
Cardito
CARDITO, il gruppo consiliare “Insieme per Cardito” si riorganizza e punta su un convegno
Pubblicato
9 anni fail
CARDITO – L’altro ieri sera (Mercoledì 20 Settembre 2017 ndr) consiglieri, assessore, militanti e simpatizzanti del gruppo “Insieme per Cardito” si sono dati appuntamento in un noto ristorante di Frattamaggiore. L’occasione è stata propizia per tracciare una nuova linea politica che rompesse un po’ le righe con tutto quello che appartiene al passato e che in quello prossimo ha alzato qualche polverone in più sul territorio. Infatti, stando ad alcune indiscrezioni raccolte in esclusiva da Minformo, l’aria che si respirava quella sera era quella serena che stabilisce un’unità di intenti che un gruppo di maggioranza deve avere per far si che possa difendersi da vari attacchi creati ad hoc da chi tenta di destabilizzare l’ambiente politico di governo a Cardito.
I punti di riferimento di questo gruppo, almeno stando a ciò che si è visto quella sera nel noto locale di Frattamaggiore, sono senza dubbi i due consiglieri di maggioranza Andrea Russo e Michele Fusco ed è proprio grazie al supporto di quest’ultimo che appare ancora più saldo l’insieme di persone che testimonia sempre più anche la leadership di Andrea Russo che non a caso in quell’occasione sedeva a capo tavola, il quale ricambiava sguardi e parole di approvazione da parte dei commensali. Insomma il nuovo progetto “Insieme per Cardito” ruota tutto intorno alla figura di Andrea Russo, professionista di Cardito, giovane commercialista carismatico e che raccoglie molta stima negli ambienti politici del centro sinistra regionale. In poche parole, come lo definisce qualcuno dei suoi colleghi di partito, un ottimo cavallo da corsa.
Forse Mercoledì scorso è stata sancita proprio una nuova figura politica o forse semplicemente un rinnovamento di un semplice gruppo politico che vuole uscire fuori dalle polemiche inutili dei giorni scorsi, chissà. Fatto sta che i presenti in sala discutevano animatamente su quelli che possono diventare veri problemi da qui a poco. Non sono passate inosservate le partite politiche intraprese tra il gruppo di Nunziante Raucci e il gruppo dei fedelissimi di Cirillo, non a caso proprio Andrea Russo è uno degli elementi del famoso “patto di consultazione” eretto insieme ai consiglieri Pasquale Chiacchio e Giovanni Aprovidolo. Un’altra partita politica si giocherà al prossimo Convegno del PD di Cardito dove si dovrà decidere il nominativo del nuovo segretario di partito. Adesso già è cominciata la corsa ai tesseramenti per accaparrarsi un ingente peso politico all’interno del partito di Renzi a Cardito per poter essere abbastanza determinante sul risultato delle urne. Da indiscrezioni trapelate, pare che Andrea Russo stia lavorando alacremente per raggiungere l’obiettivo degli ottanta tesserati. Un lavoro simile lo sta facendo Nunziante Raucci che dal canto suo vorrebbe che il segretario del PD uscisse tra i suoi uomini, proprio perché determinare la segreteria di partito a Cardito, in questo momento storico, vale a dire assicurarsi la leadership del futuro.
Non a caso, evidentemente, al di là dell’organizzazione che “Insieme per Cardito” mercoledì sera tentava di mettere su per un congresso che presenti con tutti i crismi e i carismi le innovazioni e i rinnovamenti del gruppo a partire dal nuovo logotipo, sembra che quell’incontro avesse anche sancito il fatto che laddove il sindaco Cirillo auspicasse – come parecchi commensali di quella cena credono – ad una candidatura a livello regionale, l’antagonista naturale di Nunziante Raucci alle prossime elezioni amministrative potrebbe essere proprio Andrea Russo o almeno questo e quello che si augurano i componenti del “rinnovato” gruppo di “Insieme per Cardito”.
Tra i protagonisti della serata c’erano tutti, i due consiglieri, la nuova assessora: la bellissima Mina Lanzano, la segretaria o coordinatrice fresca di nomina Daniela Portella con il suo consorte, i fondatori tra cui Vincenzo Soritto, Mario Trappoliere e tanti altri. La serata è finita dandosi appuntamento per organizzare un convegno dove verrà presentato per primo il nuovo logo del gruppo che sarà elaborato dall’agenzia di comunicazione che già cura l’immagine dell’intero movimento. Poi verranno presentate alla cittadinanza sia la nuova assessora Lanzano che la segretaria Portella votata all’unanimità da tutti gli appartenenti che in occasione della cena di Mercoledì è stato preso atto e ratificato il documento che attesta il nuovo assetto politico del movimento “Insieme per Cardito”. Dove all’interno di esso si legge che i componenti (consiglieri, assessore, segretario, militanti e simpatizzanti) prendono le nette distanze dalla decisione e dai modi nei quali l’ex coordinatore del partito Giuseppe Di Micco abbia comunicato al gruppo di aderire al movimento “Campania Libera” che fa capo al Governatore De Luca e inoltre gli stessi componenti demandano al gruppo consiliare di far pervenire nelle mani del sindaco tale documento. In questo modo gli appartenenti a “Insieme per Cardito” tentano di mettere fine a questa triste parentesi del coordinatore e proprietario del logo, volgendo anche lo sguardo al futuro e intravedendo nella figura di Andrea Russo il loro futuro leader.
Ti potrebbe piacere

