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Nostalgioso, il neologismo di Papa Francesco

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Durante la messa in San Pietro per la festa dell’Epifania Papa Francesco ha utilizzato un neologismo: “nostalgioso”. Lo ha fatto parlando della nostalgia di Dio che devono sentire i credenti.

 Il credente “nostalgioso”, spinto dalla sua fede  in cerca di Dio, come i magi, nei luoghi più reconditi della storia, perché sa in cuor suo che là lo aspetta il suo Signore. Va in periferia, in frontiera, nei luoghi non evangelizzati, per potersi incontrare col suo Signore; e non lo fa affatto con un atteggiamento di superiorità, lo fa come un mendicante che non può ignorare gli occhi di colui per il quale la Buona Notizia è ancora un terreno da esplorare.

I magi vennero dall’Oriente per adorare, e vennero a farlo nel luogo proprio di un re, il Palazzo, perché è proprio di un Re nascere in un palazzo e avere la sua corte e i suoi sudditi. È segno di potere, di successo, di vita riuscita.

E ci si può attendere che il re sia venerato, temuto e adulato, ma non necessariamente amato. Questi sono gli schemi mondani, i piccoli idoli a cui rendiamo culto, il culto del potere, dell’apparenza e della superiorità. Idoli che promettono solo tristezza, schiavitù, paura. Ma i magi dovettero scoprire che ciò che cercavano non era nel Palazzo ma si trovava in un altro luogo, non solo geografico ma esistenziale.

Lì non vedevano la stella che li conduceva a scoprire un Dio che vuole essere amato, e ciò è possibile solamente sotto il segno della libertà e non della tirannia; scoprire che lo sguardo di questo Re sconosciuto, ma desiderato, non umilia, non schiavizza, non imprigiona. Scoprire, ha continuato, che nello sguardo di Dio c’è posto per i feriti, gli affaticati, i maltrattati e gli abbandonati.

Per Francesco Erode non può adorare perché non ha voluto né potuto cambiare il suo sguardo. Non ha voluto smettere di rendere culto a sé stesso credendo che tutto cominciava e finiva con lui.

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Omicidio vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, domiciliari per Hjorth: andrà dalla nonna al mare

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A dodici giorni dalla decisione della Corte d’Assise di Appello che ha ridotto a 11 anni e 4 mesi la sua condanna, Gabriele Natale Hjorth, uno dei due studenti americani coinvolti nella morte del vicebrigadiere Mario Cerciello Rega, ottiene gli arresti domiciliari.

I giudici della II sezione hanno, infatti, accolto una istanza presentata dai difensori disponendo la scarcerazione dell’imputato e stabilendo nell’appartamento della nonna del ragazzo, a Fregene, centro del litorale romano, il luogo dove dovrà proseguire la detenzione.

Per il condannato è stato disposto il braccialetto elettronico e il divieto di comunicare con l’esterno. Una decisione che ha provocato la forte reazione della moglie di Cerciello Rega che venne ucciso con 11 coltellate inferte da Finnegan Lee Elder, che ha visto ridursi la condanna nell’appello bis a 15 anni e due mesi, la notte del 25 e il 26 luglio del 2019 in strada a Roma.

Nel processo di primo grado i due giovani americani vennero condannati all’ergastolo. Una pena poi ampiamente rivista al ribasso dopo il secondo processo di appello disposto dalla Cassazione. I giudici hanno fatto cadere le aggravanti, ammesso il rito abbreviato e questo ha portato ad una sensibile diminuzione degli anni da scontare in carcere. In particolare per Elder è arrivata anche una assoluzione, perché il fatto non costituisce reato, per l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale.

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Omicidio di Giulia Cecchettin, il 23 settembre parte il processo a Filippo Turetta

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Il 23 settembre prossimo prenderà il via la prima udienza del processo a Filippo Turetta per l’omicidio di Giulia Cecchettin, davanti alla Corte d’Assise di Venezia, con il collegio presieduto dal giudice Stefano Manduzio.

L’accusa, formulata dal Pm Andrea Petroni, è di omicidio volontario, aggravato dalla premeditazione, crudeltà, efferatezza, sequestro di persona, occultamento di cadavere e stalking. 

Il rito immediato è stato disposto dopo che Turetta, in accordo con il legale di fiducia Giovanni Caruso, ha rinunciato all’udienza preliminare davanti al Gup, che era prevista oggi e mercoledì. Caruso aveva detto che la scelta dell’iter processuale “consegue a un percorso di maturazione personale del gravissimo delitto commesso, e alla volontà che la giustizia faccia il proprio corso nei tempi più rapidi possibili e nell’interesse di tutti”.
Il femminicidio fu commesso l’11 novembre 2023.

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Rapporto annuale Ice, sale l’export del Mezzogiorno

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Nel 2023 il Mezzogiorno ha registrato una crescita dell’export di poco inferiore al 3%.

Una buona performance legata soprattutto alla crescita registrata dalla Campania, in particolare per i flussi di prodotti farmaceutici verso la Svizzera e di autoveicoli verso il mercato nordamericano.

Lo si legge nel rapporto annuale dell’Ice.

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