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Primo Piano

Luvo Barattoli Arzano, voglia di vittoria

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Arzano- La Luvo Barattoli Arzano sarà impegnata in provincia di Lecce, esattamente a Cutrofiano.

La squadra napoletana parte con la voglia di conquistare punti importanti per ambire alla risalita verso zone più tranquille della classifica. Il grande lavoro svolto dal tecnico Paolo Collavini in palestra è la prova di quanto il gruppo arzanese stia maturando gara dopo gara. Incontro previsto per domani pomeriggio, ore 18 presso il palazzetto dello sport di Via Foggia a Cutrofiano, in provincia di Lecce. Arbitri dell’incontro Lorenzo De Pascale e Adamo Buonviso.

“Andiamo ad affrontare questa partita -spiega il tecnico Paolo Collavini – convinti e motivati. Quando scendiamo in campo sappiamo che non esistono avversari semplici o facili da affrontare. Abbiamo dimostrato di poter fare punti contro qualsiasi squadra, dalla testa alla coda della classifica. Adesso andiamo a giocare a Cutrofiano con questa consapevolezza e con il chiaro intento di portare a casa un buon risultato. Il lavoro svolto con serietà durante la settimana è la base giusta per cercare di ottenere il massimo”.

(Fonte comunicato stampa)

Caivano

CAIVANO. “Modello Caivano” è solo uno spot del Governo. A Castellammare si fanno i fatti. Abbattimento e ricostruzione delle case popolari

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CAIVANO – Con molta umiltà e oggettività, da semplice cittadino caivanese, osservatore del territorio, vorrei tracciare un piccolo bilancio sul risanamento di Caivano, a dieci mesi di distanza del varo del famoso Decreto Caivano.

Mentre tutti i politici caivanesi, intenti a godersi o a progettare le proprie vacanze, chi da una località esotica o chi da una rinomata italiana senza disdegnare di ostentare il proprio tenore di vita sui social, si disinteressano completamente della gestione amministrativa della loro città, dato che dalla botte della terna commissariale e del Commissario Straordinario, scorre poco se non addirittura niente e mentre il deputato grillino caivanese pensa più ad applaudire le cose malfatte di questo governo nella città gialloverde, tacciando di mistificazione chi tenta di mettere alla luce azioni e decisioni di quest’Amministrazione dispotica a lui sfuggite, nella calura estiva e nella assoluta distrazione della massa, i quattro commissari di Caivano, insieme all’Università “Federico II” attuano lo “scippo” alla città di 2,5 milioni e mezzo di euro per l’istituzione di un Centro di Competenza universitario che dovrà sorgere ad Afragola in un immobile confiscato alla criminalità organizzata, quando poteva nascere tranquillamente all’interno del Parco Verde, determinando un insediamento di un presidio di legalità all’interno di un quartiere in preda al degrado e una corretta riqualificazione del territorio.

L’ultima scelta discutibile attuata dai Commissari caivanesi è stata proprio quella di regalare 2,5 milioni di euro e meriti indirettamente all’Amministrazione afragolese che come vicesindaco presenta proprio il sottosegretario al Consiglio dei Ministri Pina Castiello leghista e fedelissima dell’ex Senatore Vincenzo Nespoli, condannato in appello a sei anni e mezzo di reclusione per bancarotta fraudolenta e vero dominus della politica afragolese.

Una riqualificazione di Caivano, tanto paventata e sponsorizzata dalla Premier Meloni, in primis, dai media nazionale e dal prete Maurizio Patriciello, in realtà non è mai avvenuta, almeno per quello che si aspettava la gente, ossia il risanamento del Parco Verde.

All’interno di questo agglomerato urbano nulla è stato fatto se non delle piccole operazioni che si possono leggere sul sito del Commissario Ciciliano. Chi si aspettava che la Premier Meloni fosse venuta qui a Caivano a debellare totalmente la criminalità, lo spaccio di stupefacenti e ridare dignità con case nuove e costruite a norma agli abitanti del Parco Verde è rimasto deluso.

È notizia di questa mattina invece che, come riporta l’edizione de Il Mattino, il modello Caivano insieme ad un’ingente fetta di fondi del Pnrr serviranno per far rinascere un quartiere simbolo del degrado, alla stregua del Parco Verde, in quel di Castellammare di Stabia, dove l’alveare delle palazzine popolari del rione Savorito dovrà essere demolito e ricostruito nel giro di poco più di un anno e mezzo, almeno per quanto riguarda il primo lotto di quasi cento alloggi. Addio ai prefabbricati nati per ospitare i terremotati, che dovevano essere temporanei e sono stati abitati per oltre quarant’anni per creare – nelle intenzioni delle istituzioni – un vero e proprio quartiere-laboratorio. Una rivo­luzione che proverà a strappare la triste etichetta, “Bronx”, con cui questo pezzo di città tra il rione Mosca­rella e i ruderi dell’ex stabilimento della Faito è conosciuto.

