Marano di Napoli: Nel programma di Bertini e della Sinistra maranese c’è anche lotta contro l’apparato clientelare.

“Stop alle logiche “paesanistiche – dichiara il candidato sindaco dell’Altra Marano e di Potere al Popolo -. Basta pensare che per risolvere una qualsiasi problematica occorre rivolgersi all’amico di turno. Anche perché quello che ti fanno passare per favore, molto spesso è un tuo diritto. Occorre – spiega il Candidato sindaco della Sinistra – incentivare forme di controllo popolare e di democrazia dal basso per rompere definitivamente con le logiche clientelari  e con ogni forma di favoritismo, solo in tal modo l’Amministrazione potrà operare per il bene di tutti e non per gli interessi dei pochi.

Il clientelismo e un lecchinismo sfrenato praticati in questi ultimi anni hanno reso pressochè inservibile la macchina comunale, è necessaria un’azione energica e urgente di recupero delle motivazioni prima che le scorie del menefreghismo indotto si vengano a consolidare diventando inamovibili. La macchina comunale, per quanto ampiamente sotto organico per i turn over che non vengono esercitati da quasi dieci anni,  va riorganizzata su criteri di capacità, senso di responsabilità, professionalità e efficienza in uno spirito di collaborazione che veda compensato l’impegno e il merito.

L’indiscutibile presenza pervasiva della camorra nel tessuto cittadino è un dato di fatto con il quale chi governa la città deve fare i conti evitando scrupolosamente ogni contaminazione, programmando le attività amministrative in assoluta autonomia e nell’unico interesse dell’intera comunità.

Bisogna – continua Bertini – coinvolgere la popolazione nelle scelte decisionali che la riguardano. Per questo motivo crediamo sia opportuno innescare forme di controllo popolare affinché si vigili sul rispetto dei diritti di tutti: sia nei momenti decisivi dell’Amministrazione comunale sia nel darne esecuzione. Bisogna diffondere nella comunità un senso di rigetto spontaneo alle logiche clientelari. Bisogna – conclude Bertini – far mancare il terreno di coltura nel quale si sviluppa l’organizzazione criminale”.

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