AFRAGOLA – Con la nuova nomina del Presidente del Consiglio ad Afragola si sono accese ancor di più le polemiche, infatti con la nomina di Antonio Pannone si è decretata la fine politica di questa consiliatura. A far rimanere ancora al suo posto il sindaco Tuccillo è solo la sua caparbietà. Laddove logica voleva una seria analisi in merito alla mancanza dei numeri in aula, il primo cittadino ha deciso di rilanciare con la sua prossima ricandidatura, volendo comunicare agli astanti che non solo non si dimetteva, ma che lui e solo lui si definisce ancora il più autorevole tra tutti.

Il fatto che persino i suoi alleati si stiano guardando intorno la dice lunga sulla sua stabilità attuale, non a caso l’ex presidente del Consiglio Nicola Perrino, non giustificando ancora il motivo delle sue dimissioni sta ragionando con alcune frange del centrodestra che attualmente fanno un’opposizione spietata a Tuccillo, gli stessi suoi ex alleati come Affinito e Concas hanno iniziato una dura campagna elettorale contro il primo cittadino fino a testimoniare che loro sono la vera alternativa al governo Tuccillo.

Su questo abbiamo deciso di interpellare l’attore principale della vicenda il consigliere Antonio Pannone che davanti ai nostri microfoni ha dichiarato: “Conformemente ai principi di una sana cultura istituzionale, il mio impegno nell’esercizio della funzione di Presidente del Consiglio Comunale di Afragola sarà, ovviamente, quello di promuovere la centralità dell’assemblea rappresentativa come organo di indirizzo e controllo e di garantire  e tutelare le prerogative ed i diritti di tutti i consiglieri comunali. Assicurerò l’organizzazione e il funzionamento ottimali del Consiglio stesso e delle Commissioni consiliari permanenti al fine di promuovere gli interessi generali della nostra comunità.

Nell’ultima riunione del Consiglio comunale – continua il neo Presidente – si sono manifestati equilibri e posizionamenti che sarebbe ipocrita non riconoscere nella loro assoluta evidenza. La mia elezione è il chiaro risultato di una dinamica politico – istituzionale che ha certificato ancora una volta l’irreversibile dissoluzione della maggioranza. Il Sindaco in carica dovrebbe serenamente prenderne atto e assumere le conseguenti determinazioni, andandosi a dimettere; al termine dei lavori dell’ultima seduta del Consiglio comunale, si è, invece, registrato il suo maldestro tentativo di coprire un acclarato fallimento  politico-amministrativo con l’estemporaneo annuncio della sua ricandidatura, forse confidando in uno sterile effetto mediatico; la sostanza non cambia: dopo cinque anni di pessima amministrazione, è un sindaco che non ha una maggioranza per governare la Città”. 

 

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