Cardito, tutto pronto per la presentazione del libro ‘Supermercati’

Paura in provincia di Napoli, tre furti in meno di 48 ore: la situazione

Cardito, rapina a mano armata in un negozio: arrestate due persone

Crollo palazzina a Cardito, famiglie ancora fuori dalle loro case: i dettagli

Tragico incidente sull’asse mediano, 24enne morto sul colpo: i particolari

Cardito ospita l’arte di Antonella De Santis: le ultime
Afragola
ACCC19. Welfare lumaca: la ghigliottina dello “spoils system” e la propaganda di Angelino fermano i soldi per 86 disabili gravissimi
Pubblicato
3 settimane fail
17 Luglio 2026
CAIVANO – AFRAGOLA – C’è un’arte in cui l’Amministrazione Angelino non teme rivali, e non è quella del buon governo, della pianificazione strategica o del rispetto dei codici. No, l’arte in cui questa giunta eccelle, raggiungendo vette di cinismo politico difficilmente eguagliabili, è la propaganda fotografica. Il “welfare da clic”, lo storytelling dell’inclusione che viaggia sui canali social a colpi di comunicati stampa infarciti di parolone altisonanti: “coordinamento Unitario”, “cabina di regia istituzionale”, “strategia complessiva di coesione”.
Prendete l’ultimo capolavoro social del Sindaco di Caivano, Antonio Angelino. In posa plastica attorno a un tavolo della sede del Commissariato straordinario di Governo, il primo cittadino celebra in pompa magna il trionfo della “rete sociale territoriale”. Ci sono tutti: assessori regionali, fondazioni nazionali, sigle storiche del terzo settore, asfissianti elenchi di sigle e autorità messi in fila per dimostrare che Caivano è “protagonista del proprio cambiamento attraverso una regia pubblica forte”.
Poi, però, si spengono i riflettori dello smartphone, si posa la fotocamera e si entra negli uffici dell’Azienda Consortile A.C.C.C. (Ambito N19), l’ente strumentale che unisce i Comuni di Afragola, Caivano, Cardito e Crispano per gestire i servizi sociali. E qui la fiction di Angelino – che dell’Azienda Consortile è nientemeno che il Presidente del Consiglio di Amministrazione – si scontra con una realtà contabile e umana semplicemente agghiacciante.
Mentre il Presidente-Sindaco si fa immortalare al tavolo della “rigenerazione sociale”, 86 famiglie del territorio, precipitate nell’estrema fragilità, sono ancora in attesa del contributo destinato ai disabili gravissimi.
I soldi ci sono, i mandati no: il cortocircuito dell’incapacità
La cosa più grave, in questa palude burocratica, è che non si può nemmeno agitare il logoro spettro della “mancanza di fondi”. No, la Regione Campania i compiti a casa li ha fatti: con un decreto pubblicato lo scorso 2 maggio, Palazzo Santa Lucia ha ripartito e liquidato agli Ambiti Territoriali il 30% delle risorse disponibili. Nelle casse dell’Azienda Consortile presieduta da Angelino sono arrivati 338 mila euro. Soldi liquidi, freschi, vincolati.
E allora come mai, a distanza di mesi, quelle 86 famiglie che affrontano quotidianamente il dramma della disabilità gravissima non hanno visto un solo euro? Che fine hanno fatto quei 338 mila euro? Sono forse rimasti incagliati nei cassetti della burocrazia consiliare a fare la muffa per colpa dell’inefficienza gestionale di chi dovrebbe firmare i mandati di pagamento con la massima urgenza?
Viene da porre una serie di domande dirette al Presidente del CdA, nonché Sindaco, Antonio Angelino:
Conosce, signor Sindaco, lo stato attuale delle casse dell’Azienda che presiede? Ha mai verificato i saldi e le giacenze dei capitoli destinati alle fasce deboli?
È a conoscenza della lentezza esasperante e ingiustificabile delle transizioni economiche del suo Ente, capace di trasformare un trasferimento regionale immediato in un’attesa infinita per l’utente finale?
Conosce, anche solo per interposta persona, le difficoltà quotidiane, materiali e psicologiche, delle famiglie fragili che hanno un disabile gravissimo all’interno del proprio nucleo e che su quei contributi basano l’acquisto di cure, medicinali e assistenza essenziale?
Meno demagogia, più assistenza vera
È troppo comodo blindarsi nelle stanze della Cabina di regia con Save the Children, Fondazione con il Sud e le delegazioni regionali per produrre “metodi di lavoro fondati sulla collaborazione” se poi l’ordinaria amministrazione, quella che incide sulla carne viva della povera gente, è totalmente paralizzata.
