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CAIVANO: quindicenne dorme con un kalashnikov accanto al letto

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Caivano – Ha soli quindici anni, ma custodiva accanto al letto un kalashnikov. Il ragazzo è di origini montenegrine, ed è residente presso il campo rom di Caivano.

I carabinieri della locale Tenenza lo hanno tratto in arresto per detenzione di arma da guerra e relativo munizionamento. Infatti in una cassetta di legno, sistemata proprio accanto al suo letto, era riposto un kalashnikov e due caricatori, da cui mancavano solo poche cartucce. Sia il fucile che le munizioni ora sono state sottoposte a sequestro, ma l’arma è sottoposta ad accertamenti balistici e dattiloscopici, per verificarne un eventuale utilizzo in crimini. Ora il quindicenne si trova nel Centro di Prima Accoglienza dei Colli Aminei.

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[INTERVISTA] Luigi Esposito (Caivano Conta): “Anche Caivano ha bisogno del centro vaccinale”

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Presentiamo, oggi, un altro giovane che già si è affacciato alla politica caivanese nelle ultime amministrative, Luigi Esposito.

Luigi tu sei un esponente del gruppo consiliare ‘Caivano Conta’ da cosa arrivano i tuoi stimoli per impegnarti nella politica caivanese? E perché hai scelto di appoggiare ‘Caivano Conta’?

Il gruppo ‘Caivano Conta’ mi ha stimolato molto perché per la prima volta un gruppo di giovani si affaccia alla politica dopo tanti anni di degrado e di commissariamento. ‘Caivano Conta’ rispecchia tutti i miei parametri politici per salvaguardare il territorio caivanese.

Ultimamente fa notizia nell’area nord di Napoli che i paesi limitrofi si siano organizzati con i centri vaccinali. Secondo te Caivano riuscirà a garantire la vaccinazione a tutta la popolazione?

La cosa sconcertante è che Caivano deve vivere sempre con invidia gli altri paesi. Non è possibile che una nuova amministrazione invece di garantire il benessere sociale di tutta Caivano si nasconda nelle stanze comunali in silenzio. Ne è un esempio l’Assessore alla Salute Piera Ariemma, che si giustifica colpevolizzando una parte dell’opposizione per non aver voluto una palestra scolastica come luogo adatto a diventare un centro vaccinale. Io credo che l’amministrazione da ora in poi si debba prendere le proprie responsabilità. Vedere Frattamaggiore, Acerra e altri comuni limitrofi che vanno avanti sul piano vaccinale è deprimente da caivanese. Ringrazio il consigliere Orsella Russo che ha sollevato la questione in presenza con i capigruppo e con il sindaco. Spero che la battaglia che sta portando avanti il consigliere Orsella Russo dia esito positivo. A Caivano manca una sinergia perché non c’è mai una collaborazione tra opposizione e maggioranza su una questione seria come questa.

Quale sarebbe il posto migliore come centro vaccinale, logisticamente parlando, a Caivano?

Penso che la migliore area urbana a disposizione di tutti sia il “Parco Verde”, così da dare un segnale importante e garantire la possibilità di prenotare il vaccino anche a quella fetta di popolazione che non ha mezzi propri per aderire sulla piattaforma regionale. Poi, per dare anche un integrazione a quella parte di Caivano che l’amministrazione reputa come cittadini di “serie B”. Mi sono recato personalmente sul posto, dove c’è un plesso dell’istituto scolastico, “Alda Negri””. Quì, risultano attive solo 3 classi, quindi si potrebbe trasferire tranquillamente gli alunni al “Viviani” adiacente al plesso “Negri” e trasformare la struttura in Hub Vaccinale, data la presenza anche della guardia medica pronta a fornire assistenza. Non dimenticando poi l’importanza dell’adesione dei medici di base che hanno aderito e sono disponibili a vaccinare la popolazione.

Quali sono i propositi futuri personali e del tuo gruppo consiliare?

C’è una grande sinergia tra noi di Caivano Conta, partendo dalle figure istituzionali fino ai nostri votanti. Spero che tutti aderiscano alle nostre iniziative, soprattutto mi rivolgo ai giovani che hanno perso i propri stimoli per vedere Caivano come un’altra città. Il gruppo consiliare di Caivano Conta può eliminare quell’ immobilismo e quella strafottenza che le precedenti amministrazioni e il commissariamento hanno causato.

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CAIVANO. Persa un’altra occasione d’oro per la città. Addio Fondi ANCI

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CAIVANO – Non solo inquinamento, cementificazione e sprovvedutezza dal punto di vista dell’edilizia scolastica. Quest’Amministrazione sarà ricordata anche per le innumerevoli occasioni perse dal punto di vista dei fondi sovracomunali, dopo quelli persi messi a disposizione dall’interministero per le progettazioni riguardanti il dissesto idrogeologico, stavolta la giunta Falco si fa scappare anche quelli messi a disposizione dall’ANCI denominati “Fermenti in Comune”.

Il bando messo a disposizione dall’Associazione Nazionale dei Comuni italiani prevedeva la presentazione di proposte progettuali di protagonismo giovanile per il rilancio dei territori.

