di Napoli i Comuni coinvolti sono 26: Afragola, Ercolano, Portici, Melito, Casalnuovo e San Giorgio a Cremano i centri più popolosi.

Complessivamente, nel territorio del napoletano, sono interessati circa 500mila cittadini. In otto dei Comuni interessati dal voto, la chiamata alle urne è determinata dallo scioglimento anticipato delle amministrazioni che non hanno terminato la consiliatura.

Nei due capoluoghi di provincia spiccano importanti differenze: ad Avellino sono tre i candidati sindaco, a Salerno addirittura otto. In Irpinia il centrosinistra è compatto, il centrodestra no. A Salerno, dove Vincenzo De Luca proverà a diventare sindaco per la quinta volta, manca il simbolo del Pd dalla scheda elettorale. Un caso unico in Italia, considerando almeno i centri più popolosi e importanti.

I Comuni in Campania e nell’area metropolitana di Napoli restano sotto la lente degli investigatori, visto il triste primato di scioglimenti per infiltrazioni mafiose. Proprio mentre si chiudevano le alleanze per questa tornata di maggio, nei giorni scorsi, due comuni sono stati sciolti dal Consiglio dei Ministri. Su un Comune al voto, Sorrento, perla della penisola conosciuta nel mondo, pende il rischio scioglimento con la campagna elettorale in corso ed i comizi appena iniziati.

Tra le curiosità spicca il caso Frattamaggiore: qui i consiglieri comunali che verranno eletti non saranno più 24 ma solo 16. Il tutto è dovuto al calo demografico. Paradosso elettorale: la proliferazione di aspiranti sindaco. Sono addirittura cinque i competitor per la guida del municipio a nord di Napoli.

Poi c’è il caso Afragola, con soli due candidati a sindaco, ma tantissime liste nelle rispettive coalizioni. Qui con la candidata del centrodestra, Alessandra Iroso, c’è il caso Lega, presente col proprio simbolo in una competizione così locale e così lontana dal cuore settentrionale del partito. La Iroso sfiderà Gennaro Giustino, un passato nel centrodestra, oggi candidato del campo largo.

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Afragola

Amministrative Afragola, l’intervento di Mastella: Sepe e Iazzetta in lista con l’avallo di Mosca

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AFRAGOLA – Ad Afragola la campagna elettorale per le Amministrative del 24 e 25 prossimi si apre ufficialmente dopo la presentazione delle liste avvenuta oggi a mezzogiorno presso l’ufficio elettorale del Comune. E, come spesso accade nei passaggi decisivi, non sono mancati elementi di rilievo politico destinati a far discutere.

Nel perimetro del “campo largo” a sostegno del candidato sindaco Gennaro Giustino, si registra l’intervento diretto dell’ex guardasigilli Clemente Mastella, che ha inciso in maniera significativa nella formazione della lista “Mastella Noi di Centro”. Una presenza tutt’altro che simbolica, quella del leader sannita, che ha voluto imprimere una chiara impronta politica inserendo due nomi di sua fiducia: Maria Carmina Sepe e Raffaele Iazzetta.

Una scelta che si inserisce all’interno di un rapporto politico consolidato nel tempo con Raffaele Mosca, figura nota sul territorio e già dirigente nazionale di Più Europa. Proprio Mosca, forte di una relazione storica con Mastella, avrebbe condiviso e avallato l’intervento dell’ex ministro nella composizione della lista.

Un legame, quello tra Mastella e Mosca, che affonda le radici in anni di collaborazione politica e che ha visto più volte il leader di “Noi di Centro” riservare a Mosca un ruolo nelle proprie strategie elettorali, anche in occasione delle competizioni regionali. Un rapporto di fiducia che, anche in questa fase, sembra aver orientato scelte e posizionamenti.

In questo quadro, la dinamica che ha portato alla definizione della lista non appare come una rottura, ma piuttosto come l’espressione di equilibri politici consolidati e di una regia che punta a rafforzare la presenza del gruppo mastelliano ad Afragola.

La campagna elettorale entra dunque nel vivo con un assetto che riflette non solo le alleanze locali, ma anche relazioni politiche di più ampio respiro. Afragola si conferma così terreno di confronto in cui pesano tanto i rapporti territoriali quanto le connessioni con i livelli nazionali della politica.

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