Un vero amministratore si misura sull’efficacia dei mandati di pagamento per i disabili, non sul numero di like raccolti sotto una foto istituzionale. La cura e l’assistenza reale non si fanno con i tavoli di concertazione permanente che servono solo a “indirizzare gli interventi” futuri; si fanno liquidando oggi ciò che spetta di diritto ai cittadini oggi.
Caro Sindaco Angelino, spenga i social, rimetta in tasca il telefono e firmi i mandati per quelle 86 famiglie. Meno demagogia da passerella e più fatti. Perché la disabilità gravissima non aspetta i comodi della sua “regia pubblica forte”.
L’ingranaggio inceppato: il prezzo politico dello “spoils system” selvaggio
Naturalmente, per i professionisti della giustificazione, tutto questo sarà derubricato a una “sfortunata coincidenza”. Ma le coincidenze, in politica, hanno quasi sempre un nome, un cognome e una precisa responsabilità amministrativa. Il blocco di quei 338 mila euro coincide, infatti, con il caos istituzionale generato dal cambio al vertice dell’Azienda Consortile e dal contestuale insediamento della nuova amministrazione del Comune capofila di Afragola. Pur di soddisfare la brama di “spoils system” e occupare militarmente le poltrone dei servizi sociali, si è voluto azzerare tutto, inceppando una macchina già fragile.
Prima si è costretto un direttore dimissionario a firmare un interpello interno palesemente illegittimo – escludendo il personale di Afragola in violazione dello Statuto – pur di nominare un “facente funzioni” del facente funzioni. Poi, per assecondare i diktat dei nuovi equilibri politici, si è proceduto alla frettolosa nomina del nuovo Direttore Generale, Silvia Martino, ignorando i requisiti statutari e, soprattutto, violando le più elementari norme sulla trasparenza: ad oggi, infatti, il decreto di nomina non è mai stato pubblicato sull’Albo Pretorio.
Questo groviglio di forzature burocratiche e procedure fuori legge ha prodotto l’unico risultato prevedibile: la totale paralisi amministrativa. Mentre la nuova dirigenza s’insedia senza atti ufficiali pubblici e il Presidente del CdA si adegua ai giochi di potere delle coalizioni vicine, gli uffici si ingolfano e le transazioni economiche si fermano. L’incapacità gestionale di questa nuova classe politica si misura proprio qui: aver sacrificato l’assistenza vitale di 86 famiglie sull’altare di una spartizione di poltrone tanto efferata quanto amministrativamente analfabeta.
Afragola
AFRAGOLA. ACCC19. Le capriole del “Sistema Giusto” e i dilettanti della trasparenza. Sull’Albo Pretorio non esiste il Decreto di nomina del Direttore Silvia Martino
Pubblicato
3 settimane fail
14 Luglio 2026
AFRAGOLA – C’era una volta la retorica del “cambiamento”, del risanamento morale, della trasparenza sbandierata ai quattro venti contro il vecchio “Sistema”. Ad Afragola, da quando si è insediata l’amministrazione del sindaco Gennaro Giustino, la musica avrebbe dovuto cambiare. E invece, a guardare le acrobazie burocratiche dell’Azienda Consortile dei Servizi Sociali A.C.C.C. (Ambito N19), non solo la musica è rimasta la stessa, ma i musicanti sembrano aver studiato il diritto amministrativo su un sussidiario delle elementari. O, peggio, fingono di non conoscerlo pur di occupare le poltrone che contano.
L’ultimo capolavoro della ditta Giustino & Co. è un bignami di illegittimità, firme abusive e nomine fantasma che meriterebbe l’attenzione di una commissione d’inchiesta, o quantomeno di un buon corso di recupero in diritto pubblico.
L’interpello delle meraviglie: il “facente funzioni” del sostituto provvisorio
Tutto ha inizio il 19 giugno 2026. Sull’Albo Pretorio dell’Azienda Consortile compare un avviso di interpello interno per il conferimento dell’incarico di “facente funzioni” di Direttore Generale. A firmarlo è il Direttore uscente, il dottor Umberto Setola. E qui crolla la prima tessera del domino.
Nel fantastico mondo dell’A.C.C.C., un Direttore Generale – per giunta dimissionario dal mese precedente e in sella solo grazie a un’estensione tecnica del mandato fino al 1° luglio – si sveglia la mattina e “dispone” le regole per la scelta del suo successore. Peccato che lo Statuto dell’Azienda, all’articolo 33, stabilisca con granitica chiarezza che la nomina del Direttore spetta esclusivamente al Presidente del Consiglio di Amministrazione. Setola, in pieno regime di prorogatio (durante il quale per legge si possono firmare solo atti urgenti e indifferibili di ordinaria amministrazione), non aveva alcuna competenza statutaria per avviare procedure di reclutamento di macro-organizzazione.
