CAIVANO – Questa sera i tredici consiglieri che hanno depositato Lunedì scorso la mozione di sfiducia al sindaco Monopoli presso il protocollo del Comune con la soluzione di dibattere la mozione al Consiglio comunale, hanno cambiato idea, si sono dati appuntamento sotto l’ufficio notarile per sfiduciare il primo cittadino senza passare per l’Assise pubblica.

In poche parole sono state confermate le riflessioni fatte da Minformo, la mozione di sfiducia intentata dai tredici consiglieri non era che un altro “ricatto politico” atto ad intimidire il sindaco e indurlo o ad aprire il cosiddetto “mercato delle vacche” oppure a farlo depositare le dimissioni dimostrando ai caivanesi di non essere all’altezza del proprio mandato. Invece non hanno potuto fare altro che prendere atto che davanti a un sindaco che non si è piegato al famoso “ricatto politico” così come non si è piegato davanti all’intimidazione della mozione di sfiducia ma addirittura ha sfidato i consiglieri a fare chiarezza davanti all’opinione pubblica, hanno solo potuto sottrarsi al confronto che molto probabilmente – e questo lo dimostrano con il loro comportamento – ne uscivano sicuramente con le ossa rotte.

La cosa più triste è che l’opposizione che nulla ha prodotto durante questa consiliatura verrà ricordata come la stampella dei dissidenti, dopo che il PD ha rappresentato la stampella dell’amministrazione Falco. Adesso a Caivano arriverà un commissario prefettizio, un burocrate che non farà altro che aumentare le imposte per far quadrare i conti e si assisterà di nuovo alla farsa delle campagne elettorali dalle false promesse.

Un dato certo i cittadini caivanesi lo avevano, un sindaco integerrimo che è stato sfiduciato da consiglieri comunali che hanno preferito scappare dal confronto per rifugiarsi nei propri scantinati politici. Ai posteri l’ardua sentenza.

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