In Sierra Leone è scoppiata, nel 1991, una guerra civile, combattuta tra il Fronte Rivoluzionario Unito (sostenuto dalla Liberia) e le forze governative comandate da Joseph Momoh (al fianco del governo sierraleonese si schierarono le Nazioni Unite e il Regno Unito). Lo scopo dell’esercito ribelle fu esclusivamente quello di abbattere il governo della Sierra Leone, dal quale si sentivano oppressi e a cui chiedevano maggiori diritti. Loro si schierano inoltre contro le forze straniere, i bianchi sfruttatori. Il Fronte Rivoluzionario Unito (RUF) è famoso nel mondo per la sua brutalità. Legato alla guerra civile è il tema dei bambii soldato, infatti la maggior parte degli esponenti del RUF erano bambini minacciati, indottrinati e drogati. È risaputo che il RUF abbia venduto i diamanti ricavati nelle ricche e numerose miniere del paese per comprare armi e finanziare la rivoluzione. Ciò ha fornito al RUF milioni di dollari da spendere in armamenti. Si combatté nei villaggi, tra i contadini, tra i pescatori. Raramente gli scontri si protrassero verso le città, da quando il Fronte Rivoluzionario Unito era riuscito a conquistare Freetown, tornata nelle mani del governo. Ciò significa che le prime vittime di questa sanguinosa guerra furono la povera gente, le persone semplici. Sfruttati dal governo, ammazzati dal RUF. Tutti coloro che si rifiutavano di combattere venivano uccisi dai rivoluzionari.
Gli scontri iniziano quando nel 1992 c’è il primo colpo di stato, i RUF conquista l’est del paese e le miniere di diamanti. Alla fine del 1993 il governo riconquista le miniere e spinge il RUF verso il confine con la Liberia. Nel 1997 c’è un nuovo colpo di stato e il RUF conquista la capitale, Freetown. La guerra fu dichiarata conclusa dal nuovo governo. In seguito, nel 1999 fu fatto un accordo tra il RUF e il vecchio governo, ma i rivoluzionari non rispettarono quell’accordo e la guerra ricominciò. Il Regno Unito prese parte al conflitto, in appoggio del governo e dell’ONU. La guerra terminò, finalmente, nel 2002. Aveva causato 50000 vittime. Nella foto bambini soldato sierraleonesi.

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