
POLITICA
[La PucELLE] #AVATAR – Chiara Corbella Petrillo
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10 anni fail
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RedazioneLa storia che sto per raccontarvi è scandalosa.
Se avete un animo troppo “femminista” (nella stupida accezione moderna), vi consiglio di chiudere tutto, perchè vi arrabbierete, mostrerete forte disaccordo e forte resistenza.
Questa storia parla di un’altra donna che ha scelto di sottomettersi al marito, alla vita, al mondo, alla “croce”?
No. Parla di una santa in terra, una Donna laica che ha fatto della sua vita e del suo dolore un capolavoro di spiritualità contemporanea.
E’ una donna che non ha abortito, che non ha scelto se stessa, che ha saputo annunciare il Vangelo in maniera cruda e concreta, con un coraggio che non può non arrivare da una fonte che supera l’ordine naturale della fisica.

Mi chiamo Chiara sono cresciuta in una famiglia cristiana che sin da bambina mi ha insegnato ad avvicinarmi alla fede.
Quando avevo 5 anni mia madre cominciò a frequentare una comunità del Rinnovamento dello Spirito e così anche io e mia sorella cominciammo questo percorso di fede che ci ha accompagnato nella crescita e mi ha insegnato a pregare e a rivolgermi in maniera semplice a Gesù come ad un amico a cui raccontare le mie difficoltà e i miei dubbi, ma soprattutto mi ha insegnato a condividere la fede con i fratelli che camminavano con me.
Per quanto se ne voglia (e possa) dire delle comunità, ho provato in prima persona a partecipare a una delle preghiere con il RnS e ne ho tratto non pochi benefici. Lo Spirito Santo viene lasciato spesso nel dimenticatoio, io credo che la dimensione mistica della fede debba essere bilanciata alla dimensione razionale, così come avrebbe voluto Santa Teresa D’Avila.
All’età di 18 anni in un pellegrinaggio incontrai Enrico e pochi mesi dopo ci fidanzammo.
La storia di Enrico e Chiara viene messa a dura prova varie volte: si lasciano, poi provano a seguire un corso vocazionale ad Assisi dove ritrovano la forza della Fede. La relazione tra Dio e Chiara comincia a trovare un ordine e…

…Finalmente libera dalle aspettative che mi ero creata ho potuto vedere con occhi nuovi quello che Dio voleva per me.
Poco dopo, contro ogni nostra aspettativa, superate le nostre paure abbiamo deciso di sposarci.
E’ quì che la vita di Chiara comincia veramente a cambiare.
Arriva subito la prima bambina, Maria, ma purtroppo alla bimba, sin dalle prime ecografie, viene diagnosticata un’anencefalia. Senza alcun tentennamento l’hanno accolta e accompagnata nella nascita terrena e, dopo circa 30 minuti, alla nascita in Cielo.
Ho assistito personalmente al funerale -scrive Gianluigi De Palo sul sito dedicato a Chiara- che è stata una delle esperienze più belle della mia vita. Una vittoria di Cristo sulla morte, ribadita da questa piccola bara bianca e da due genitori che hanno scritto e cantato, ringraziando e lodando il Signore per tutta la Messa
Chiara ed Enrico ricevono un secondo dono dal cielo, questa volta un maschietto, ma il bimbo era senza gambe. Si fa giusto in tempo per battezzarlo e consegnarlo nelle mani del Padre.
Ma Chiara è una donna forte, che decide di accompagnare con gioia i suoi neonati verso una Nuova Casa: le domande sono tante, le risposte poche, ma la fede in Dio mette tutto sotto una luce diversa.
Scrive ancora Gianluigi De Palo:
C’ero anche al funerale di Davide. Anche lì tanta bellezza, tanta fede e una sorta di invidia per quella gioia portata nonostante la croce. Una gioia non finta e di circostanza, ma esempio per molte famiglie coetanee.
Non c’è spiegazione, nessuna logica dietro la morte di due figli, eppure Chiara quella logica la vede sempre più.

