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CASAVATORE – Tornano a brillar le Stelle

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LOCANDINA 5 MARZO
CASAVATORE- Domani mattina, a partire dalle 10,00 in Piazza Gaspare di Nocera, nello spazio antistante la casa Comunale, interverranno portavoce regionali, della Camera e del Senato, per parlare di TRASPARENZA. Sarà un’occasione di confronto tra meetup di diversi territori, presenti nei Comuni di Crispano ed Arzano, il primo sciolto insieme a Casavatore per motivazioni sovrapponibili ed il secondo ormai prossimo all’uscita dalla gestione commissariale sopraggiunta anch’essa a seguito di scioglimento ed in attesa di nuove consultazioni. Non mancate.

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Caivano

CAIVANO. Il Sindaco al posto di prendere le distanze dalla camorra querela i giornalisti.

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CAIVANO – C’è qualcosa che non va nei pensieri del Sindaco Enzo Falco. Che fosse un politico sprovveduto, questo, l’ho sempre scritto ma che avesse anche le idee confuse, questo non me lo sarei mai aspettato.

Ieri nel mio editoriale (leggi qui), ho chiesto alla fascia tricolore di fare chiarezza, di rispondere ad alcuni miei quesiti e contestualmente spiegare ai cittadini caivanesi perché nella città da lui amministrata non si è ancora tentato di indire una gara pubblica sulla raccolta rifiuti, visto che negli ultimi giorni la camorra ha fatto capolino sull’argomento attraverso missive minatorie all’indirizzo di un coordinatore cittadino.

In realtà stamattina la risposta da parte del primo cittadino c’è stata. Ho saputo che Enzo Falco ha querelato sia il sottoscritto che il collega Ciro Pisano che in un suo articolo gli ha chiesto, invece, di prendere pubblicamente le distanze dalla camorra e dalla criminalità organizzata sul territorio.

Insomma il sindaco querela i giornalisti che lo invitano ad agire contro la criminalità organizzata. E la camorra? Mio caro Sindaco la camorra dove la mettiamo? Ne vogliamo parlare?

Perché se un giornalista chiede ad un Sindaco lumi sulla mancata pubblicazione di una gara europea sui rifiuti, visto che l’argomento diventa scottante perché da indiscrezioni la criminalità organizzata vuole mettere le mani sull’appalto e un altro giornalista, esplicitamente chiede di prendere le distanze dalla camorra e dalla criminalità organizzata, il Sindaco, alla fine, al posto di prendere le distanze dalla camorra querela i giornalisti?

Il dubbio ora mi assale ancora di più. Cos’è che il Sindaco ritiene sia più giusto? Comunicare ai cittadini la sua distanza da alcuni ambienti o querelare i giornalisti per zittirli o nella peggiore delle ipotesi, giustificarsi davanti alla Magistratura un domani che qualche nostro articolo, come accaduto già in passato – guarda caso sempre sui rifiuti – apra gli occhi in Procura?

Spero vivamente di essere chiamato quanto prima dal Pubblico Ministero perché ho ancora tante altre cose da dire. Come scriveva Pasolini nel 1974: “io so ma non ho le prove”. Ai posteri l’ardua sentenza!

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Caivano

CAIVANO. Mentre il Sindaco gioca a fare l’antimafia la camorra tenta di mettere le mani sui rifiuti

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CAIVANO – Nell’ultimo comune a nord di Napoli la raccolta rifiuti rappresenta una dannazione. Da sempre la politica non è in grado di mettere su un bando di gara ad indizione pubblica di tipo europeo per assicurare ai cittadini un servizio degno dei soldi che pagano all’ente attraverso la TARI.

Cambiano i musicanti ma la musica è sempre la stessa. Oggi gli attori non sono più quelli di sei anni fa, a partire dalla politica per finire ai dirigenti, eppure i problemi rimangono. Le ultime notizie dei rinvii a giudizio sulle indagini svolte dalla magistratura sulla gara truccata assegnata alla Buttol srl nel 2016, a queste latitudini, non hanno insegnato nulla.

Appariva strana, infatti, la voglia del primo cittadino, nascondendosi dietro alla Green Line e al fatto che fosse una ditta ad Amministrazione Pubblica gestita dalla Prefettura, di formare un’azienda in house del Comune di Caivano. Stonava la sua caparbietà nel voler creare un nuovo carrozzone clientelare in stile I.Gi.Ca. e forse oggi abbiamo le risposte.

Mentre la fascia tricolore caivanese si spaccia per colui che ha fatto destituire il famoso “presepe” dal marciapiede del Parco Verde ripristinando la legalità e mentre si immola, in maniera super demagogica, davanti agli smartphone delle dirette social locali proclamandosi in maniera del tutto autoreferenziale l’unico e vero paladino della giustizia sul territorio, non fa luce sulle recenti minacce ricevute da un segretario di partito di maggioranza.