Ma il capolavoro logico è un altro. Setola, che già governava l’azienda ad interim, bandisce un interpello per trovare un “facente funzioni”. Nel diritto amministrativo siamo alle comiche: la sub-delega a catena, il “facente funzioni del facente funzioni”. Una mostruosità giuridica creata al solo scopo di blindare l’ufficio escludendo, peraltro, con requisiti cuciti su misura, il personale del Comune Capofila di Afragola, in palese violazione dell’articolo 36 dello Statuto che ne imponeva la valorizzazione prioritaria per garantire la continuità gestionale.
Il sacrificio di Umberto Setola: da “uomo del Sistema” a capro espiatorio
In questa tragicommedia, Umberto Setola veste i panni della vittima perfetta. Per anni, la stessa area politica che oggi fa capo a Gennaro Giustino lo ha dipinto come l’incarnazione del “Sistema Nespoli”, il braccio operativo della vecchia guardia che per decenni ha governato Afragola. Eppure, nel momento del bisogno, il “Sistema Giusto” non ha esitato a usarlo come scudo. Setola è stato costretto a firmare un atto illegittimo e spericolato il 19 giugno, coprendo con la propria firma le pretese della nuova politica, per poi essere accompagnato alla porta il 1° luglio. Liquidato e sacrificato sull’altare delle nuove spartizioni.
Il Presidente “ignaro” e la nomina fantasma
Entra a questo punto in scena Antonio Angelino, fresco di nomina a Presidente del CdA dell’Azienda Consortile, avvenuta il 26 giugno 2026. Passano appena cinque giorni e, il 1° luglio, viene formalizzata la nomina del nuovo Direttore Generale, Silvia Martino.
Ora, ci si aspetterebbe che un Presidente del CdA eserciti i propri poteri con autonomia e rigore. E invece Angelino, dimostrando una preoccupante inadeguatezza amministrativa, si presta docilmente a fare da passacarte. Ratifica la nomina di Silvia Martino, figlia diretta di quell’interpello illegittimo nato prima ancora del suo insediamento e concepito da un direttore dimissionario. Angelino, ignaro (o finto ignaro) del groviglio di norme infrante che pendeva su quella procedura, ha eseguito senza fiatare i diktat del “collega” Gennaro Giustino, Sindaco del Comune Capofila.
Ma non è finita. C’è un dettaglio che trasforma la farsa in giallo. Ad oggi, del decreto di nomina di Silvia Martino non v’è traccia sull’Albo Pretorio dell’Azienda Consortile. L’articolo 15-bis dello Statuto impone la pubblicazione immediata di tutti gli atti, così come lo impone la legge sulla trasparenza (D.Lgs. 33/2013) per il conferimento degli incarichi dirigenziali. Una nomina non pubblicata è una nomina inefficace. Chi sta firmando gli atti dell’Ambito N19 in queste ore? Con quale autorità?
Il “Sistema Giusto” e le capriole del potere
Gennaro Giustino aveva promesso di spazzare via il vecchio regime. Aveva garantito che con lui Afragola avrebbe conosciuto il rigore e la meritocrazia. La realtà ci restituisce un quadro ben diverso: il “Sistema Giusto” si sta rivelando persino più efferato, spregiudicato e pasticcione di quello che l’ha preceduto.
Le capriole amministrative a cui stiamo assistendo per occupare le poltrone dei servizi sociali – il settore più delicato, che gestisce i bisogni degli ultimi di Afragola, Caivano, Cardito e Crispano – superano ogni immaginazione. Pur di imporre i propri nomi, la nuova amministrazione calpesta statuti, ignora i doveri di trasparenza, costringe dirigenti dimissionari a firmare atti oltre i propri limiti di potere e usa neofiti della politica come paravento. Se questo è il “Nuovo Corso”, ridateci il vecchio. Almeno loro, prima di fare nomine, si disturbavano a leggerle le regole.
Afragola
AFRAGOLA. Il “Sistema Giusto” è servito. Per avere il posto da direttore basta l’amicizia anche senza requisiti.
Pubblicato
1 mese fail
1 Luglio 2026