Finalmente una nuova gravidanza: Francesco… Tutti noi amici abbiamo gioito non poco per questa notizia e per la speranza di Chiara ed Enrico verso la vita. Molti avrebbero – comprensibilmente – desistito dal riprovarci. E mentre le ecografie confermavano la salute del bimbo, al quinto mese di nuovo la croce. A Chiara è stata diagnosticata una brutta lesione della lingua e fatto, un primo intervento, i medici le hanno detto che si trattava di un carcinoma.
Nonostante tutto, Chiara decide di difendere il suo bambino, rifiutando le chemioterapie cominciate dopo la gravidanza, quando ormai era troppo tardi.
Ho parlato più e più volte con Chiara ed Enrico di come in tutte queste prove mai si son lasciati sconvolgere, ma solo hanno accettato la volontà di Colui che non fa nulla per caso. E di come, sempre, hanno ripetuto la loro preghiera quotidiana di consacrazione a Maria terminante con Totus Tuus… Potrei raccontare molte altre cose… i mesi difficili di chemio e radioterapia, il rosario familiare del giovedì sera messo in piedi da varie famiglie a loro vicine, la consacrazione del loro figlio a Maria nella Porziuncola… Ora Chiara è nata in cielo. E in molti siamo testimoni di questa vita Santa.

Ieri vi ho parlato del ruolo della Donna nella vita della Chiesa e, quindi, dell’Umanità.
Credo che questa sia solo una delle infinite testimonianze a favore della docilità e dell’armonia femminile. Si, ho detto “docilità”, questo termine che ci fa così paura. Questo termine che io uso senza compromessi, che significa “disponibilità a farsi istruire” e non “sottomissione”, significa “diponibilità all’attesa, alla pazienza” e non “disponibilità al patriarcato”.
L’accettazione ci fa paura, dare la vita per coloro che amiamo ci sembra un’assurdità, invece è l’unica rivoluzione possibile.
Niente manifesti, niente sfilate in piazza, niente litigi in televisione: solo una madre, capace di rimanere in silenzio, gioire, affidare, concepire e donarsi completamente.
“Qual è l’atteggiamento che il Signore chiede da noi, perché il Regno di Dio cresca e sia pane per tutti e abitazione, anche, per tutti? La docilità. Il Regno di Dio cresce con la docilità alla forza dello Spirito Santo. La farina lascia di essere farina e diventa pane, perché è docile alla forza del lievito, e il lievito si lascia impastare con la farina … non so, la farina non ha sentimenti, ma lasciarsi impastare si può pensare che c’è qualche sofferenza lì, no? E poi, si lascia cucinare, no? Ma, anche il Regno … ma il Regno cresce così, e poi alla fine è pasto per tutti”.
(PAPA FRANCESCO)
-S.cat
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Caivano
CAIVANO. Il cronista di Vicenza indagato per simulazione e calunnie. Erano false anche le minacce rivolte a don Patriciello
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2 settimane fail
29 Luglio 2026
CAIVANO – Per mesi è stato raccontato come il giovane cronista coraggioso finito nel mirino della criminalità. Oggi, però, la storia rischia di essere ricordata per tutt’altro. Adriano Cappellari, collaboratore del quindicinale L’Altopiano di Enego (Vicenza), è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Vicenza con le accuse di incendio, calunnia e simulazione di reato.
I Carabinieri della Compagnia di Bassano del Grappa hanno eseguito una perquisizione personale, domiciliare e informatica nella sua abitazione. Al centro dell’inchiesta ci sono proprio gli episodi che avevano trasformato il giovane giornalista in un simbolo della libertà di stampa sotto attacco: le lettere minatorie, il presunto attentato incendiario davanti alla sua abitazione e le minacce rivolte anche alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e a don Maurizio Patriciello. Secondo la Procura, quei fatti sarebbero stati simulati. Sarà naturalmente il procedimento giudiziario ad accertare ogni responsabilità e Cappellari resta presunto innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva.
