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POLITICA

Le mezze parole che piacciono alle lobby

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Ormai siamo nella società delle mezze stagioni, delle mezze verità e delle mezze parole.

Così per dire come stanno concretamente le cose, bisogna preventivamente fare un calcolo mentale da perfetti matematici, progettare congetture e iperboli da far invidia alle migliori menti matematiche.

Bisogna misurare le parole e i gesti, arrendersi di fronte all’evidenza e scegliere la strada più sicura, quella che non ti fa avere troppi nemici e ti fa raccattare quante più persone compiacenti possibili.

Così che se ci sono dei bambini al freddo perché ci si è dimenticati di comprare il combustibile per il riscaldamento scolastico, si preferisce dire che le classi erano “semifredde”, un po’ come certe pubblicità che ti vendono una fresca leccata estiva, pur sempre -in questo caso- di leccata si tratta.

Chi invece parla chiaro, “schiaffando” in faccia all’interlocutore la verità nuda e cruda, viene accusato di essere sboccato, poco elegante, giornalisticamente inappropriato.

Insomma, non si può scrivere merda, al massimo si può parlare di cacca, evitare di scrivere culo e usare il più aggraziato deretano, scansare i termini che possano suscitare ripugnanza alle gentili orecchie di chi ascolta.

Quindi, secondo questa dottrina, l’uomo da quattro soldi non può essere un uomo di M, una meretrice non può essere una P, mentre a una sana sc…ta si dovrebbe preferire un rapporto corporale atto a esprimere le pulsioni sessuali altrimenti represse.

Resta però una verità, quei bambini stamattina non avevano semifreddo, quelle classi non erano mezze calde, no, non lo erano, per niente! È qua ci starebbe bene una delle mie parolacce Por.Pu.

Di un bicchiere vuoto non si può dire che è pieno di aria, inutile ostinarsi a voler imbonire il politico di turno o il club calcistico per trarne profitto a scapito della verità.

La verità non ha mezze misure, è bianca o nera, si definisce con la sua stessa sostanza, tutto il resto è chiara e lucida determinazione di voler galleggiare sulla cacca, e prima o poi ci si annega.

 

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POLITICA

Pugno duro sulla movida e in provincia: scatta la “Zona Rossa” a Chiaia e Torre Annunziata

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Nuova stretta sulla sicurezza nell’area metropolitana di Napoli. Il Prefetto Michele di Bari, a seguito dell’ultimo vertice del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, ha dato il via libera all’istituzione di nuove “zone rosse” per contrastare i fenomeni di criminalità e violenza urbana.

Il provvedimento più atteso riguarda il quartiere di Chiaia. Il cuore della movida napoletana, in particolare l’area dei famosi “baretti”, diventa ufficialmente una zona rossa. L’obiettivo è monitorare i flussi di giovanissimi che affollano le strade nel weekend, prevenendo episodi di degrado e risse che spesso hanno cronacato le notti del quartiere.

La linea della fermezza non si ferma al capoluogo: Torre Annunziata: Anche la città vesuviana entra nel regime di sorveglianza rafforzata. Arzano e Afragola: Il Prefetto ha disposto servizi di controllo mirati e specifici per monitorare queste aree calde dell’hinterland.

Oltre alle nuove zone rosse, il Comitato ha aggiornato la mappa dei controlli ordinari:

  • Piazza Garibaldi: Continua il presidio dell’area della stazione.
  • Piazza del Plebiscito e Piazza Carolina: In arrivo un incremento delle pattuglie per tutelare l’area monumentale.
  • IX Municipalità: Focus dedicato per migliorare la percezione di sicurezza dei residenti.

Le “zone rosse” prevedono una presenza più massiccia delle forze dell’ordine e protocolli d’intervento più rapidi per restituire decoro e tranquillità a zone considerate ad alto rischio.

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GIUGLIANO. “Noi con Giugliano” aderisce al Nuovo Cdu: nasce un nuovo gruppo in Consiglio comunale

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GIUGLIANO in CAMPANIA – Giugliano in Campania – Svolta politica per l’esperienza civica di “Noi con Giugliano”. I consiglieri comunali eletti, insieme al collega Andrea Galluccio, hanno annunciato l’adesione al Nuovo Cdu, formalizzando la nascita di un nuovo gruppo consiliare.

