Maxi operazione messa a segno da parte dei Carabinieri della Compagnia di Casoria. La prima a Grumo Nevano, dove un quarantaseienne bengalese di nome Ali Shek, titolare di un opificio, è stato arrestato, perchè sottraeva energia elettrica in maniera illecita, grazie ad un particolare allaccio con la rete pubblica. Nell’azienda, quest’ultima sospesa, anche quattro clandestini, anch’essi bengalesi. Sempre a Grumo Nevano, i militari dell’Arma dei Carabinieri, denunciano un quarantaduenne, proprietario di un autolavaggio, che sversava abusivamente i liquidi nelle fogne; denunciato anche un uomo di settantasei anni, per aver “improvvisato” un autolavaggio su terreni di sua proprietà, questi ultimi ovviamente sono stati sequestrati.
AVERSA – Momenti di forte tensione e incertezza questa mattina ad Aversa, dove un allarme bomba ha colpito il Tribunale di Napoli Nord. La struttura è stata immediatamente evacuata secondo i protocolli di sicurezza, scaraventando in strada centinaia di persone tra magistrati, avvocati, personale amministrativo e cittadini che attendevano le udienze.
La calma della mattinata giudiziaria è stata interrotta bruscamente dall’ordine di abbandonare l’edificio. In pochi minuti, l’area circostante il tribunale si è riempita di persone visibilmente scosse.
“C’è stata molta confusione, ci hanno detto di uscire subito e ci siamo ritrovati tutti sul marciapiede senza capire bene cosa stesse succedendo,” racconta uno dei presenti tra la folla”.
Sul posto sono prontamente intervenuti i Vigili del Fuoco e le forze dell’ordine, che hanno transennato l’area per garantire la sicurezza dei passanti e permettere le operazioni di controllo. Al momento, gli specialisti stanno effettuando i rilievi necessari all’interno dei locali per verificare la fondatezza della minaccia.
Continua incessante l’attività della Polizia Locale della Città di Afragola diretta dal Dirigente Comandante Colonnello Antonio Piricelli, finalizzata a prevenire e reprimere comportamenti illeciti. Nel corso delle attività di controllo giornaliere del territorio, la centrale operativa veniva contattata da un cittadino il quale segnalava l’abbandono di alcuni cani in una strada del Comune. Immediatamente una pattuglia si portava in zona per verificare quanto segnalato, gli Agenti giunti sul posto in un cartone rinvenivano n.3 cuccioli di cane razza meticcia. Delle attività poste in essere veniva informato il Comandante Piricelli, il quale disponeva l’identificazione del cittadino che aveva chiamato, e l’avvio delle attività di indagine finalizzate alla verifica dell’autore dell’abbandono dei tre piccoli cani, oltre alla verifica di eventuali sistemi di videosorveglianza presenti in zona ai fini dell’acquisizione delle immagini. Dalle risultanze delle attività poste in essere si riusciva ad individuare il cittadino che aveva abbandonato i cani, risultato essere colui che aveva contattato la centrale operativa e segnalato i tre cani meticci. Lo stesso veniva identificato e denunciato in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria per abbandono di animali, truffa e procurato allarme.
SANT’ANTONIO ABATE – C’è un angolo di Campania dove il tempo sembra essersi fermato, non per incanto paesaggistico, ma per una paralisi burocratica che puzza di privilegio. Parliamo di Sant’Antonio Abate, dove la gerarchia delle norme viene calpestata da un mix esplosivo di parentele eccellenti e uffici comunali stranamente “distratti”.
Il Teatrino Giuridico: Dal TAR alla “Carenza d’Interesse”
La cronaca è cristallina, i documenti lo sono ancora di più. Nel 2022, il TAR Campania con la sentenza n. 7019/2022 metteva nero su bianco una verità scomoda: gli interventi edilizi al fabbricato di Via Paolo Borsellino n. 5 — di proprietà di Santa D’Ambrosio — sono abusivi. Chiusure perimetrali con infissi in alluminio, mutamenti di destinazione d’uso da uffici a civile abitazione, balconi e tettoie nati dal nulla in una zona sottoposta a vincoli paesaggistici. Il tribunale è stato categorico: quelle opere devono essere rimosse perché alterano il territorio e mancano di autorizzazioni ex post.
