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CAIVANO: grazie ai cittadini Mia ritrova la sua famiglia

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Caivano – Arriva il lieto fine per una famiglia di Sant’Antimo. Mia, una cagnolina di razza meticcia, si trovava in auto con la sua famiglia e il suo giovane padroncino, ma approfittando di un momento in cui lo sportello era rimasto aperto, era scappata via.

Per una settimana la famiglia ha vissuto il vuoto lasciato dall’assenza della propria cagnolina, ormai parte della famiglia. Lo scorso 5 novembre era stata avvistata in via Palestina. Era rimasta tutto il giorno ferma ed impaurita in via De Cesare.

miaLe persone del quartiere comprendendo che la cagnolina era in ottime condizioni, non poteva che essere scappata e in cerca dei padroni. Pertanto cercano di aiutarla. Nasce così un vero e proprio tam tam sui social per ritrovarla, diffondendo la sua foto. In questo modo i padroni riescono a ritrovare Mia, contattandoli attraverso i social. Una storia a lieto fine, per il suo padroncino e la sua famiglia.

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Ambiente

Grave incendio di spazzatura a Ponticelli. Interviene l’Arpac

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NAPOLI – “Ieri sera intorno alle ore 22.00 si è sviluppato un vasto incendio in via de Roberto e il vento debole ha spinto il fumo verso via Poggioreale. Sul posto sono arrivati immediatamente squadre dei vigili del fuoco che hanno operato per tutta la notte e tutt’ora sono nella zona interessata polizia di stato, polizia municipale oltre ai tecnici Arpac”.

Lo ha comunicato il Comune con una nota. Nella serata di venerdì, infatti, un incendio di proporzioni enormi ha interessato via de Roberto, nel quartiere Ponticelli (Napoli). A prendere fuoco è stato un cumulo di rifiuti che ha rilasciato un odore molto poco gradevole.

L’Arpac è intervenuta stanotte intorno alla mezzanotte di sabato 26 settembre, in collaborazione con la Prefettura, per valutare gli effetti ambientali dell’incendio scoppiato a Ponticelli.

Secondo quanto si apprende da una nota dell’Arpac, l’incendio ha interessato materiale di vario tipo abbandonato a bordo strada, tra cui pneumatici, carcasse di automobili e rifiuti di varie categorie.

I dati grezzi per ora hanno evidenziato un limitato aumento del valore orario di NO2 fino a 80 microgrammi per metro cubo alle 22.00 (il limite orario previsto dalla normativa è 200 microgrammi per metro cubo).

Ieri mattina, tuttavia, i tecnici del dipartimento di Napoli hanno avviato il monitoraggio delle diossine eventualmente disperse in atmosfera nel corso dell’evento, mediante un campionatore ad alto volume posizionato nelle vicinanze del sito dell’incendio. Gli esiti del monitoraggio verranno resi noti non appena disponibili.

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Ambiente

Lago Patria: iniziano i lavori per la riqualificazione del Parco Archeologico del Liternum

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NAPOLI Publio Cornelio Scipione detto “L’Africano” la scelse come luogo di esilio. Oggi è una delle tante zone degradate presenti sulla superficie campana. Parliamo di una località di 3.562 abitanti sita in provincia di Giugliano in Campania (NA), Lago Patria.

Abitata dagli Osci nel V – IV secolo a.C., conobbe un notevole sviluppo sotto i Romani che qui fondarono la città di Liternum nel 194 a.C. con il trasferimento di 300 famiglie di coloni.

Il più illustre dei cittadini della piccola colonia fu proprio Scipione l’Africano che, in contrasto con il Senato di Roma e soprattutto con Catone, scelse di ritirarvisi a vita.

La ratio della decisione fu data dall’accusa di corruzione e appropriazione rivolta alla Gens degli Scipioni da parte dell’ala più intransigente del Senato Romano, che mal vedeva la mite pace conclusa dopo la vittoria di Zama.

Nel II secolo a.C. Liternum raggiunse un certo grado di prosperità che la inserì nel circuito commerciale della ridente zona flegrea.  Cicerone indicava l’agro liternino come una delle zone agricole più fertili. Liternum, come tutti i Municipia romani, possedeva un Foro con Capitolium (di cui rimane solo il podio e una colonna in situ), una basilica e il teatro, parzialmente scavato in anni recenti.

Era presente anche un anfiteatro dove avvenivano giochi gladiatori. Nel 455 d.C. i Vandali di Genserico saccheggiarono la città. Dopo il IV secolo, a seguito di alluvioni e alcune invasioni barbariche la popolazione superstite migrò verso l’attuale centro storico di Giugliano.

Solo negli anni trenta del XX secolo, in epoca fascista, la zona è stata bonificata. Tra gli anni novanta e i primi anni del Duemila, però, l’estensione della moderna Lago Patria ha portato a una serie incontrollata di abusi edilizi, le cui costruzioni occupano la maggior parte, se non la totalità, dell’antico tessuto urbano.

La Soprintendenza Archeologica di Napoli ha tentato di arginare il fenomeno e di restituire alla pubblica fruizione i beni storici del passato, ma con scarsi risultati.

A seguiti dei numerosi danni causati dalla cementificazione e dal generale abuso edilizio che della zona si è fatto, Lago Patria torna a sorridere con una notizia che di certo rasserenerà i cittadini e i visitatori.

