
Crispano
CRISPANO: Stasera al Teatro De Filippo va in scena “Cinque Minuti”
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10 anni fail
CRISPANO – Stasera alle ore 19:30, al teatro comunale Eduardo De Filippo va in scena uno spettacolo teatrale ideato, scritto e diretto da Nicola Auletta, dal titolo “Cinque Minuti” ispirato da storie di attualità, gli interpreti provengono tutti dall’associazione “San Gregorio Magno”, la scenneggiatura parla della vita di tre giovani donne ed affronta parecchie tematiche che riguardano la nostra società moderna.
L’associazione “San Gregorio Magno” è già reduce di alcuni successi teatrali tra i quali: “Arezzo 29”, “Nu bambniell e tre san giuseppe”, “La fortuna con la f maiuscola” e a Gennaio 2017, la compagnia con tutti i suoi componenti va in scena al Teatro Lendi con “Lo Scarfalietto”.
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Afragola
AFRAGOLA. Il “Sistema Giusto” è servito. Per avere il posto da direttore basta l’amicizia anche senza requisiti.
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2 settimane fail
1 Luglio 2026
AFRAGOLA – Avevamo previsto tutto, virgola per virgola. E no, non possediamo una sfera di cristallo al Salone Moriani, ma abbiamo un vizio antico che in questa città sta diventando merce rara: sappiamo ancora leggere i processi politici, conosciamo gli attori in commedia e, soprattutto, abbiamo il coraggio di scrivere la verità prima che venga impacchettata nei comunicati stampa ufficiali. Minformo si conferma, ancora una volta, l’unico vero termometro informativo di un territorio che viaggia alla velocità della lottizzazione selvaggia.
Oggi è arrivato il verdetto, puntuale come una cambiale a scadenza. Le tre candidate scartate alla selezione dell’Azienda Consortile ACCC19 (Anna Giugliano, Annabella Cozzolino e Raffaela Giglio) hanno ricevuto la fatidica e-mail di cortesia. Il Presidente del CdA, il sindaco di Caivano Antonio Angelino, ha firmato il decreto: la nuova direttrice facente funzioni è la dott.ssa Silvia Martino, come già avevamo previsto (leggi qui).
Il capolavoro della meritocrazia “senza requisiti”
Siamo davanti a un vero e proprio capolavoro dell’arte dell’arrangiarsi burocratico. Il bando dell’Azienda Consortile, scritto in italiano e non in aramaico antico, parlava chiaro: la selezione era riservata al personale in possesso dell’Elevata Qualificazione (EQ). Ma ad Afragola le regole sono come i cartelli stradali: semplici suggerimenti. La dott.ssa Martino l’EQ non ce l’ha, ma in compenso ha un requisito di gran lunga più solido e spendibile sul mercato della nuova amministrazione: una storica, solida e mai nascosta amicizia personale con il sindaco Gennaro Giustino, per il quale non si è certo risparmiata nel fare il tifo durante l’ultima campagna elettorale.
E così, la favola bella del “ripristino della legalità”, della “trasparenza” e della “rotazione meritocratica della macchina amministrativa” – sbandierata da Giustino sui social tra un selfie e un sospiro di finta alternanza – si scioglie come neve al sole di luglio. Non c’è nessuna legalità ritrovata, c’è solo la più classica, famelica e irriverente sostituzione del potere. Si caccia il vecchio Sistema per installare il “Sistema Giusto”. Perché quando si paracaduta un’amica fedele su una poltrona apicale ignorando i requisiti formali del bando, l’obiettivo non è l’efficienza del welfare, ma il controllo militare della gestione e dei cordoni della borsa. Di come verranno gestiti quei fondi, e di come intederanno gestire gli appalti, statene certi, vi daremo conto prestissimo.
ll sacco dell’Edilizia Privata: entra Napolitano, esce Esposito
Se il colpaccio sui servizi sociali non bastasse a descrivere l’inizio di questa nuova era borbonica, ecco che il puzzle del controllo totale si arricchisce di un altro tassello fondamentale. Al settore Edilizia Privata, il vero cuore pulsante e finanziario della macchina amministrativa afragolese (nonché il comparto che determina il maggiore incasso per le casse comunali), l’ingegner Valerio Esposito è stato bruscamente sostituito.