Eppure, cosa fa la proprietà? Tenta la carta del Consiglio di Stato e poi, con una mossa che sa di “strategia della melina”, rinuncia al ricorso per “sopravvenuta carenza di interesse” nell’agosto 2025. Tradotto dal legalese: “Ritiro l’appello perché ho presentato una nuova istanza di conformità (art. 36 bis)”. Un gioco di prestigio per far scadere i termini, puntare alla prescrizione del reato penale e lasciare che la sentenza del TAR — che a questo punto diventa definitiva ed esecutiva — resti a prender polvere in qualche cassetto comunale, dato che alla fine si tratta solo di una sentenza Amministrativa e non penale.
Questione Morale o Questione di Parentela?
Qui la faccenda si fa scura. La proprietaria in questione, Santa D’Ambrosio, non è una cittadina qualunque: è la moglie di Agostino Rispoli, consigliere comunale di maggioranza. Ma il legame non si ferma qui: fonti locali indicano Rispoli come parte del cerchio magico del Sindaco.
Come può un consigliere comunale sedere in assise, votare delibere e rappresentare i cittadini, mentre la sua proprietà di famiglia è colpita da un ordine di demolizione mai eseguito? Esiste un conflitto d’interesse grande quanto il capannone abusivo di Via Borsellino. L’incompatibilità non è solo giuridica, è etica. È accettabile che chi deve far rispettare le regole sia il primo a beneficiare dell’inerzia dei controlli?
Sul piano politico-istituzionale, la vicenda aprirebbe un ulteriore fronte, forse ancora più delicato: quello della possibile incompatibilità del consigliere comunale coinvolto indirettamente tramite la coniuge. Formalmente, infatti, il contenzioso risulterebbe intestato alla moglie, circostanza che — in senso stretto — potrebbe non integrare automaticamente una causa tipica di incompatibilità ai sensi del TUEL. Tuttavia, qualora emergesse una comproprietà dell’immobile o una comunanza sostanziale di interessi economici, si potrebbe profilare una forma di incompatibilità “sostanziale”, come riconosciuto in più occasioni dalla giurisprudenza. In ogni caso, anche a voler escludere tale ipotesi, resterebbe quantomeno configurabile un obbligo di astensione su atti e deliberazioni connessi alla vicenda, trattandosi di interessi riconducibili al nucleo familiare diretto. Il mancato rispetto di tale obbligo potrebbe, a sua volta, incidere sulla legittimità degli atti amministrativi eventualmente adottati, alimentando ulteriori dubbi sulla correttezza e imparzialità dell’azione pubblica.
L’Inerzia che Premia: Il paradosso del Comune
Il Comune di Sant’Antonio Abate appare come un gigante addormentato. La Polizia Municipale? Dorme. L’Ufficio Tecnico? Non pervenuto nella fase esecutiva. Il Segretario Comunale? Non vede l’ombra dell’abuso.
E il colmo del grottesco? Mentre la sentenza del TAR ordina di ripristinare lo stato dei luoghi, il Comune, anziché inviare le ruspe, avrebbe addirittura rilasciato nuovi permessi a costruire alla medesima proprietà negli ultimi mesi. È un premio all’abusivismo? Un incentivo a ignorare le sentenze dello Stato?
L’Avvocato Liquidato, la Giustizia “Dimenticata”
C’è un dettaglio che trasforma questa storia in una farsa: il Comune ha persino liquidato le parcelle all’avvocato che ha difeso l’ente contro la D’Ambrosio. L’amministrazione sa perfettamente di aver vinto la causa. Sa perfettamente che quelle opere sono illegali. Eppure, incassata la vittoria formale, rinuncia a quella sostanziale.
Il messaggio che arriva ai cittadini onesti è devastante: se sei “parente di”, la legge è un suggerimento facoltativo. Se sei un consigliere di maggioranza, il cemento abusivo diventa trasparente.
Sindaco, Dirigenti, Comandante della Municipale: dove sono i sigilli? Quando si darà esecuzione a una sentenza in nome del popolo italiano che attende dal 2022? La pazienza dei cittadini è finita, la carenza di interesse — quella vera — è solo la vostra verso la legalità.