Un discorso autoreferenziale, quello di Marfella, in cui non mancano stoccate al sistema del lavoro nero, come se fosse di facile risoluzione in un Italia che conta cinque milioni di poveri a cui la chiesa dovrebbe dare un minimo di attenzione più che ai proclami apocalittici.

Marfella viene a Caivano e, ovviamente, proclama le sue competenze dall’altare di una cattedra invisibile e getta fango su un’amministrazione comunale, quella dell’allora sindaco Pippo Papaccioli.

“Ricordo la prima volta che venni a Caivano a causa dei problemi ambientali e non fu da Padre Maurizio al Parco Verde, ma fui invitato da una associazione ambientalista del centro con la presenza del sindaco di allora, Giuseppe Papaccioli, medico igienista.

Fui molto colpito dalla totale assenza di consapevolezza di Papaccioli del problema costituito dalla mancanza di controllo e di tracciabilità dei rifiuti speciali, industriali e tossici, pur lavorando bene quella amministrazione sul versante dei rifiuti urbani”.

A trascrivere il suo discorso è il giornale di Caivano solito, specialmente in questo periodo a tenere una linea editoriale che favorisce, in modo anche poco velato, le aspirazioni di governo del PD locale, lo stesso che è presente tra i banchi di un’opposizione che ha l’unico scopo di mandare a casa l’attuale Sindaco Simone Monopoli.

La chiosa del discorso del medico è quella classica di chi sa che la sua fama mediatica gli da un vantaggio verso l’avversario e, dopo aver compreso che non porta voti, prova almeno a dirigere verso se stesso i vantaggi di una tragedia che la Campania vive ormai da anni.

Chissà se Papaccioli, oggi, sa che la priorità a Caivano sono i rifiuti speciali industriali e tossici e non i rifiuti urbani….

Padre Maurizio lo dice sempre, solo con la mia conoscenza e le mie relazioni hanno capito per la prima volta quale fosse il problema vero, in Terra dei fuochi.

Padre Maurizio, dunque, secondo il “dottore” gli ha dato la cattedra di ricercatore e lo ha promosso a tossicologo ufficiale della ”terra dei veleni”, non quella dei “fuochi” nome che non può utilizzare perché marchio registrato, ma che, purtroppo per lui, non gli ha dato i voti necessari per “fare” il sindaco a Napoli.

Ma non parliamo troppo del prete, l’uomo del perdono dedito  alla querela, andiamo oltre.

La risposta, in un commento su facebook sulla pagina del giornale, non si fa attendere e Pippo lo fa alla sua maniera, con toni e modi che da un  lato accarezzano e dall’altro picchia duro:

“Leggevo da qualche parte questa nota che sottopongo al direttore del giornale L’autoreferenzialità e l’autocelebrazione monologica è tipica dei cercatori di spazi ad ogni costo, spero che le scoperte degli scienziati di turno ci aiutino a consegnare ai posteri una terra meno martoriata che sia amministrata da eletti capaci illuminati da predicatori efficaci che intercedano con il buon Dio .

Che il ventriloquio utilizzi le proprie idee i propri dati e le proprie conoscenze e non solo i propri sogni abusando dell’assenza del contraddittorio.

La memoria di ciascuno di noi sia sempre lucida senza invenzioni od attribuzione di pensieri o consapevolezze ad altri ma disquisendo sulle proprie.

Pronti sempre e disponibili a tutti i confronti pubblici ed a lavorare con la propria faccia e con le proprie idee e conoscenze senza nulla togliere alla letteratura ed alle pubblicazioni scientifiche di chicchessia ,dopo averle reperite su riviste autorevoli e sottoposte al vaglio della scienza ufficiale.

Si proponga qualcosa di serio ci si sottoponga al giudizio degli elettori si vincano elezioni e si vada ad amministrare è solo dopo di ciò paritariamente si facciano i conti ,…e questa volta con l’oste!

Poi continua nel commento successivo:

La storia si costruisce con gli accadimenti e non con le invenzioni fantasiose di chicchessia, il direttore del giornale in genere è molto attento e cauto e sicuramente vorrà far chiarire in grassetto le apodittiche affermazioni di un professionista che stranamente debordano ogni possibile immaginazione, sicuramente refusi di trascrizione visto che nessuna attinenza con la realtà hanno le citate affermazioni ne si possano attribuire tali atteggiamenti a chi quotidianamente con professionalità certificata svolge il proprio lavoro senza la necessità di mendaci affermazioni”.

A Pippo, di cui conosciamo bene la storia umana e professionale, porgiamo le scuse da parte di tutte le persone che, come noi, amano ancora pensare con la propria testa.

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