CAIVANO – A torto o a ragione qualche movimento si deve pur fare, non si può correre il rischio di farsi trovare impreparati o in ritardo laddove la Commissione d’Accesso non rilevasse nessun elemento utile per sciogliere il Consiglio comunale in maniera preventiva. Così chi in un modo, chi nell’altro, i vari partiti, civiche e movimenti cominciano a muoversi sul territorio cercando di trovare la quadra del cerchio per una perfetta coalizione.

Il dato che ne esce fuori però è che tutti o quasi tutti cominciano dalla coda piuttosto che dalla testa. Tutti intenti a trovare il soggetto aggregante, il leader carismatico e conosciuto sul territorio, fregandosene del programma e del progetto. Ed è proprio quello che sta accadendo all’interno del PD dove lotte intestine e guerre fratricide stanno eclissando la partecipazione e le idee. Da un lato il giovane segretario Antonio Angelino che, in maniera del tutto legittima, non gli va proprio giù il fatto di essere masticato e sputato come tanti altri nella storia del partito democratico caivanese e dall’altro lato la voglia e la sicumera acquisita da Mimmo Semplice nel candidarsi a sindaco, forte del fatto che siano passati tanti anni da quando ha concesso “l’importazione” dello STIR e delle ecoballe, confidando nella memoria corta dei suoi ex concittadini. Non pervenute le idee di Iuri Bervicato terzo nome inserito nella lista dei candidati alle primarie interne del partito. Nome quest’ultimo usato apposta per l’opinione pubblica atto a creare un’alternativa ai due veri contendenti.

In verità il PD di Caivano difficilmente riuscirà a trovare un accordo dopo le primarie interne, nessuno dei due contendenti ha intenzione di appoggiare l’altro laddove dovesse uscire perdente e l’arma che ognuno dei due ha nelle mani risiede in quella matita alle primarie di coalizione, facendo in modo che alla fine ne godrà il terzo oltre i due litiganti. Logicamente per chi parteciperà alle primarie di coalizione, questo è tutto grasso che cola. Poiché il giovane Angelino, se uscirà perdente dalle primarie interne, potrebbe accontentarsi benissimo di una poltrona da assessore o qualche altra simile avente stesse o superiori immunità. Il piano di Mimmo Semplice, invece è più complesso e anche a distanza di giorni, conferma le indiscrezioni che riportammo in un articolo precedente. Se l’ingegnere di Caserta dovesse perdere le primarie interne, formerebbe una lista civica con i suoi fedelissimi del PD che nel frattempo vorranno uscire dall’egemonia del giovane segretario e appoggiare sia alle primarie di coalizione e sia all’ipotetico governo della città il sindaco che gioverà di tale consenso.

Ovviamente il tutto fa pensare al classico litigio della moglie col marito che gli dice: “Andrò a letto col primo che passa”. E guarda caso che da quelle parti si trova a passare proprio il gruppo di “Liberi Cittadini” con il suo leader Francesco Emione che già forte del suo progetto iniziato insieme a Campania Libera e Orgoglio Campano – questi ultimi, riunitisi anche con Idea Nuova e Simone Monopoli Lunedì sera (29 Gennaio ndr) nella sede di Piazza I Maggio, hanno ribadito all’ex sindaco l’adesione al progetto iniziato nel 2015 dicendosi delusi dalle macchinazioni e strumentalizzazioni intentate dalla stampa locale. Su questo fronte vi terremo aggiornati, visto che Orgoglio Campano è l’unico gruppo politico che fino ad oggi ha un piede a destra e l’altro a sinistra -. Dal canto suo Emione vive una vita tranquilla, assiste alla finestra i litigi del PD avendo dalla sua parte un solido accordo con Francesco Casaburo di Campania Libera che a quanto pare, nutre ambizioni sovracomunali per il 2020. Questo scenario politico è uno dei tanti motivi per il quale anche Pasquale Mennillo, padre nobile di “Liberi Cittadini” e quindi della futura coalizione, tanto auspica affinché la Commissione d’Accesso non giochi brutti scherzi.

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