Dopo un percorso definito “entusiasmante” e ricco di impegno sul territorio, i rappresentanti del movimento civico hanno spiegato la scelta come un passo necessario per rafforzare la propria azione politica e dare maggiore forza alle istanze delle comunità locali.

«Per realizzare un salto di qualità – spiegano – è indispensabile poter contare sulla rappresentanza di un partito garante di una filiera istituzionale solida, in grado di rispecchiare i nostri valori, la nostra visione sociale e di sviluppo».

L’adesione sarà ufficializzata nel prossimo Consiglio comunale, con la costituzione del gruppo espressione del circolo territoriale guidato dal segretario cittadino Corrado Corrado.

Nonostante il cambiamento di collocazione politica, i consiglieri hanno ribadito la volontà di restare coerenti con il mandato elettorale ricevuto: «La nostra posizione in aula non muterà. Siamo stati eletti in minoranza e in minoranza resteremo fino alla fine della consiliatura, con serietà e coerenza».

Nel loro intervento non è mancato un ringraziamento all’onorevole Giovanni Mensorio, consigliere regionale del Nuovo Cdu, indicato come punto di riferimento per il territorio e per le “istanze sane” della comunità.

«Non si tratta di una nuova avventura – sottolineano – ma di un passo avanti in un percorso che mette al centro una priorità assoluta: l’interesse di Giugliano e di questa parte di provincia, spesso abbandonata al proprio destino».

Con questo nuovo assetto, il gruppo punta a rafforzare l’impegno sociale e politico quotidiano, mantenendo al centro il dialogo con i cittadini e le esigenze del territorio.

«In bocca al lupo a noi», concludono i consiglieri, guardando con fiducia alla nuova fase del loro percorso amministrativo.

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POLITICA

Centro Direzionale, addio degrado: piano da 80 milioni per rinascere. Via i “ruderi”, arrivano grattacieli abitabili

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NAPOLI – Il Centro Direzionale di Napoli si prepara a cambiare volto. La Giunta Manfredi ha dato il via libera al “Grande Progetto” di riqualificazione: un investimento complessivo di 80 milioni di euro per trasformare quella che oggi è percepita come una “cittadella fantasma” in un quartiere moderno, vivo e integrato con il resto della città.

Si parte subito con i primi 1,3 milioni di euro (finanziati dalla Banca Europea per gli Investimenti). L’obiettivo prioritario è ridare dignità all’accesso: verranno rimosse le vecchie scale mobili, da anni simbolo di abbandono e vandalismo, per far posto a nuovi ascensori e scale tradizionali. È il primo lotto di un piano che prevede 6,5 milioni totali solo per i sistemi di risalita e le pensiline.

Il progetto, firmato dalla vicesindaca all’Urbanistica Laura Lieto, tocca ogni aspetto dell’area:33 milioni per rimettere a nuovo parcheggi e strade; 30 milioni per il potenziamento del verde pubblico e sistemi di raccolta acque; 5 milioni per rifare la pavimentazione del grande vialone centrale e l’arredo urbano; 4 milioni per nuove telecamere di sicurezza, illuminazione e marciapiedi.

La novità più importante non è solo estetica, ma strutturale. Grazie a una variante urbanistica, i grattacieli non saranno più destinati esclusivamente agli uffici. Verranno sdoganati nuovi usi: abitazioni, servizi e attività commerciali. L’idea è quella di far vivere il quartiere anche dopo le 18:00, eliminando l’effetto “isola deserta” che lo ha caratterizzato per decenni.

Il Centro Direzionale diventerà il fulcro di un collegamento diretto con la Stazione Centrale e la nuova stazione della Linea 1 della metropolitana. Questo lo trasformerà in un nodo nevralgico per chi arriva a Napoli, attirando anche investitori privati che, secondo il Comune, starebbero già mostrando forte interesse per l’area.

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