Al suo posto si insedia l’architetto Salvatore Napolitano. Un nome che ai non addetti ai lavori dirà poco, ma che nelle geografie del potere nostrano significa una cosa sola: una figura vicinissima al consigliere Gennaro D. Castaldo (il famoso tecnico che redasse il progetto per il dehors abusivo in Piazza Gianturco per intederci) e, di riflesso, blindatissima dal sindaco Giustino. Il quadro adesso è finalmente completo, simmetrico, perfetto. Da un lato si controllano i Servizi Sociali con un Direttore Generale f.f. di stretta osservanza amicale; dall’altro si mettono le mani sul settore cemento e permessi a costruire con un dirigente di assoluta fiducia correntizia.
In campagna elettorale Gennaro Giustino tuonava dai palchi contro il “Sistema” dei suoi predecessori, promettendo aria nuova e mani pulite. Oggi scopriamo che l’aria nuova ha lo stesso identico odore del passato: quello delle poltrone spartite a tavolino, dei bandi interpretati a geometrie variabili e dei fedelissimi piazzati nei posti chiave per non avere fastidi durante il viaggio.
Il re è nudo, e la corona che porta in testa comincia già a mostrare i primi segni di ruggine burocratica. Chi pensava di aver votato il cambiamento si ritrova oggi con un gigantesco gioco delle tre carte. Noi di Minformo restiamo qui, con i dati in mano e la penna affilata, a ricordare a questa amministrazione che i nodi, prima o poi, arrivano tutti al pettine della Procura e del TAR. La ricreazione è appena iniziata, ma i compiti a casa li abbiamo già fatti noi.
Afragola
AFRAGOLA. Il Sistema Giustino inizia dall’Azienda Consortile. Il Facente Funzioni è già realtà senza requisiti
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2 settimane fail
29 Giugno 2026
AFRAGOLA – C’è un vecchio adagio che recita: “Nulla è più definitivo del provvisorio, specialmente se c’è di mezzo la pubblica amministrazione”. E ad Afragola, terra di prodigi geometrici e matematici, l’adagio si trasforma in una sceneggiatura degna dei migliori film di fanta-politica locale.
Mentre il sindaco Gennaro Giustino si esercita nel nobile sport del silenzio sulla giunta, ecco che la vera partita – quella del potere reale, che gestisce i cordoni della borsa del welfare – si sposta sull’Azienda Consortile dei Servizi Sociali dei comuni di Afragola, Caivano, Cardito e Crispano. Il Direttore Generale Umberto Setola ha rassegnato le dimissioni. Una persona normale avrebbe pensato: bene, si parte subito con un bel bando di concorso pubblico per trovare un sostituto definitivo. E invece no. La parolina magica della burocrazia nostrana è: interpello interno per facente funzioni. Perché scegliere subito una figura stabile quando puoi nominare un traghettatore provvisorio da tenere sotto scacco?
Le antenne esclusive di Minformo, però, sono arrivate come sempre prima dei messaggi di notifica. Domani si terranno i colloqui decisivi dinanzi al Presidente del CdA dell’Azienda, il sindaco di Caivano Antonio Angelino. Le stanze del consorzio sussurrano che sono quattro le funzionarie che hanno risposto alla chiamata alle armi compilando l’istanza: la dott.ssa Anna Giugliano, la dott.ssa Annabella Cozzolino, la dott.ssa Raffaela Giglio e la dott.ssa Silvia Martino.
Ma qui il giallo si tinge di farsa amministrativa. Prima anomalia: le PEC con le convocazioni per i colloqui sono state inviate ai candidati, ma se un comune cittadino prova a navigare sul sito dell’Azienda Consortile per leggersi la determinazione ufficiale che ha dato il via a tutto… sorpresa! La delibera manca. Non c’è. È evaporata dai radar della trasparenza digitale. Viene da chiedersi: a quale strano meccanismo (o a chi) si vuole fare un favore nascondendo le carte dal tavolo da gioco?
Il fattore Silvia Martino e l’ombra del “Sistema” riciclato
Il punto di caduta di questa operazione è tutto politico e mette a nudo l’essenza stessa di quello che vorrà essere il sindaco capofila Gennaro Giustino. Da indiscrezioni raccolte in esclusiva da Minformo, infatti, sembrerebbe che le buste siano già state segnate e che la poltrona di Direttore Generale sia stata praticamente opzionata per la dott.ssa Silvia Martino. Una funzionaria stimatissima, per carità, ma da sempre legata da una solidissima e mai nascosta amicizia personale con la fascia tricolore afragolese.
