ROMA – All’attacco, ancora e sempre, perché i sogni vivano: all’attacco con Callejon e con Milik, con Mertens e con Insigne, con Ounas e con chi altro verrà in Italia, in quel Napoli che si apre al mondo, lo scruta, lo osserva e poi prova a sedurre. All’attacco, se possibile, anche con Mariano Diaz (25 anni ad agosto), l’ottavo bomber dell’ultima Ligue 1, diciotto gol in trentaquattro partite, altre tre reti tra Europa League e coppa di Francia, sette assist e una presenza divenuta immediatamente indispensabile in quel Lione ch’è volato in Champions e che ora si coccola questo bomber arrivato dalle stelle.

GARANZIA – Il Napoli va costruito intorno a certezze, una conoscenza diretta dei protagonisti a cui affidarsi, e Mariano Diaz è cresciuto praticamente sotto gli occhi di Carlo Ancelotti: spagnolo ma naturalizzato dominicano, il bomber del Lione ha cominciato a scalpitare nel Real Madrid, dove praticamente si è formato, essendoci arrivato a diciotto anni. Un paio di stagioni nella squadra-C, un altro paio in quella B, proprio quando al Santiago Bernabeu, e quindi alla Ciudad di Valdebebas è arrivato l’attuale allenatore del Napoli, che ha l’abitudine di lanciare il suo sguardo oltre il proprio recinto. Il gol è un dono di gioventù di Mariano Diaz, maglia numero 9 (e cos’altro per un centravanti?) che nella cantera ha lasciato il segno, quel che basta per far convergere intorno a sé particolare attenzione. Il resto è successo nel Lione di quest’anno, dove ha segnato quanto Balotelli Falcao, una rete in meno del suo socio Depay: niente male come approccio con un campionato tutto suo, dopo essere rimasto a lungo alle spalle dei grandi del Real Madrid.

Fonte: Corriere dello Sport.it

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