CAIVANO – Si è appena venuti a conoscenza dei motivi che hanno spinto il Ministro Minniti a sciogliere il Consiglio Comunale i Caivano e leggendo la relazione, a primo impatto, il quadro che ne esce fuori, diciamo che non soddisfa a pieno chi sul territorio ci vive, conosce fatti, persone e costumi.

Colui che ne esce con le ossa rotte da questa relazione è l’ex sindaco Simone Monopoli, persona libera e innocente fino a prova contraria. Nel documento redatto dal Ministro sono riportate fatti e circostanze che la gente comune di Caivano già conosce, fatti che a leggerli anche le pietre sorridono. Che il sindaco abbia commesso la leggerezza di firmare un documento al posto dell’allora dirigente all’ambiente Vito Coppola che permetteva i camion della Buttol di fare il travaso nell’ex campo rom, evitando di farlo effettuare per strada è cosa nota a tutti, per la stessa sprovvedutezza, l’ex sindaco è stato raggiunto da un avviso di garanzia e per questo dovrà rispondere davanti ad un giudice.

Che Simone Monopoli, abbia chiesto una mano all’ex assessore Carlo Ciccarelli, fratello dello storico boss del Parco Verde, per far sì che lo stesso facesse capire quanto sia utile pagare la pigione in cambio di servizi mai avuti, anche questa è cosa nota a tutti. C’è da sottolineare che magari sia stata, sprovvedutezza o non consapevolezza, nel redigere quella delibera che nominava il Ciccarelli una specie di assessore senza portafogli, e che sicuramente, come scritto nella relazione, non si possono dare compiti di gestione a persone dello staff del sindaco, questa è una cosa che un primo cittadino doveva sapere e non ha saputo. Ma Carlo Ciccarelli, lo conoscono tutti, dipendente statale, componente della Croce Rossa italiana e incensurato, egli paga solo lo scotto di essere fratello di un boss. Ma purtroppo i fratelli, uno non se li può scegliere.

Altra “bravata” del sindaco è stata quella di dare il consenso ad alcune associazioni vicine alla malavita organizzata di organizzare la “festa del giglio” ma sfido qualunque cittadino caivanese ad opporsi a certa gente, non dandogli l’autorizzazione. È vero, quello era il sindaco, un organo istituzionale, se avesse saputo di aver paura o di temere certa gentaglia non si sarebbe candidato a sindaco, questo pure è vero. Ma quanti caivanesi si candidano con la consapevolezza di essere persone impavide? Quanti caivanesi, specialmente quelli che adesso punteranno il dito contro Monopoli, hanno il coraggio di dire “no” a certe persone? A questa gente dico di farsi avanti allora, per il bene di Caivano, perché i problemi di Caivano non sono quelli scritti in questa relazione, ma risiedono altrove ma per cortesia, risparmiatevi il deplorevole atteggiamento di associare la persona di Simone Monopoli alla Camorra, perché ci vuole ben altro per fare di un camorrista una persona. La Camorra a Caivano è uno stato mentale che cresce di pari passo con l’ignoranza. Monopoli sarà stato sicuramente un politico sprovveduto, un sognatore che nella pazzia del suo sogno ha commesso vari errori, ma sicuramente NON È UN CAMORRISTA!

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