Ma come? A Castellammare si e a Caivano no? E attraverso i mezzi di comunicazione nazionali e regionali si lascia pure intendere che tale modello è stato preso da Caivano? Ma lo sanno tutti – Premier, commissari e mass media – che al Parco Verde regna ancora il degrado? Che la raccolta differenziata è ai numeri relativi? Che all’interno del parco si spaccia ancora droga? Che la gente qui vive ancora in case di cemento e amianto dove permea acqua quando è cattivo tempo? Che in alcune zone le fognature sono scoppiate e che la gente è assuefatta dal lezzo di sterco?

E allora! Perché questo governo ha deciso di non riqualificare il Parco Verde? Perché ha deciso di dislocare l’Università ad Afragola e non crearla all’interno del Parco Verde così come chiesto dalla neonata Associazione culturale “Caivano Legalitaria”?

Per non parlare dell’enorme emorragia di denaro speso per la riqualificazione dell’ex Centro Delphinia, usato come spot della riqualificazione ma che in effetti non ha giovato alla comunità caivanese in termine di cura al degrado, dato che si era detto che tale centro sportivo potesse servire affinché i ragazzini sbandati degli addensamenti di povertà potessero praticare sport gratuitamente e occupare le loro giornate, togliendo così manovalanza alla microcriminalità, messaggio, questo, tanto sponsorizzato anche dal prete Patriciello dopo la venuta della Premier Giorgia Meloni e poi alla fine si scopre che in quel centro sono stati spesi circa tredici milioni di euro per avere dei campi sportivi, piscina e palestre sempre vuote, con prezzi per il fitto sopra la media locale, riempiti dai radical chic caivanesi solo quando il Commissario Ciciliano ha pensato bene di sponsorizzarsi, attraverso le associazioni del territorio dichiaratesi disponibili e funzionali al progetto di governo, con dei tornei gratuiti offerti alla cittadinanza. Praticamente da centro sportivo per gli indigenti del Parco Verde, quel posto, con la gestione di Sport e Salute e le Fiamme Oro è diventato una location sportiva per l’elite a nord di Napoli, dove solo chi è disposto a pagare cifre sopra la media, può permettersi il lusso di calcare quell’erbetta sintentica o terra rossa.

Un’altra nota dolente è quella che riguarda il Teatro Caivano Arte. Una perdita d’acqua mai vista, mai filmata e mai pubblicata a mezzo social da cittadini, dagli ex gestori o da qualche organo di vigilanza, mai nessuna denuncia menzionata a tal riguardo ma solo documentata attraverso le decisioni a contrarre del Commissario Ciciliano, ha fatto in modo che si spendessero più soldi per analisi, indagini e abbattimento che per la costruzione del nuovo immobile.

Infatti la decisione discutibile di abbattere un teatro che comprendeva una sala teatrale da 750 posti, un palcoscenico 16 Mt x 14Mt, una cabina regia con canali di ritorno a servizio di service tecnologico, 30 Camerini per capienza n° 100 persone tutti con bagni e docce, 1 sala prove in parquet mt 6 x mt 12, con camerini per n° 10 Persone, con annessi bagni e docce. Un Bar centrale zona foyeur, una sala conferenza e formazione in parquet e servita da Ascensore, una sala laboratorio, una sala informatica, un’infermeria, uffici, una sala insonorizzata, un foyer zona ingresso con servizi, un’altra sala teatrale con 90 posti con palcoscenico 3 Mt x 4 Mt. Una struttura Arena Esterna da 1200 posti con palcoscenico 6 Mt x 12Mt, un bar esterno, servizi esterni, un’area giardino e area parcheggio Interna ed Esterna è costata ai caivanesi € 1.703.278,54 dei circa tre milioni e cento dedicati alla riqulificazione del Polo della Cultura.

In poche parole sono serviti più soldi per abbattere un teatro con tutte quelle caratteristiche che per costruirne uno di dimensioni di gran lunga inferiori. E lasciateci pure il beneficio del dubbio che con il restante € 1.416.267,86 si possa restituire alla comunità caivanese un bene altrettanto funzionale.

Ma la ciliegina sulla torta è rappresentata dagli € 3.200.000,00 dedicati alla progettazione restauro ed adeguamento funzionale redatto dal Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria, del Personale e dei servizi – Direzione Generale delle
Risorse Materiali e delle Tecnologie – Ufficio VI – Gestione Immobili concernente la riduzione del rischio sismico con contestuale intervento di consolidamento strutturale, restauro architettonico e valorizzazione della struttura dell’ex edificio religioso “Chiesa di Santa Maria degli Angeli” attiguo al tribunale di Napoli nord ad Aversa in provincia di Caserta, da adibire ad aula magna al fine di rendere disponibili ulteriori spazi operativi nell’edificio principale del tribunale.