LA VICENDA CHE COMMOSSE L’ITALIA
Tutto iniziò nel febbraio scorso. Alla redazione del giornale e al giovane cronista arrivarono lettere anonime, tra cui una con la frase: “Se non fate tacere Cappellari, lo faremo noi.” Pochi giorni dopo anche don Maurizio Patriciello ricevette un messaggio dai contenuti analoghi, con insulti rivolti al sacerdote, al giornalista e alla premier Meloni. La notte tra il 30 e il 31 maggio, poi, il colpo di scena: alcune bottiglie incendiarie vennero lanciate contro il portone dell’abitazione del cronista. Sul posto furono rinvenute anche bombole di gas. Le immagini delle telecamere sembravano mostrare un uomo con il volto coperto. In poche ore la vicenda assunse una rilevanza nazionale.
Arrivò perfino una scorta di quarto livello, composta da un’autovettura con due Carabinieri. Cappellari dichiarò all’Adnkronos di sentirsi finalmente più sicuro, pur definendo la nuova condizione “pesante”. La politica si mobilitò immediatamente. Giorgia Meloni parlò di “attacco irricevibile alla libertà di stampa”. Solidarietà arrivò dal presidente della Camera Lorenzo Fontana, dalle istituzioni venete, dall’Ordine dei Giornalisti e dal sindacato della categoria. Anche don Maurizio Patriciello fu tra i primi ad esprimere pubblicamente vicinanza al giovane cronista.
LE NARRAZIONI CHE SI SGONFIANO
L’inchiesta della Procura di Vicenza rischia oggi di ribaltare completamente quella narrazione. Ed è un ribaltamento che arriva poche settimane dopo un’altra vicenda destinata a far discutere. Dopo la visita del Papa ad Acerra, durante la quale il Pontefice non riservò particolari gesti pubblici nei confronti del sacerdote di Caivano, sono infatti emersi anche nuovi elementi sull’episodio del petardo esploso davanti alla parrocchia di San Paolo Apostolo nella notte tra l’11 e il 12 marzo 2022.
Secondo quanto riferito da alcuni collaboratori di giustizia nell’ambito di un’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, quell’esplosione non sarebbe stata organizzata per intimidire don Maurizio Patriciello. Le dichiarazioni dei pentiti sostengono invece che l’obiettivo fosse attirare l’attenzione delle forze dell’ordine sul Parco Verde, provocare un’intensificazione dei controlli e creare difficoltà operative al clan rivale, ridimensionandone l’attività di spaccio. Si tratta di dichiarazioni che dovranno trovare pieno riscontro nel processo, ma che, se confermate, attribuirebbero all’episodio una finalità completamente diversa da quella che per anni è stata rappresentata nel dibattito pubblico.
LA LEZIONE
Queste due vicende, pur diverse tra loro, sembrano avere un elemento in comune: la velocità con cui si costruiscono simboli, martiri e narrazioni, spesso molto prima che le indagini abbiano concluso il loro percorso. La solidarietà è sempre doverosa quando qualcuno denuncia minacce o intimidazioni. Ma altrettanto doverosa dovrebbe essere la prudenza. Perché i processi si celebrano nelle aule di giustizia, non sui social network o nei comunicati stampa. E, qualche volta, il finale della storia è molto diverso da quello scritto nei titoli dei primi giorni.
Afragola
AFRAGOLA. Non volano stracci ma interi guardaroba. Manca ancora accordo a 48h dal Consiglio
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3 settimane fail
25 Luglio 2026
AFRAGOLA – A 48 ore dal primo Consiglio Comunale, la grande rivoluzione del “Sistema Giusto” si è trasformata, come ampiamente prevedibile, in una resa dei conti da condominio esasperato. A due mesi precisi dalla vittoria elettorale, Gennaro Giustino si presenta alla città non con una visione, non con un programma, ma con una maggioranza polverizzata in quattro fazioni pronte a tirarsi non gli stracci, ma interi guardaroba.