Nel Parco Archeologico di Liternum è oggi possibile visitare la sua tomba, che purtroppo da anni versa in uno stato di incuria e di degrado. Ad annunciarlo è stato proprio il sindaco di Giugliano, Nicola Pirozzi, il quale ha informato i cittadini dell’inizio dei lavori di riqualificazione.

Una buona notizia frutto dell’impegno per il territorio. La Città metropolitana di Napoli ha firmato il contratto con la ditta appaltatrice dei lavori per la riqualificazione del sito archeologico di “Liternum”. Pochi giorni ancora e sarà allestito il cantiere.

Un’area che sarà finalmente restituita alla città valorizzando il patrimonio archeologico e le potenzialità del nostro territorio.

Negli anni in cui siamo stati consiglieri delegati presso la “Città metropolitana” di Napoli, io e il collega Rosario Ragosta, abbiamo lavorato tantissimo su questo progetto ed ora iniziamo a raccogliere i frutti del nostro impegno per Giugliano”.

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Legambiente: già 11 le città che hanno superato il limite di polveri sottili raccomandabile

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NAPOLI – Secondo i dati Arpac, sono già 11 le città della Campania che ad inizio settembre hanno superato, secondo le rilevazioni di almeno una centralina, il limite di polveri sottili previsto da Legambiente.

Secondo l’associazione ambientalista tale soglia dovrebbe sforare i 50 microgrammi per metro cubo di PM10 giornaliera durante un periodo di tempo di 35 giorni nell’anno solare

QUALI SONO LE CITTA’ MAGGIORMENTE INQUINATE?

Come già attestato gli anni successi, l’inquinamento da polveri sottili colpiscono soprattutto la provincia di Napoli: la maglia nera con il record di sforamenti è per San Vitaliano con 87 sforamenti; segue Pomigliano D’ Arco con 70 giorni di sforamento e Volla con 68. Le altre città fuorilegge sono Aversa(51);Acerra(49); Nocera Inferiore(45); Casoria(45); Portici(43); Avellino(39); Napoli(35).

I dati sono stati riportati nel dossier Legambiente “Mal’aria 2021 edizione speciale – I costi dell’immobilismo”, nell’ambito della campagna Clean Cities, nel quale l’associazione segnala i ritardi nell’applicazione dei provvedimenti di emergenza e dei piani di risanamento dell’aria, sia da parte del Governo che delle principali Regioni italiane.

PROBLEMATICHE CORRELATE E RIFLESSIONI

L’Italia è, quindi, davanti a un bivio: pagare una multa miliardaria per inadempienza alla Commissione Europea, stimata da 1.5 a 2.3 miliardi di euro, oppure agire efficacemente e con urgenza per ridurre l’inquinamento delle nostre città.

“Per il nostro Paese- denuncia Mariateresa Imparato, presidente regionale di Legambiente- è l’ora di uscire dalla logica dell’emergenza e delle scuse che ha caratterizzato gli ultimi decenni fatti di piani, parole, promesse – quasi sempre disattese – e scuse per non prendere decisioni, anche impopolari, per cambiare faccia alle nostre città e abitudini alle persone. Prima dell’estate abbiamo inviato ad ai sindaci dei comuni fuorilegge una lettera dove li sollecitiamo a mettere in campo delle azioni per contrastare il fenomeno perchè le chiacchiere stanno zero mentre il Pm10 ancora no.”

L presidente usa parole dure: “Un argomento complesso come l’inquinamento atmosferico deve essere affrontato in maniera trasversale e integrata da più punti di vista. Le azioni da introdurre devono essere efficaci, incisive e durature per poter cominciare ad invertire la rotta. Nella generalità, nell’ambiente urbano i due settori che incidono maggiormente sono la mobilità e il riscaldamento domestico, ma in alcune città l’inquinamento industriale o l’agricoltura hanno una notevole incidenza. Un cambio di paradigma è quanto mai necessario sicuramente a partire da questi settori.

Il paradosso è sotto gli occhi di tutti: da un lato si continua ad inaugurare treni nuovi mentre negli stessi giorni la Vesuviana e Linea1 registrano disservizi e annullamento di corse mentre a Napoli una manutenzione straordinaria della Galleria Vittoria, arteria fondamentale della città, si trasforma in lavori lumaca con la chiusura per un anno e non si vede ancora un traguardo per gli utenti e cittadini.”

LE PROPOSTE DI LEGAMBIENTE

Nell’ambiente urbano i due settori che incidono maggiormente sul tasso di inquinamento sono la mobilità e il riscaldamento domestico, ma in alcune città l’inquinamento industriale o l’agricoltura hanno una notevole incidenza. Per accelerare la transizione ecologica e avviare l’Italia “verso l’inquinamento zero”, per l’associazione sarà fondamentale realizzare insieme sia provvedimenti urgenti che riforme e opere strutturali. In particolare, tra i provvedimenti urgenti proposti emergono le seguenti proposte:

– sul tema della mobilità, va limitata la circolazione dei veicoli più inquinanti, i bonus e gli incentivi rottamazione all’acquisto di auto a combustione e introdotti limiti di velocità per inquinamento su strade e autostrade;

– in campo agricolo, l’associazione chiede il divieto di spandimento liquami in campo senza copertura immediata;

– per quanto riguarda il riscaldamento, è necessario lo stop progressivo all’uso del gasolio entro settembre 2022 nelle città inquinate, lo stop immediato a incentivi fiscali o conto termico e il divieto installazione di stufe a legna o biomasse sotto le 5 stelle. Inoltre, l’associazione sostiene e promuove l’uso delle tecnologie innovative, a partire dalle pompe di calore.

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