AFRAGOLA – Avevamo previsto tutto, virgola per virgola. E no, non possediamo una sfera di cristallo al Salone Moriani, ma abbiamo un vizio antico che in questa città sta diventando merce rara: sappiamo ancora leggere i processi politici, conosciamo gli attori in commedia e, soprattutto, abbiamo il coraggio di scrivere la verità prima che venga impacchettata nei comunicati stampa ufficiali. Minformo si conferma, ancora una volta, l’unico vero termometro informativo di un territorio che viaggia alla velocità della lottizzazione selvaggia.
Oggi è arrivato il verdetto, puntuale come una cambiale a scadenza. Le tre candidate scartate alla selezione dell’Azienda Consortile ACCC19 (Anna Giugliano, Annabella Cozzolino e Raffaela Giglio) hanno ricevuto la fatidica e-mail di cortesia. Il Presidente del CdA, il sindaco di Caivano Antonio Angelino, ha firmato il decreto: la nuova direttrice facente funzioni è la dott.ssa Silvia Martino, come già avevamo previsto (leggi qui).
Il capolavoro della meritocrazia “senza requisiti”
Siamo davanti a un vero e proprio capolavoro dell’arte dell’arrangiarsi burocratico. Il bando dell’Azienda Consortile, scritto in italiano e non in aramaico antico, parlava chiaro: la selezione era riservata al personale in possesso dell’Elevata Qualificazione (EQ). Ma ad Afragola le regole sono come i cartelli stradali: semplici suggerimenti. La dott.ssa Martino l’EQ non ce l’ha, ma in compenso ha un requisito di gran lunga più solido e spendibile sul mercato della nuova amministrazione: una storica, solida e mai nascosta amicizia personale con il sindaco Gennaro Giustino, per il quale non si è certo risparmiata nel fare il tifo durante l’ultima campagna elettorale.
E così, la favola bella del “ripristino della legalità”, della “trasparenza” e della “rotazione meritocratica della macchina amministrativa” – sbandierata da Giustino sui social tra un selfie e un sospiro di finta alternanza – si scioglie come neve al sole di luglio. Non c’è nessuna legalità ritrovata, c’è solo la più classica, famelica e irriverente sostituzione del potere. Si caccia il vecchio Sistema per installare il “Sistema Giusto”. Perché quando si paracaduta un’amica fedele su una poltrona apicale ignorando i requisiti formali del bando, l’obiettivo non è l’efficienza del welfare, ma il controllo militare della gestione e dei cordoni della borsa. Di come verranno gestiti quei fondi, e di come intederanno gestire gli appalti, statene certi, vi daremo conto prestissimo.
ll sacco dell’Edilizia Privata: entra Napolitano, esce Esposito
Se il colpaccio sui servizi sociali non bastasse a descrivere l’inizio di questa nuova era borbonica, ecco che il puzzle del controllo totale si arricchisce di un altro tassello fondamentale. Al settore Edilizia Privata, il vero cuore pulsante e finanziario della macchina amministrativa afragolese (nonché il comparto che determina il maggiore incasso per le casse comunali), l’ingegner Valerio Esposito è stato bruscamente sostituito.
Al suo posto si insedia l’architetto Salvatore Napolitano. Un nome che ai non addetti ai lavori dirà poco, ma che nelle geografie del potere nostrano significa una cosa sola: una figura vicinissima al consigliere Gennaro D. Castaldo (il famoso tecnico che redasse il progetto per il dehors abusivo in Piazza Gianturco per intederci) e, di riflesso, blindatissima dal sindaco Giustino. Il quadro adesso è finalmente completo, simmetrico, perfetto. Da un lato si controllano i Servizi Sociali con un Direttore Generale f.f. di stretta osservanza amicale; dall’altro si mettono le mani sul settore cemento e permessi a costruire con un dirigente di assoluta fiducia correntizia.
In campagna elettorale Gennaro Giustino tuonava dai palchi contro il “Sistema” dei suoi predecessori, promettendo aria nuova e mani pulite. Oggi scopriamo che l’aria nuova ha lo stesso identico odore del passato: quello delle poltrone spartite a tavolino, dei bandi interpretati a geometrie variabili e dei fedelissimi piazzati nei posti chiave per non avere fastidi durante il viaggio.
Il re è nudo, e la corona che porta in testa comincia già a mostrare i primi segni di ruggine burocratica. Chi pensava di aver votato il cambiamento si ritrova oggi con un gigantesco gioco delle tre carte. Noi di Minformo restiamo qui, con i dati in mano e la penna affilata, a ricordare a questa amministrazione che i nodi, prima o poi, arrivano tutti al pettine della Procura e del TAR. La ricreazione è appena iniziata, ma i compiti a casa li abbiamo già fatti noi.