La riunione di maggioranza di ieri sera è stata il capolavoro finale di questa commedia dell’arte: screaming, ultimatum urfati e un Sindaco in fuga che abbandona il tavolo visibilmente infastidito, lanciando un diktat ai suoi che sa di disperazione: “Fatemi avere un nome entro domani, altrimenti decido io”. Un vero leone, se non fosse che per sessanta giorni ha dimostrato di non avere la minima idea di come comporre la propria squadra, figuriamoci di come governare una città complessa come Afragola.
La scacchiera del caos: i quattro blocchi della “Maggioranza Giusta”
L’invalicabile testardaggine del gruppo legato alla famiglia Casillo ha spaccato la coalizione in quattro tronconi ben distinti, ognuno coi propri vetocrazia ed egocentrismi:
I Fedelissimi di Caiazzo: Da una parte ci sono Santo Senna, Crescenzo Russo e gli altri della linea dura, arroccati sulla candidatura di Antonio Caiazzo per la Presidenza dell’Assise.
L’Asse Casillo-Tralice: Dall’altra c’è Rossella Casillo – erede della dinastia e braccio operativo della coppia De Stefano-Boemio – forte dell’appoggio di Sara Tralice. La parola d’ordine è una sola: o De Stefano o Boemio in quota A Testa Alta, senza se e senza ma.
L’Aria di Sufficienza di Mosca: Poi c’è il gruppo di Raffaele Mosca, che ieri sera ha abbandonato la riunione con la signorilità di chi assiste a un pollaio in fiamme, facendo sapere con un’alzata di spalle che aspetta solo di sapere quale bottone premere in aula. Anche se nelle ultime ore non è escluso l’asse sotterraneo proprio tra Mosca e i casilliani per imporre la spunta definitiva su De Stefano o Boemio.
Il PD “Ghostato” e la storiella del Calcio Napoli: Dulcis in fundo, il Partito Democratico. La fascia tricolore ha applicato nei confronti di Pasquale Rosario Iazzetta la più spietata delle tecniche da teenager: il “ghosting”. Giustino non risponde più al telefono al segretario PD. In compenso, risponde al volo sui messaggi WhatsApp appena si parla delle sue amate interviste sulla “Cittadella dello Sport” per il Calcio Napoli ad Afragola. Una favoletta per creduloni su cui Minformo tornerà presto a svelare ogni singola balla e presa in giro rifilata ai cittadini.
Il festival dei “Mutilli” e l’opzione Manna
E poi ci sono loro. Quelli che lo stesso Gennaro Giustino, quando gli faceva comodo, amava definire con sottile disprezzo i “mutilli”. I consiglieri da portafoglio voti, utili a fare numero nella notte dello spoglio ma destinati a tacere per il resto della consiliatura.
Guardate la mortificazione politica del duo Tontaro-Salzano e di Raffaele Botta: usati come carne da cannone elettorale, spediti in Consiglio per fare da comparsa, spettatori paganti (anzi, votanti) di decisioni prese sopra le loro teste da chi li considera meri strumenti da alzata di mano. L’utilità marginale del loro ruolo scompare di fronte alle trattative di palazzo, ridotti a semplici comparse muti di una pellicola già vista.
Ora, messo alle strette e con il terrore di fare una figura barbina al primo Consiglio Comunale, Giustino starebbe accarezzando la mossa del disperato: spalancare la Presidenza del Consiglio a Camillo Manna del PD. Una mossa che farebbe saltare il banco e che costringerebbe la fascia tricolore ad eliminare dalla Giunta il nome di Francesco Zanfardino.
E sapete perché può farlo con tanta disinvoltura? Perché la scenografica “presentazione della Giunta” trasmessa in diretta social lo scorso 16 luglio non era altro che una pantomima d’avanspettacolo. Atti ufficiali? Zero. Decreti firmati? Nessuno. La Giunta, ad oggi, non è mai esistita se non nella propaganda da dirette Facebook.