Certo, formalmente a fare i colloqui e a firmare la nomina sarà il sindaco di Caivano, Antonio Angelino. Ma non prendiamoci in giro: Angelino è un politico pragmatico che si è accontentato della poltrona di Presidente lasciando volentieri lo scettro del comando reale a Giustino, perché a chi muove i fili interessa governare i processi, non collezionare titoli sul curriculum.
Se la Martino dovesse essere la prescelta, però, l’amministrazione Giustino firmerebbe un autogol di proporzioni bibliche, una Caporetto della coerenza. Il bando dell’Azienda Consortile parla chiaro: la selezione è riservata al personale E.Q. (Elevata Qualificazione, ex Posizione Organizzativa). Peccato che, tra i quattro profili in corsa, la dott.ssa Martino sia una delle uniche a non possedere l’Elevata Qualificazione. È una funzionaria, ma senza EQ.
La logica e la meritocrazia lineare vorrebbero che una commissione esaminatrice decidesse premiando chi, tra i candidati, possiede tutti i requisiti formali previsti. Ma se Giustino deciderà di imporre la sua linea per mettere i suoi fedelissimi nei posti di comando, starà semplicemente facendo quello che ha sempre criticato: sostituire il vecchio potere con il proprio. Quello che in campagna elettorale chiamava a gran voce il “Sistema Nespoli-Castiello”, oggi rischia di diventare, nei fatti, il “Sistema Giustino”. Cambiano i suonatori, ma la musica spartitoria resta identica.
Il Karma e il gioco degli specchi
La chiusura di questa storia regala un sorriso amaro e un cortocircuito ironico degno della legge del contrappasso. Se la Martino verrà nominata, assisteremo a uno spettacolo straordinario: una funzionaria senza Elevata Qualificazione che viene promossa a Direttore Generale, scelta e promossa da chi, in Città Metropolitana, possedeva una EQ definita “pezzotta” – un coordinamento che non coordina nessuno, per usare le parole scolpite dal Segretario Generale dell’ente metropolitano.
Praticamente il coordinatore che non coordina nomina il dirigente che non ha la qualifica. Una meritocrazia speculare che non fa una piega, un incastro perfetto che dimostra come ad Afragola le regole cambino a seconda delle simpatie e delle convenienze. Noi di Minformo domani saremo lì fuori, a guardare le facce dei protagonisti di questa commedia dell’arte. Perché se la democrazia deve diventare una barzelletta, è giusto che i cittadini ne conoscano almeno la battuta finale.
Afragola
Nuovi spazi per l’infanzia ad Afragola: giovedì 23 aprile l’Open Day dell’asilo nido alle Salicelle
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3 mesi fail
21 Aprile 2026Da
Redazione
AFRAGOLA – Un nuovo tassello si aggiunge al mosaico dei servizi sociali e formativi del territorio. L’Azienda Consortile A.C.C.C. N.19, che raggruppa i comuni di Afragola, Caivano, Cardito e Crispano, ha annunciato l’apertura di un nuovo asilo nido dedicato alla fascia d’età 0-36 mesi.
L’appuntamento per le famiglie e la cittadinanza è fissato per giovedì 23 aprile 2026, alle ore 11:00, presso il Plesso scolastico “Europa Unita” nel Rione Salicelle. Durante l’Open Day sarà possibile visitare gli spazi, conoscere il personale educativo e approfondire l’offerta formativa di una struttura progettata per essere un ambiente sicuro, accogliente e stimolante.
Lo slogan scelto per l’iniziativa, “Do, Re, Mi, Fa, Sol… portami per mano, crescere insieme è la musica più bella”, sottolinea l’approccio armonico e collaborativo tra istituzioni e famiglie. L’obiettivo non è solo offrire un luogo di custodia, ma un vero e proprio percorso educativo di qualità sin dai primi mesi di vita.
“Con questo nuovo asilo nido rafforziamo la rete dei servizi dedicati alla prima infanzia, offrendo una risposta concreta ai bisogni educativi e di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro,” ha dichiarato il dott. Umberto Setola, Direttore dell’Azienda Consortile. “Investire nei servizi 0-36 mesi significa creare opportunità di inclusione e benessere.”
Al di là dei numeri e delle scadenze burocratiche, l’apertura di un asilo nido in un quartiere come il Rione Salicelle porta con sé un profumo di speranza. È la dimostrazione che, quando le istituzioni scelgono di “prendere per mano” i più piccoli, l’intera comunità ne esce fortificata.


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