Da indiscrezioni raccolte in esclusiva da Minformo, a Caivano la criminalità organizzata fa di nuovo capolino sull’appalto raccolta rifiuti. Dopo essere riuscita a piazzare qualche parente di qualche boss all’interno del cantiere, ora tenta di controllare l’agenda politica ecologica, facendo arrivare missive nella cassetta postale di qualche coordinatore cittadino con l’obiettivo di impedire l’indizione di una gara pubblica sulla raccolta rifiuti. Minacce già denunciate presso la Procura della Repubblica dal diretto interessato.

Tenendo conto che il PEF allo stato attuale, nel comune gialloverde, ha pure superato abbondantemente gli otto milioni e mezzo di euro annui, non ci si meraviglia se la camorra ha intenzione di mettere le mani su un appalto di circa 50 milioni di euro.

Allora vorremmo chiedere al Sindaco – che in alcuni casi ha pure evitato di nominare il termine “camorra” – come mai non è stato ancora in grado di indire una gara pubblica sulla raccolta rifiuti, visto che l’Art. 42 ANAC prevede che l’indizione pubblica può essere predisposta, pianificata e gestita da quest’ultima sollevando l’Amministrazione da qualsiasi responsabilità? Perché al posto di immolarsi a paladino della giustizia in operazioni militari non dipese da nessuna delle sue azioni, non dipana i dubbi ai propri cittadini sulla gara europea della raccolta dei rifiuti? O meglio. Non rende edotti i cittadini, se attualmente esiste o meno un’ingerenza della criminalità organizzata sull’appalto della raccolta rifiuti? Il popolo attende risposte.

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Napoli

Elezioni Politiche. Napoli si conferma una nazione a parte. Nel resto d’Italia vince il centrodestra a Napoli il M5S

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NAPOLI – In gergo, noi napoletani, quando andiamo all’estero siamo soliti dire: “Nun ce sta niente a fa, c’avimma sempre distinguere” ed è vero. Napoli è una piccola nazione nella nazione. Siamo la terza repubblica all’interno dello stivale dopo San Marino e Città del Vaticano e lo dimostrano i risultati delle ultime elezioni politiche.

Mentre il resto d’Italia si tinge di blu, ai napoletani invece piace il giallo, quello dell’assistenzialismo, del pressapochismo, della sprovvedutezza, del precariato della politica e dell’incompetenza.

Mentre gli italiani portano agli onori della cronaca politica Giorgia Meloni col suo 26,06% nella coalizione di centrodestra vincitrice di queste elezioni col 43,87%, a Napoli si registra la vittoria del Movimento 5 stelle col 41,36% facendo registrare sette dei nove seggi uninominali assegnati al partito di Conte.

Una visione della politica in controtendenza da sempre quella dei napoletani, che da sempre con le proprie scelte relegano la propria città ai margini della società.

Adesso sarà bello vedere, magari con la guida di Giorgia Meloni chissà, come si comporterà il futuro governo di centrodestra, nei confronti della città di Napoli, che non solo non ha preferito il programma dei conservatori italiani ma che presenta pure un’Amministrazione targata PD.

Purtroppo a farla da padrona nella vecchia capitale del Regno di Napoli è ancora quel sentimento personalistico che consente ad ogni singolo individuo di pensare prima e solo ai propri interessi. Per intenderci, il sentimento del “si salvi chi può”.

Ed è proprio quel sentimento, basato sulla voglia di tutelare e rinforzare i sussidi del Reddito di Cittadinanza che ha permesso al partito di Conte di far entrare in Parlamento gente semianalfabeta che pone la nostra città ai margini della futura agenda politica.

Si miei cari lettori, avete letto bene: semianalfabeti.

Perché chi ha votato il M5S in realtà non conosceva affatto i personaggi che questa legge elettorale balorda ha consentito di far eleggere. Una legge che ai partiti tradizionali, almeno a Napoli, gli si è ritorta contro.

E ora!? Ora i napoletani non hanno più alcun alibi. Se le cose, in questa città, per i prossimi cinque anni, non andranno secondo i loro desideri, a partire dalla conferma del Reddito di Cittadinanza, sarà solo ed esclusivamente colpa loro.

D’altronde è da un mese che non si fa altro che dire che Giorgia Meloni, una volta eletta, si batterà affinché sarà abolita la misura del Reddito di Cittadinanza e con Conte, oramai relegato all’opposizione, quali garanzie avranno i percettori? Nessuna. Ecco perché la cosa utile da fare è sempre quella di informarsi sulla vita politica del proprio Paese e non alzarsi dalla sedia solo quando si deve votare, scegliendo, tra l’altro, sempre quello che fa più comodo a se stessi.

Purtroppo per Napoli e per i napoletani l’aforisma che recita: “Il livello culturale della politica che amministra un Paese è di pari livello a quello di chi lo elegge” non è mai stato così attuale.

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