CAIVANO – La crisi economica si fa sempre più sentire e la povertà comincia a mordere le caviglie del benessere sociale, ammesso che i caivanesi abbiano mai conosciuto quest’ultimo elemento. È notizia di questi giorni che dal territorio gialloverde stanno scomparendo sempre più grate per caditoie, quelle in ghisa per intenderci. Ed è proprio il materiale pregiato di cui sono costituite queste grate che ingolosisce i più poveri, specialmente quelli che non hanno troppa dimestichezza con le regole.

Quindi oltre la droga, la criminalità organizzata e l’immondizia, i caivanesi devono stare anche attenti a non cadere in qualche buca fognaria che oltre a determinare un pericolo per la sicurezza del cittadino stesso, può anche comportare un pericolo per la salute pubblica oltre che il degrado per la mancata cura del decoro collettivo.

Per tutti questi e anche altri motivi che l’amministrazione comunale, in questo caso il Commissario De Vivo, doveva denunciare affinché le forze dell’ordine venissero messe in condizioni di individuare i colpevoli. E invece da indiscrezioni raccolte in esclusiva da Minformo, pare che l’ufficio manutenzione non abbia espletato le denunce di rito e attualmente le forze dell’ordine non sanno se le caditoie scoperte siano frutto di incuria, usura o latrocinio.

Insomma, dopo il danno anche la beffa. I caivanesi dopo aver pagato fino all’ultimo centesimo di TARI, nella quale è predisposta anche la cura delle caditoie, non solo deve vedere sottrarsi delle grate ma per negligenza dei funzionari comunali, deve anche sapere che chi ha commesso un furto sul proprio territorio rimane impunito perché non denunciato.

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