AFRAGOLA – Come in ogni accordo, contratto o convenzione c’è sempre il tempo delle trattative che lo precede e diversamente non poteva essere per quanto riguarda la formazione della giunta del nuovo governo Grillo. Come sempre Minformo è sul pezzo e offre ai propri lettori il quadro della situazione attuale, poi si sa e questo gli addetti ai lavori lo sanno ancora meglio, in politica tutto può cambiare dall’oggi al domani. Quindi al di là di quello che asserisce il consigliere di minoranza Domenico Tuccillo in una discutibile “videointervista”, il sottoscritto si limita, umilmente, a rendere edotta la cittadinanza secondo ultime indiscrezioni e non è colpa o merito di nessuno se le cose cambiano. Una sola cosa non cambia, quello che è evidente, ossia il livore e il bruxismo che si sta impadronendo del pensiero del potenziale capogruppo dell’opposizione. Ma torniamo ai fatti.

Il problema di questo stallo sulla nomina degli assessori – che è bene ricordare, ad oggi è solo di quattro giorni in più rispetto al tempo impiegato dallo stesso Tuccillo – rimane legato alla nomina delle quote rosa. Fino alla riunione dei consiglieri eletti tenutasi ieri, il problema era anche legato su chi dovesse esprimerle e a quanto pare, la soluzione su quest’ultima questione è stata trovata. Da indiscrezioni raccolte in esclusiva da Minformo, pare che la lista “Afragola Civica” rappresentata in consiglio dal duo De Stefano-Affinito, dato il peso politico dei due eletti, non sarà essa ad esprimere la quota rosa e così si è giunti all’accordo che Affinito si dimette da consigliere per passare in giunta, così come successo nella scorsa consiliatura, il ché permette anche l’entrata di Biagio Montefusco in aula, mentre la quota rosa sarà espressa dal gruppo misto formato dal duo Ausanio-Lanzano. 

A queste condizioni, al rompete le righe di ieri, erano tutti d’accordo – è bene specificarlo data la presenza sul territorio di politici opportunisti e i cacciatori di fake-news fantasme – merito anche del primo cittadino Claudio Grillo che interverrà anche lui con la terza quota rosa, attraverso una delega a lui riservata. A queste condizioni si chiudono le porte ai vari Pannone, Russo e Iavarone per entrare nel prossimo esecutivo.

Ora non resta altro che il tempo – giusto il week-end – di pensare a quali potrebbero essere i nomi dei due assessori di genere che vanno a completare il quadro della giunta insieme a Cristina Acri, Camillo Giacco, Biagio Castaldo e Raffaele Fusco. Quest’ultimo ha ricevuto il pieno appoggio del suo partito, al di là delle dicerie strumentali messe su da qualche organo di stampa discutibilmente libero ed indipendente che voleva il partito azzurro diviso in due o addirittura in quattro.

Questi sono i fatti e molto probabilmente, inizio settimana prossima, ci saranno anche le prime ufficialità. Adesso, per chi vuole, ognuno può anche esprimere le proprie opinioni, perché anche quelle devono essere espresse con cognizione di causa. Questo un buon giornalista dedito al codice deontologico lo dovrebbe sapere. Le opinioni vanno espresse su fatti acclarati, non su congetture e fantasie strumentali. Non basta aver imparato ad accendere una telecamera per improvvisarsi opinionisti.

Un lavoro d’informazione fatto in maniera sbagliata, o ancor peggio strumentale, può indurre la popolazione dal punto di vista politico, o i lettori in generale, ad una visione distorta della realtà con il conseguente scetticismo verso la propria classe dirigente e questo vuol dire lavorare per altri interessi e non certo quelli pubblici.

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