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Hotel Rigopiano, Charlie Hebdo e gli uomini da un piatto di lenticchie

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charlieResta l’amaro in bocca quando non si riescono a salvare vite, si resta delusi, ci si attacca alla polemica dei soccorsi in ritardo, degli elicotteri che non volano, ai politici delle passerelle, o ogni altra cosa che possa, in qualche modo, renderci solidali con chi sta soffrendo.

E non voglio fare la solita, retorica, disputa del “domani avremo dimenticato”, del “tanto succederà di nuovo”, “intanto voi state al calduccio”.

Resta e resterà una sconfitta per ognuno di noi la morte di un altro uomo in circostanze tragiche.

Una valanga, il terremoto, il crollo di una palazzina in un interland qualsiasi, resta una tragedia che deve essere digerita per andare avanti, senza dimenticare, e non solo facendone memoria, ma assurgerla a memoriale, così che si possa pienamente rivivere per ancorare all’anima ciò che si sarebbe potuto fare per evitare.

Però ci si può sempre lucrare, con la ricostruzione, con lo sciacallaggio mediatico delle dirette televisive, attraverso l’esternazione ostentata e falsa di certi conduttori televisivi, con le vignette, quelle di Charlie Hebdo ad esempio.

Una vignetta del tutto priva di gusto, di senso, di ironia e di stimoli alla riflessione, quale sarebbe lo scopo della satira.

Non si dovrebbe speculare sui morti, tantomeno cercare di trarne fama o ricchezza, i morti, quei morti erano uomini come gli uomini che hanno disegnato quelle indegne vignette.

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Dal Mondo

Bangladesh, studenti assaltano il carcere di Narsingdi: liberi centinaia di detenuti

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Alcuni studenti che manifestano in Bangladesh hanno assaltato il carcere nel distretto centrale di Narsingdi, liberando “centinaia” di detenuti prima di dargli fuoco.

Lo riferisce un funzionario di polizia. “I detenuti sono fuggiti dal carcere e i manifestanti hanno dato fuoco alla prigione“, ha detto. “Non conosco il numero esatto dei detenuti, ma si tratterebbe di centinaia”.

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Attualità

Russia, giornalista americano del Wall Street Journal condannato a 16 anni per spionaggio

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Il giornalista americano del Wall Street Journal, Ewan Gershkovich, è stato condannato a 16 anni di prigione per spionaggio da scontare in una colonia penale di massima sicurezza in Russia. Lo rende noto la Corte citata da Interfax.

A distanza di 15 mesi dal suo arresto, il giovane corrispondente del WSJ è comparso sul banco degli imputati al tribunale di Yekaterinburg. Sono tanti gli osservatori che considerano del tutto infondata l’accusa di spionaggio, inventata di sana pianta da Mosca per colpirlo.
Il Wall Street Journal parla apertamente di “processo farsa”. Le autorità russe sostengono che il reporter americano abbia  raccolto “informazioni segrete” su una fabbrica di carri armati  su “istruzione della Cia”. Ma non presentano nessuna prova. Il  processo si svolge a porte chiuse, in segreto. In un momento storico in cui in Russia la libertà di stampa è quotidianamente calpestata e il dissenso represso.

Rischia 20 anni di reclusione. Ma molti ritengono che dietro la sua vicenda vi siano in realtà le tensioni tra Mosca e Washington.
   

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Attualità

Olimpiadi 2024, Papa Francesco: “Auspico una tregua olimpica”

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“I Giochi Olimpici sono, per loro natura, portatori di pace e non di guerra. È con questo spirito che l’Antichità stabilì saggiamente una tregua durante i Giochi e che l’età moderna tenta regolarmente di riprendere questa felice tradizione.
In questo periodo travagliato in cui la pace nel mondo è seriamente minacciata, auspico vivamente che tutti siano desiderosi di rispettare questa tregua nella speranza di una risoluzione dei conflitti e di un ritorno all’armonia”.


Lo ha affermato Papa Francesco nel Messaggio inviato all’arcivescovo di Parigi, mons. Laurent Ulrich, per i Giochi Olimpici che avranno luogo nella capitale francese dal 26 luglio all’11 agosto prossimi.

“Che Dio abbia pietà di noi! Illumini le coscienze di coloro che detengono il potere sulle gravi responsabilità che incombono su di loro, conceda agli operatori di pace il successo nei loro sforzi e li benedica”, dice ancora il Pontefice nel Messaggio.

“Auspico che l’organizzazione di questi Giochi costituisca per tutto il popolo francese una grande occasione di concordia fraterna che consenta, al di là delle differenze e delle contrapposizioni, di rafforzare l’unità della Nazione”, aggiunge.

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