A 60 giorni dal voto, il re è nudo. Se Gennaro Giustino non ha avuto il polso, la visione e la forza politica di varare uno stralcio di squadra di governo, come pensa di affrontare le macerie finanziarie, i servizi sociali a pezzi e il degrado di Afragola? Risposta: non ne ha la minima idea. Ma nel frattempo, la commedia continua.
caivano
La Consulta per i Diritti delle Persone con Disabilità di Caivano: “Il silenzio delle Istituzioni non può essere una risposta”
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2 mesi fail
25 Giugno 2026
La Consulta per i Diritti delle Persone con Disabilità del Comune di Caivano ritiene doveroso informare la cittadinanza di una situazione che desta profonda preoccupazione sotto il profilo istituzionale e della partecipazione democratica.
Negli ultimi mesi la Consulta ha trasmesso diverse note e richieste di chiarimento al Sindaco, al Presidente del Consiglio Comunale, agli Assessori competenti e ai Consiglieri Comunali, affrontando questioni che riguardano direttamente i diritti delle persone con disabilità e delle loro famiglie.
Tra i temi portati all’attenzione dell’Amministrazione vi sono l’inclusione dei minori con disabilità nelle attività estive promosse sul territorio comunale, l’accessibilità dei servizi, la piena partecipazione alla vita sociale e le misure necessarie a garantire pari opportunità a tutti i cittadini.
Ad oggi, nonostante le comunicazioni inviate e i successivi solleciti, la Consulta non ha ricevuto alcun riscontro.
Non si tratta di una questione che riguarda la Consulta in quanto tale. Riguarda invece il rapporto che le istituzioni instaurano con le persone che rappresentano bisogni, istanze e diritti troppo spesso ignorati o relegati ai margini del dibattito pubblico.
La Consulta è un organismo istituito dal Comune di Caivano con finalità consultive e propositive. Il suo compito non è quello di alimentare polemiche né di contrapporsi all’Amministrazione, bensì di contribuire, attraverso il dialogo e la collaborazione, alla costruzione di politiche realmente inclusive e rispettose della dignità delle persone con disabilità.
Proprio per questo motivo appare incomprensibile il perdurare di un silenzio istituzionale su questioni che riguardano bambini, ragazzi, famiglie e cittadini che quotidianamente affrontano difficoltà e necessitano di risposte concrete.
Particolare attenzione è stata rivolta alle attività estive destinate ai minori. La Consulta ha chiesto di conoscere quali misure siano state previste per garantire una reale inclusione dei bambini e dei ragazzi con disabilità e se, nei casi in cui ciò sia necessario, siano previsti adeguati sostegni educativi individualizzati affinché nessuno venga escluso dalla partecipazione alle attività proposte.
Sono domande semplici, legittime e coerenti con la missione istituzionale della Consulta. Domande che meritano risposte.
Le recenti prese di posizione della Consulta sul tema dell’autismo e dei servizi destinati ai giovani e agli adulti con disabilità dimostrano l’impegno costante dell’organismo nell’affrontare questioni concrete che interessano numerose famiglie del territorio.
Proprio per questo motivo appare ancora più incomprensibile l’assenza di un confronto istituzionale su temi che riguardano diritti fondamentali, inclusione sociale e qualità della vita delle persone con disabilità.
Una comunità si misura dalla capacità di ascoltare le persone più fragili e di costruire occasioni concrete di inclusione. Per questo motivo la Consulta rinnova pubblicamente la propria disponibilità al confronto e alla collaborazione con tutte le istituzioni comunali, nella convinzione che il dialogo rappresenti l’unica strada per affrontare i problemi e trovare soluzioni condivise.
Il silenzio, invece, non aiuta nessuno.
La Consulta continuerà a svolgere con responsabilità e determinazione il proprio ruolo, nell’interesse delle persone con disabilità, delle loro famiglie e dell’intera comunità di Caivano, auspicando che alle richieste formulate possa finalmente seguire un confronto concreto e costruttivo.
Caivano, giugno 2026
La Consulta per i Diritti delle Persone con Disabilità
Comune di Caivano



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