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CANAPA IN MOSTRA – Le filiere del futuro

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In Italia è sempre più in crescita il settore della coltivazione di canapa (cannabis sativa).
Durante gli ultimi anni, sono raddoppiate le aziende agricole coinvolte nella semina di canapa e gli ettari coltivati sono aumentati notevolmente.

Molte le regioni interessate, in particolare per le telecamere di Minformo presenti al “Canapa In Mostra” con il progetto Green Eye, Canapa Campania e Campanapa hanno condiviso con noi il loro lavoro e l’impegno messo per favorire la creazione di una filiera completa in vari settori di applicazione, come ad esempio il settore alimentare e nutraceutico in modo da ottenere un valore aggiunto per la porzione agricola ma anche nel settore industriale del tessile e dell’ edilizia per lo sfruttamento delle paglie che possono essere utilizzate per la produzione di pannelli isolanti termo/acustici, o per la realizzazione di mattoni e malte per la bioedilizia.

Si tratta di un ritorno a un tipo di coltivazione che fino agli anni ’40 era più che diffusa in Italia, se si considera che il nostro Paese era il secondo maggior produttore di canapa al mondo, al primo posto, però, per ciò che riguardava la qualità.

Il declino si è avuto con l’imposizione sul mercato delle fibre sintetiche e con la campagna internazionale contro gli stupefacenti che ha demonizzato l’utilizzo e la coltivazione di questa pianta.
Oggi, invece, le istituzioni sono consapevoli dell’esigenza di creare un quadro legislativo meno rigido, che possa valorizzare le caratteristiche distintive della canapa italiana: la normativa italiana sulla canapa continua ad essere comunque lacunosa, almeno fino a quando non sarà approvato definitivamente il disegno di legge sulla canapa industriale, fermo al Senato dal novembre 2015.

Un notevole contributo va riconosciuto a Federcanapa, Federazione della canapa italiana, nata per dare voce e supporto tecnico-scientifico alle molteplici iniziative in atto in tutte le Regioni italiane con lo scopo di costituire una rappresentanza autorevole nei confronti del Governo, delle amministrazioni regionali e degli altri settori industriali.

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Attualità

Coronavirus in Italia: 364 morti in 24 ore

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Sono 13.844 i nuovi contagi da Coronavirus in tutta Italia contro i 12.074 di ieri. Stando all’ultimo bollettino del Ministero della Salute e della Protezione civile, pubblicato oggi, mercoledì 21 aprile, il numero dei contagiati sale a 3.904.899.

Le vittime sono 364 mentre ieri erano 390. Il numero dei morti, dall’inizio della pandemia, è 117.997.

Gli attualmente positivi sono 475.635 (ieri 482.715). La regione che ha registrato il maggior incremento di casi giornalieri è la Lombardia con 2.095 contagi in appena 24 ore.

Oggi sono 22.784 i ricoverati negli ospedali italiani (ieri 23.255, -471) mentre si trovano in terapia intensiva ancora 3.076 persone (ieri 3.151, -75).

Gli ingressi in rianimazione oggi sono 155, ieri 182. In isolamento domiciliare ci sono ancora 449.775 persone (456.309) mentre i dimessi e i guariti sono in tutto 3.311.267 (ieri 3.290.715) con un incremento di 20.552 unità solo nell’ultima giornata.

Nelle ultime 24 ore sono stati effettuati 350.034 tamponi contro i 294.045 di ieri. Il totale dei test eseguiti dall’inizio del monitoraggio è 55.885.251 di cui 46.673.704 molecolari e 12.211.547 antigenici. Il numero di persone testate è 24.794.274.

Infine, il tasso di positività oggi è del 4 per cento (ieri del 4,1, il giorno prima del 6).

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Attualità

Covid-19. Il bollettino dell’Unità di Crisi: la situazione in Campania

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L’Unità di Crisi della Regione Campania, anche quest’oggi, mercoledì 21 aprile, ha pubblicato il consueto bollettino sulla situazione dei contagi in Campania.

Questi i dati di oggi:

Positivi del giorno: 1.881 (*)

di cui Asintomatici: 1.293 (*)

Sintomatici: 588 (*)

* Positivi, Sintomatici e Asintomatici si riferiscono ai tamponi molecolari

Tamponi molecolari del giorno: 20.367

Tamponi antigenici del giorno: 6.568

Deceduti: 30 (25 deceduti nelle ultime 48 ore, 5 deceduti in precedenza ma registrati ieri)

Totale deceduti: 6.069

Guariti: 1.753

Totale guariti: 277.426

Report posti letto su base regionale:

Posti letto di terapia intensiva disponibili: 656

Posti letto di terapia intensiva occupati: 144

Posti letto di degenza disponibili: 3.160 (Posti letto Covid e Offerta privata)

Posti letto di degenza occupati: 1.534

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Casavatore

CASAVATORE: da commissione ad annessione?

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Un’estensione territoriale già ridotta ad una manciata di metri quadri, nonostante una densità abitativa tra le più alte d’Europa ed un consumo di suolo superiore al 90 per cento: veri e propri record, non certo di quelli che corri a mostrare agli amici con il cuore gonfio d’orgoglio. A rendere tutto ancora più piccolo è però l’ulteriore commissariamento ad opera, questa volta, non di un’austera figura prefettizia (e meno male), ma di una classe politica volutamente non residente, quasi a confermare l’incapacità o l’inadeguatezza dei professionisti del territorio a rivestire incarichi politici di rilievo. Da voci di corridoio, pare che neanche il Consorzio Cimiteriale avrà un rappresentante cittadino, ma che la scelta sarà ancora una volta dettata dal gotha politico casoriano, che ormai decide Sindaco (residente a Casoria), assessori e finanche direttori e figure di spicco di organismi di rilievo. I più maligni, naturalmente, ipotizzano addirittura che la selezione sia potuta avvenire per appartenenza politica e non per competenza, con il sostegno di politici potenti e di grande spessore che pilotano le scelte dall’alto del proprio consenso elettorale. Scelte ovviamente condivise dal Primo Cittadino, che ribadisce l’assoluto clima di serenità della propria maggioranza, rispedendo al mittente le voci di qualche meteorismo all’interno della stessa. Se immobilismo c’è, è tutta colpa del Covid. Soliti pettegolezzi di palazzo. Necessario sicuramente, a questo punto, un esame di coscienza da parte di una classe dirigente locale destinata a scomparire sotto i colpi di una forestiera supremazia silente che detta l’intera agenda, superando persino i malumori della maggioranza e l’insufficienza di un’opposizione che si ostina a sciorinare proposte, totalmente inascoltata e ignorata, nel tentativo disperato di non lasciarsi assorbire da questa evidente volontà di annessione al potente Comune vicino, da tempo in dissesto finanziario. Eppure, dal Consiglio Comunale si è più volte levato un appello a collaborare, evidentemente male interpretato dalla minoranza, o più semplicemente rivelatosi una semplice richiesta di ratifica di decisioni già prese. Una chiara presa di distanza, quella dell’attuale amministrazione, dal territorio e dai residenti, che pur ne hanno decretato la vittoria al secondo turno, confermata anche dalla mancata adesione al progetto “Recovery Sud” dei 500 sindaci che chiedono rispetto per i propri territori. Un ulteriore schiaffo al Paese che si cerca di mascherare con piccoli interventi di “maquillage” di ordinaria amministrazione o con il proseguimento di operazioni già in cantiere ed ormai vicine alla scadenza. Nulla di nuovo sotto il Comune, insomma.

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