Se questi ultimi li aggiungiamo ai 2,5 milioni dell’Università di Afragola, abbiamo la “modica” cifra di 5,7 milioni di euro che dovevano servire alla riqualificazione del territorio di Caivano ma che escono fuori dal comune di Caivano. Praticamente scelte incommentabili.

Ma in tutto questo baillame mi accorgo sempre più che fa caldo, le temperature sono alte, moglie e figli della classe dirigente caivanese recriminano ferie estive e viaggi lussuosi. L’argine al sacco del territorio può aspettare. Le elezioni sono lontane e quando ci sarà da acchiappare per i caivanesi allora e solo allora, vedremo il “coraggio” pavido dei nostri “giustizieri” politici. Ai posteri l’ardua sentenza.

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Caivano

L’Associazione Caivano Legalitaria contro l’Universita ad Afragola: “Giù le mani dai soldi di Caivano”

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CAIVANO – Riceviamo e pubblichiamo: “Con gran stupore abbiamo appreso dalle pagine del quotidiano online Minformo.com (leggi qui) che alcuni fondi destinati alla nostra comunità, nello specifico 2,5 milioni di euro stanziati dai fondi FSC 2014-2020 per il finanziamento CIS, sono stati assegnati, attraverso un accordo firmato dai commissari prefettizi, il Commissario Straordinario per il risanamento di Caivano e l’Università “Federico II”, all’istituzione di un Centro di Compenza per studenti, imprenditori e operatori del Terzo Settore e favorire nuove opportunità di lavoro e sviluppo economico denominato “Urban Regeneration Factory”.

Il tutto dovrebbe sorgere non a Caivano bensì ad Afragola all’interno di un bene confiscato alla Criminalità organizzata e già in possesso del Comune di Afragola.

Non possiamo accettare uno smacco del genere. Il 15 Settembre 2023 dal Governo Meloni viene varato un decreto che prende il nome della nostra amata città. Un nome che ha fatto vergognare tutta la parte sana della nostra comunità. Un nome che ci ha etichettati per sempre come criminali, camorristi e nel silenzio abbiamo accettato che il Governo nominasse un Commissario Straordinario che potesse amministrare i fondi dedicati al risanamento e alla riqualificazione del nostro territorio.

Mai avremmo immaginato però che ancora una volta, Caivano potesse essere usata per giovare altri territori e altri interessi.

I due milioni e mezzo sottratti a Caivano e donati ad Afragola, durante la consiliatura Enzo Falco erano stati dirottati sulla riqualificazione della torre piezometrica del Parco Verde, perché il progetto originario del Centro di Competenza che doveva sorgere all’interno della zona ASI di Caivano si arenò nel tempo.

Quindi noi chiediamo ai Commissari prefettizi e al Commissario Straordinario di Governo che il Centro di Competenza universitario della “Federico II” venga realizzato proprio nell’immobile della torre piezometrica del Parco Verde.

Una visione che migliora in maniera esponenziale l’idea di Afragola, poiché nella location da noi indicata, a differenza di quella afragolese, sarà possibile usufruire di un vasto parcheggio, sarà possibile insediare un presidio di legalità in un quartiere degradato e quindi sarà utile alla riqualificazione sociale e culturale del Parco Verde e i fondi utilizzati ritorneranno ad avere il loro scopo originario, primario e prioritario”.

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Caivano

CAIVANO. Con i soldi dei caivanesi si costruisce l’Università ad Afragola nel bene confiscato alla criminalità organizzata.

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CAIVANO – Giusto per fare chiarezza, prima che il merito sia accreditato in maniera erronea, è giusto sapere che l’attuale Governo Meloni per il risanamento e la riqualificazione del territorio di Caivano ha stanziato circa 47 milioni e non 54 come più volte sentito dire, dato che i commissari a più riprese dichiarano di avere quest’ultima cifra a disposizione ma non specificando che 7 milioni di euro, in realtà, erano già nella pancia dell’ente comunale caivanese, grazie al lavoro dell’ex Ministro Carfagna che tra i € 199.473.707,29 stanziati con i fondi CIS  ‘Dalla Terra dei Fuochi al Giardino d’Europa’ in 52 comuni, a quello di Caivano furono assegnati € 4.779.673,45 durante l’Amministrazione Falco, la stessa Amministrazione che nel frattempo fu in grado di recepire altri € 1.819.362,55 attraverso altri fondi sovracomunali. Fino a formare un tesoretto di € 6.599.036,00 che sono stati inseriti nel Piano di risanamento e riqualificazione del Comune di Caivano redatto dal Commissario Straordinario di Governo Fabio Ciciliano.