AFRAGOLA. Il primo atto del Giustino-show: numeri al lotto, adulatori di corte e caccia ai giornalisti

AFRAGOLA. Minacce ai consiglieri d’opposizione: scattano le indagini d’ufficio della Polizia di Stato

Napoli, crisi nella Municipalità VI: De Magistris assessore scatena lo scontro

CAIVANO. Mentre le famiglie attendono risposte, caro Assessore Precchia, le lezioni di giornalismo le rispediamo al mittente

CAIVANO. Censura in Assise, gogna sui social: la doppia morale della maggioranza

SANT’ANTONIO ABATE. Rilasciata sanatoria al papà del Sindaco in pieno conflitto di interessi

CAIVANO. Processo estorsioni camorra-politica. Inflitte mezzo secolo di condanne in secondo grado

CAIVANO. Processo ingerenze criminali. Oggi terza udienza. La Palmiero ribadisce i nomi dei politici graditi al clan

CAIVANO. Alla Scuola Capogrosso si discrimina. Ad un bambino soltanto viene negata la possibilità di introdurre la torta in classe

Afragola, la processione dimezzata: Sant’Antonio tradito da chi dovrebbe celebrarlo
Popolari
POLITICA5 mesi faCAIVANO. Processo estorsioni camorra-politica. Inflitte mezzo secolo di condanne in secondo grado
campania2 mesi faDichiarazione dell’on. Giuseppe Barra sulla mozione per il collegamento Napoli Afragola AV–Caivano
Caivano3 mesi faCAIVANO, Il Luna Park delle illusioni: quando la propaganda si schianta contro la realtà
Caivano9 mesi faCAIVANO. Antonio Angelino al posto di smentire la sua ineleggibilità preferisce confondere le idee all’elettorato
Afragola2 mesi faAFRAGOLA. La più votata costretta a difendersi dal fuoco amico
Afragola2 mesi faAFRAGOLA. L’ombra delle schede balleriene e del voto di scambio. Quando il denaro sostituisce la democrazia.
Afragola2 mesi faAFRAGOLA. Il mercato delle vacche prima del verdetto: volano già gli stracci sulle poltrone
Cardito2 mesi faCARDITO ha scelto. Ma ha scelto di restare sospesa.



















