Purtroppo le mie deduzioni degli ultimi mesi sul Movimento, trovano ogni giorno conferma sui social. Il clima di intolleranza che alcuni attivisti scatenano sui territori è degno delle pagine più nere della storia italiana.

Una compagine politica partita da un “Vaffanculo”  e arrivata al “fidatevi di me”, in seguito a un processo di negazione della democrazia interna senza precedenti, se non vi vuole rinvangare la storia del ventennio, dovrebbe quantomeno, per allontanare ogni sospetto di assolutismo, prendere le distanze da certi “simpatizzanti” le cui affermazioni ledono la dignità di persone per bene.

L’episodio in questione appare in un post di un presunto, storico, attivista del movimento locale, in cui si promuove la sede caivanese del partito di Di Maio.

Parlando  del cognato di un altro attivista, un tale P., di cui sospettiamo anche il cognome, l’autore del post scrive: “D., io conosco Antonio, èd è il cognato di P. un attivista (o arrivista? ndr). Purtroppo non riusciamo a convertirlo, penso sia meglio ricoverarlo”.

Già sentire la necessità di ricoverare una persona per il solo fatto che non si vuole “convertire” alle idee del Movimento, basterebbe a condannare l’autore del post all’oblio per mancanza di sostanza e intelligenza, ma a rendere la cosa ancora più grave arriva un altro commento.

Francè mo dic a me? Ij saccj buon caggia vutà… E cascetton ca na capit nient… questi sono i plasmati da don antonio a cappuccincriminal comm o prevt  llor”.

(Francesco, lo dici a me? Io so bene chi devo votare, è “cascetton” che non ha capito niente, questi sono plasmati da Don Antonio della Chiesa di Cappuccini, criminali come il loro prete)

Per poi rimarcare: “Fracè, perdi tempo, è una brava persona ma è cresciuto con un criminale”.

Gravissimo che l’attivista e autore del post, non prenda le distanze dalle affermazioni del suo interlocutore, anzi, continua a scrivere di Piddioti senza curarsi troppo della gravità delle affermazioni da querela del suo amico.

Come sempre per rincorrere consensi si ricorre al giochino delle tre scimmie, ma da quanto si può capire, allo stato attuale, oltre che non vedere, sentire e parlare, gli adepti  manipolati dalla srl di Casaleggio, non sanno nemmeno discernere il buon senso e allontanare ogni sospetto sulla loro dubbia onestà mentale.

Nessun altro attivista del gruppo caivanese, che ha già una candidata a sindaco, ha scritto parole di condanna nei confronti di quell’ebete che fa delle affermazioni che dovrebbero indignare per le accuse gratuite verso una persona per bene e che il sottoscritto conosce personalmente da più di 35 anni.

Mi aspetto le scuse ufficiali, da parte di chi dovrebbe difendere la reputazione di ogni caivanese per bene e avere la decenza di condannare l’energumeno che si è permesso di scrivere tali commenti.

C’è da avere paura e, a questo punto, non so se sia meglio cercare di non annegare o lasciarsi andare giù.

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