Ad intercettare tali fondi sono stati i consiglieri di “Caivano Conta” che immediatamente li hanno portati all’attenzione del Presidente della IV Commissione Marcantonio Falco per cercare di mettere su un progetto che potesse soddisfare le richieste del bando e far ammettere Caivano tra i comuni ammessi a ricevere tali fondi.

Dopo vari incontri tra il Presidente Marcantonio Falco e la dirigente preposta Dott.ssa Anna Damiano si decise di spostare le attenzioni su un ambito diverso da quello scelto dalla minoranza per evitare di dover coinvolgere anche e soprattutto la sesta Commissione che in questo periodo è molto concentrata sugli affari del Cimitero.

Alla fine bastava presentare un progetto valido entro il termine stabilito ma questo ping pong tra commissione e settore ha fatto in modo da allungare i tempi e rendere il tutto molto difficile per presentare un progetto nei termini stabiliti e Caivano ha perso, per l’ennesima volta, due occasioni in una. Recepire fondi esterni al bilancio, il che non fa mai male e avere l’opportunità di rendere protagonisti i giovani. E la cosa ancora più preoccupante è che a perdere l’opportunità, a capo di tutti, sia stato proprio un giovane, almeno anagraficamente parlando.

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Io so ed ho le prove. Andiamo in Tribunale a spiegare il brutalismo CAIVANESE

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CAIVANO – Come volevasi dimostrare. A distanza di quasi ventiquattro ore dalla pubblicazione del nostro articolo dove parlavamo di profili di illegittimità sui permessi a costruire degli immobili sorti all’interno dell’Ex ICIF sulla S.S. Sanntitica (leggi qui) tutto tace.

Sindaco, maggioranza e opposizione decidono di far decantare la cosa nell’assoluto silenzio. Dimostrazione valida che quando si parla di cemento, tutti hanno le mani legate.

Ci arrivano indiscrezioni che dal canto suo, il Sindaco Enzo Falco, sarebbe intenzionato a querelare la nostra testata. In una città normale il primo cittadino si sarebbe interessato di individuare i responsabili di tale scempio ambientale, si sarebbe domandato il perché non sia avvenuta la bonifica della falda acquifera in quei terreni.

Allora andiamo in Tribunale! Andiamo a punire coloro che hanno “osato” mettere in luce gli interessi di un’intera classe dirigente, quella che da sempre ha avuto le mani sulla città e anche quelli che in Campagna elettorale si vendevano per il nuovo che avanza. Saremo felici di aprire un’altra pagina di storia caivanese che parla di brutalismo. Saremo contenti se alla fine sarà la magistratura ad individuarne i colpevoli ma saremo poco felici nel dimostrare ancora una volta che a Caivano la storia non insegna.

Stavolta la mia critica non è rivolta alla maggioranza che forse in quel “sistema” ben rodato che la nostra testata ha battezzato “sistema caivano” ha saputo amalgamarsi e fondersi, trovando un giusto mix di collaborazione tra politica e macchina burocratica. La delibera che ammette che l’Assessore Carmine Peluso abbia fatto degli interventi in ambito gestionale ne è la dimostrazione (leggi qui).

Le mie critiche non sono rivolte neanche a quella parte di opposizione, amante del gioco delle parti, che quel “sistema” lo usa a suo uso e consumo, vedi le finte lotte già perse in partenza sui nuovi insediamenti nella zona industriale, atte solo a far lievitare qualche prezzo, salvo poi dispensare posti di lavoro a destra e manca, insieme, sotto braccio, allo zoccolo duro dell’Amministrazione caivanese (IV e PD), tramite agenzia interinale, nella ditta della raccolta rifiuti, facendo registrare anche assunzioni di spicco tra “l’elite” caivanese.

La mia critica è rivolta soprattutto a quella parte di opposizione che nulla ha a che fare con quel “sistema” ma che nei fatti dimostra che tanto “agogni” farne parte.

La Storia a Caivano non insegna e i giovani, improvvisamente, vogliono diventare vecchi, consci della loro leggerezza ed inesperienza si affidano all’esperienza di vecchi volponi che hanno ridotto così la loro città, passando di fatto dallo status di inesperto allo status di complice. Nomenclature presenti in più di un documento in mano alla magistratura vengono riesumate perché ritenute elementi di rottura e di conquista, senza sapere che la chiave per scardinare il “sistema” sta proprio in quella leggerezza e in quell’inesperienza che quel “sistema”, per formare gli anticorpi, definisce incapacità, mentre i giovani non si accorgono che la loro rassegnazione e la loro voglia di emulazione non sono altro che carburante di quella macchina chiamata “sistema caivano”.

Allora andiamo in Tribunale e andiamo a raccontare ai giudici quanto è bella la nostra Caivano e quanto siano bravi i nostri amministratori senza dimenticare che al contrario di quello che diceva Pasolini:

“Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi. Io so perché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che rimette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l’arbitrarietà, la follia e il mistero. Tutto ciò fa parte del mio mestiere e dell’istinto del mio mestiere…”

Pier paolo Pasolini Il 14 novembre 1974 pubblica sul Corriere della Sera un lungo articolo 

In questo caso, non è un intellettuale a scrivere ma un umile cronista che può dimostrare con fatti, documenti e circostanze, in maniera inequivocabile, tutta la sacrosanta verità illustrata negli scritti dei suoi editoriali. Ci vediamo ad Aversa!

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