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Caserta

Appalti truccati, arrestato ex consigliere regionale

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CASERTA – Dopo una lunga e attenta indagine giudiziaria condotta a buon compimento dalla Procura della Repubblica, i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a diversi esponenti politici tra i quali Pasquale De Lucia, ex sindaco di San Felice a Cancello ed ex consigliere regionale, e Rita Emilia Nadia Di Giunta, ex consigliere comunale di Castel Volturno. Altre persone sono state raggiunte dai provvedimenti emessi dal gip locale come gli arresti domiciliari e il divieto di dimora nella Regione Campania.

I destinatari delle misure sono amministratori e dipendenti comunali di San Felice a Cancello, nonché imprenditori edili, tutti ritenuti responsabili dei reati di concorso esterno in associazione di stampo mafioso finalizzata alla corruzione. Grazie ad intercettazioni e acquisizioni documentali, è stato possibile constatare che tutti gli indagati avessero rapporti di connivenza con alcuni appartenenti al clan dei casalesi tra i quali Luigi Guida, Emilio Di Caterino e Antonio Zagaria, fratello del boss Michele. L’interessamento di tale sodalizio era tutto rivolto all’assegnazione dei lavori per la realizzazione della Zona Industriale di San Felice a Cancello, tuttora in fase di stallo per un importo totale di 1 milione e 350 mila euro, oltre che al rilascio di autorizzazioni amministrative in campo edilizio ed urbanistico. Un automatismo consolidato nella tristemente nota campagna dei voti di scambio. Per poter rafforzare l’impianto accusatorio e a titolo accessorio, unitamente alle misure cautelari, ai soggetti coinvolti sono stati anche sequestrati i conti correnti bancari e le proprietà.

Caserta

Giro d’affari tra marmitte e vetture rubate e rivendute: assessore casertano chiede il rito abbreviato

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Sono 84 gli episodi di furto di auto contestati agli imputati, avvenuti tra Capua, Caserta, Santa Maria Capua Vetere, Casagiove, Marcianise e Casoria, tra il 2018 e il 2019.

Dei 25 imputati, in tre hanno chiesto il rito abbreviato.

Tra di loro – come riportato da casertace.net – c’è anche l’assessore di Recale (Ce) Domenico Di Maio, accusato di aver fornito al gruppo, in cambio di pezzi di ricambio per auto, i mezzi di trasporto e locomozione necessari per la ricettazione e il riciclaggio di veicoli.

Il resto dei soggetti coinvolti andrà avanti con il rito ordinario.

Per Di Maio, difeso dall’avvocato Nando Trasacco, la procura di Santa Maria Capua Vetere voleva aggiungere ai capi d’imputazione l’aggravante dell’associazione a delinquere, circostanza già negata al momento dell’emergere dell’inchiesta e della firma delle custodie cautelari da parte del gip.

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Caserta

Incendio in casa nel Casertano, otto ragazzini tra le fiamme: sei scappano, gli altri due salvati dai Vigili del Fuoco

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Un incendio è divampato, questa notte, in un appartamento all’ultimo piano di uno stabile di Curti, in provincia di Caserta, in cui viveva una famiglia di nazionalità tunisino-egiziana con otto ragazzini. Ad intervenire sono stati i vigili del fuoco.

Sei degli otto adolescenti, alla vista delle fiamme, sono riusciti a scappare in strada, mentre altri due sono scappati sul tetto del palazzo, e sono stati salvati dai pompieri con l’ausilio di un’autoscala, giunta dalla sede centrale del Comando.

La squadra dei vigili del fuoco di Caserta ha tratto in salvo anche i genitori dei ragazzi e ha lavorato con velocità per evitare che le fiamme, che già aveva coinvolto parte dell’appartamento, si propagassero alle abitazioni vicine.

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Caserta

Cani avvelenati e decapitati nel giro di 10 giorni: orrore nel Casertano

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I volontari di “Stop Animal Crimes Italia” hanno fatto una drammatica scoperta: in un cassonetto della spazzatura, ubicato presso il cimitero di San Pietro Infine (Ce), hanno trovato un cane decapitato. Secondo l’associazione si tratterebbe del terzo animale trovato morto in pochi giorni.

“Giunti in loco abbiamo preso atto che dall’interno del sacco fuoriusciva non solo un forte odore di carne in decomposizione ma anche la testa di un cane”.
Per questa ragione gli attivisti intervenuti hanno subito provveduto a richiedere l’intervento dei Carabinieri che giungevano sul posto, fino all’intervento della Asl veterinaria che ha ritenuto che i cani potrebbero essere stati avvelenati.
“Sporgeremo denuncia per il reato di uccisione di animali e smaltimento illecito di rifiuti, essendo le carcasse rifiuti speciali e chiederemo di capire il motivo per cui siano stati trovati all’interno di sacchi in uso al servizio comunale cimiteriale ovvero per esumazione ed estumulazione. Dieci giorni fa avevamo denunciato il ritrovamento di due cani morti, verosimilmente avvelenati, segno che nel Comune di San Pietro sta succedendo qualcosa di molto strano e violento nei confronti dei cani; dopo la nostra denuncia dei cani seguiti dai volontari non vi era più traccia e il ritrovamento di ieri potrebbe lasciare spazio a ipotesi molto gravi in ordine a reati e alla morale degli autori di questi scellerati atti. Invitando i cittadini a segnalarci altri fatti analoghi, seguiremo le denunce con molta attenzione affinché i responsabili di simili barbarie vengano individuati e puniti, e non è la solita frase di circostanza”.

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