All’interno dei circa 5 milioni di euro dei fondi CIS destinati al Comune di Caivano, durante l’Amministrazione Falco furono assegnati € 1.119.546,40 per la riqualificazione del Teatro Caivano Arte, € 1.160.127,05 per un progetto di videosorveglianza ed € 2.500.000,00 per una iniziativa promossa dal prete Maurizio Patriciello e presentata dal Comune di Caivano: la creazione di un incubatore in grado di offrire assistenza tecnica, accompagnamento e valutazione di progetti e iniziative di rigenerazione urbana e innovazione sociale, con l’intento di creare un Centro di Competenze per studenti, imprenditori e operatori del Terzo Settore e favorire nuove opportunità di lavoro e sviluppo economico denominato “Urban Regeneration Factory”. Di questo progetto, dato anche il disinteresse successivo del parroco, non se ne fece più nulla e l’Amministrazione Falco decise di dirottarli sulla riqualificazione della struttura adiacente la torre piezometrica del Parco Verde, funzionale alla creazione di un centro antiviolenza dedicato alle donne. Il resto è storia nota.

All’interno del Piano di risanamento del Commissario Ciciliano si legge che per il Polo della Cultura che dovrà sorgere sul sedime dell’ex Caivano Arte si è lasciati quei circa milione e duecento mila euro dei fondi CIS e si sono aggiunti altri 2 milioni presi dai fondi FSC 2021-2027 per un totale di circa 3,2 milioni per il nuovo auditorium di Caivano. Così vale anche per la videosorveglianza. Mentre quella che lascierà perplessi i cittadini caivanesi è la scelta che si decisi sulla destinazione di quei famosi 2,5 milioni di euro destinati al recupero della struttura della torre piezoelettrica.

Il 5 luglio scorso con la delibera della Commissione Straordinaria n.35 si è approvato uno schema di accordo di collaborazione tra Presidenza del Consiglio dei Ministri, Commissario Straordinario di Governo, Università degli Studi di Napoli “Federico II” e il Comune di Caivano per la realizzazione del Centro di Competenze denominato “Urban Regeneration Factory”.

Praticamente si è tornati all’origine dello stanziamento ma con una variante incredibile: All’interno dell’Accordo di Collaborazione firmato dal Commissario Ciciliano, il Magnifico Rettore della “Federico II” Matteo Lorito e la terna commissariale di Caivano – Filippo Dispenza, Simonetta Calcaterra e Maurizio Alicandro – si legge ad un certo punto che: considerato che sul territorio del Comune di Afragola, città confinante e funzionale al Comune di Caivano, insistono alcuni immobili confiscati in via definitiva alla criminalità organizzata ed assegnati all’Università degli Studi di Napoli Federico II per la costituzione di una propria sede nel territorio di Napoli nord, concernente la realizzazione di aule e laboratori e premesso che le Parti, nell’ambito delle rispettive responsabilità istituzionali, intendono, con il presente atto, definire la linea di collaborazione tra il Commissario Straordinario, l’Università degli Studi di Napoli Federico II e il Comune di Caivano, al precipuo fine di garantire il conseguimento dell’interesse pubblico comune sotteso alla corretta allocazione e gestione delle risorse finanziare messe a disposizione dal Fondo per lo sviluppo e la coesione 2014-2020 per il finanziamento del CIS «Dalla Terra dei fuochi al giardino d’Europa», destinate alla realizzazione del Centro di Competenze denominato “Urban Regeneration Factory”; Il Commissario Straordinario provvede a nominare il R.U.P., emettere le decisioni di contrarre su indicazione del R.U.P e ad adempiere a quanto descritto nel Piano Straordinario di interventi infrastrutturali; L’Università degli Studi di Napoli “Federico II” ad attuare le fasi di analisi, studio e realizzazione del Centro di Competenza e a realizzare la fase esecutiva concernente la realizzazione del Centro di Competenza nella sede confiscata alla criminalità organizzata sita in Afragola; Il Comune di Caivano provvede a mettere a disposizione i fondi CIS, ossia i due milioni e mezzo utili alla realizzazione del Centro di Competenza.

In parole povere, i soldi dei caivanesi spesi per l’Università di Afragola e tutto questo grazie alle decisioni intraprese dai Commissari che attualmente governano Caivano, al silenzio assordante degli organi elettivi che rappresentano Caivano in Parlamento e che siedono tra i banchi dell’opposizione dell’attuale governo e ad una classe dirigente totalmente ignava e assoggettata, prima alla camorra e adesso ai Commissari.

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